Archivio tag: dal romanzo al film

Il domani tra di noi, la recensione

La lunga e fruttuosa tradizione del survival-movie si rinnova e arricchisce di un titolo che tocca il filone in maniera tangente, Il domani tra di noi, infausto titolo italiano di The Mountain Between Us, tratto dall’omonimo romanzo di Charles Martin.

Per trasformare in immagini il melò di sopravvivenza che è diventato in pochi mesi in un best-seller è stato chiamato il palestinese Hany Abu-Assad, che abbiamo già conosciuto grazie al recente successo di The Idol, che è riuscito a cogliere con maggiore efficacia la componente avventurosa della vicenda in confronto a quella, più sacrificata, della storia sentimentale in itinere.

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La verità, vi spiego, sull’amore, la recensione

Il basso profilo è una virtù troppo spesso misconosciuta al cinema. È infatti apprezzabile la scelta del regista che si impone di non sovraccaricare il suo film di ambizioni pompose e squilibrate. Un discorso chiaro, lineare, divertente, sornione e disincantato, senza troppe pretese.

Fare commedia è mestiere arduo, forse il più difficile di tutti nel cinema, ma ancora più arduo è farlo con leggerezza e semplicità. Merito va dunque a Max Croci, che con La verità, vi spiego, sull’amore da comunque prova di umiltà e di coraggio.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Room, la recensione

Room non è semplicemente il titolo del film, ma rappresenta tutto il mondo che Jack, il piccolo protagonista, conosce a cinque anni: lui e la madre, Joy, sono rinchiusi da anni in una stanza da un uomo che chiamano Old Nick. Joy (Brie Larson) sembra essersi rassegnata a questo destino lugubre, finché un giorno, grazie al figlio, capisce che è arrivato il momento di lottare e fuggire. Peccato che anche la realtà esterna presenti a sua volta degli ostacoli da abbattere…

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Via dalla pazza folla, la recensione

Il romanzo di Thomas Hardy, Via dalla Pazza Folla, torna al cinema in un nuovo adattamento cinematografico, in arrivo nelle sale italiane Giovedì 17 Settembre. Il regista Thomas Vinterberg ricostruisce quell’atmosfera dell’Inghilterra vittoriana in cui sono ambientate le vicende del libro, ponendo al centro della narrazione la versatile attrice Carey Mulligan (Il Grande Gatsby), che incarna alla perfezione Bathsheba Everdine, protagonista del romanzo.

Bathsheba è un’anticonformista per eccellenza, indipendente, dal carattere forte e fiero, una donna di ampie vedute, lavoratrice instancabile…insomma una femminista ante litteram.

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Cinquanta sfumature di grigio, la recensione

Che il sesso sia un ottimo espediente per attirare il pubblico più disparato non è una novità, altrimenti non si spiegherebbe la sempre florida remuneratività del porno e la diffusione su larga scala della tv commerciale, che su un immaginario sessualmente ammiccante ha costruito il suo successo. Ma quello che si è creato e si sta creando attorno al fenomeno Cinquanta sfumature di grigio riesce ad andare oltre la semplice pruriginosità dell’argomento.

Prima inossidabile successo editoriale e ora annunciato film macina-botteghini, Cinquanta sfumature di grigio nasce dalla mente di una signora inglese di nome E. L. James (all’anagrafe Erika Leonard). Sceneggiatrice televisiva e fan dell’ultima ora della “collega” Stephenie Meyer, la James si appassiona alle vicende di Edward e Bella in Twilight a tal punto di decidere di contribuire attivamente al fenomeno.  Ma la James è tra coloro che ritengono eccessivamente casta la tensione erotica tra l’umana e il vampiro, così si è dilettata a immaginare possibili varianti, spin-off e divagazioni scrivendo in un sito di fan fiction dedicato ai fan di Twilight.

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Still Alice, la recensione

Alice Howland, moglie devota e madre di tre figli, è un’affermata professoressa di Linguistica conosciuta in tutto il mondo, con una cattedra alla Columbia University di New York. Nella sua vita non c’è niente che non vada, fino al giorno in cui, mentre relaziona come ospite in una sala gremita di gente alla UCLA di Los Angeles, accade qualcosa di strano: all’improvviso le mancano le parole per continuare il suo brillante discorso. E’ questo il primo sintomo di una rara forma di Alzheimer precoce da cui, di lì a poco, scoprirà di essere affetta. Ha inizio da qui il “declino” di Alice, interpretata da una Julianne Moore in stato di grazia: con una velocità dirompente, si vedrà inesorabilmente sottratta delle sue facoltà cognitive, perdendo ogni ricordo che le apparteneva come donna, una donna che rappresentava il caposaldo della sua famiglia e giunta all’apice della sua professione.

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Maze Runner – Il Labirinto, la recensione

Se il cinema fantasy odierno avesse un’età biologica si aggirerebbe, con ogni probabilità, tra i 12 e i 19 anni, tant’è la fascia d’età che interessa generalmente la categoria “young adult”, che per l’editoria designa il pubblico adolescenziale. Questo tipo di prodotti ha avuto il boom, prima letterario poi cinematografico, con Harry Potter e si è consacrato con Twilight e rinnovato con Hunger Games; tutti prodotti che guardano in maniera diversa al fantasy. Di volta in volta, i produttori cinematografici sperano di trovare la nuova gallina dalle uova d’oro con questo o quel romanzo (meglio se si tratta di saga) che ha venduto un tot, ma, per la regola delle cifre, il più delle volte incappano in sonori flop. Ultimo esempio è stato The Giver – Il mondo di Jonas, che di certo non ha fatto registrare quei grandi incassi che si sperava.

Adesso tocca a Maze Runner, pellicola d’esordio dell’esperto di effetti visivi  Wes Ball che si rifà al romanzo di James Dashner Il labirinto, che a sua volta ha già generato due seguiti, La fuga e La rivelazione, e un prequel, The Kill Order (ancora inedito in Italia).

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The Giver – Il Mondo di Jonas, la recensione

In un futuro imprecisato, l’umanità ha scelto di annullare le diversità tra le persone, così da evitare che possano scatenarsi conflitti e guerre. Le emozioni sono tenute costantemente sotto controllo, non esistono animali e gli esseri umani sono cresciuti nell’ordine e nell’educazione più ferrea, predestinati a specifici settori sociali e a un lavoro che li etichetterà a vita. In questo contesto vive Jonas, ormai prossimo al passaggio all’età adulta, cerimonia durante la quale riceverà la nomina per la professione che lo accompagnerà negli anni a venire. Con sua estrema sorpresa, Jonas viene nominato Custode delle Memorie dell’Umanità, una carica importantissima e di grande responsabilità che lo rende l’unico conoscitore del mondo prima dell’avvento del nuovo Ordine. Nel suo percorso di tirocinio presso il Donatore, che è attualmente Custode, Jonas scopre che il mondo non è in bianco e nero come lo conosce e che forse l’ordine precostituito ha negato troppe cose belle all’umanità.

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Colpa delle Stelle, la recensione

“Sono innamorato di te Hazel Grace

e so che l’amore è soltanto un grido nel vuoto e che l’oblio è inevitabile

e che siamo tuti dannati

e che verrà un giorno in cui tutti i nostri sforzi saranno ridotti in polvere

e so che il sole inghiottirà l’unica terra che avremo mai

eppure io ti amo”

Questa frase, tratta dal best seller Colpa delle stelle di John Green, edito da Rizzoli, racchiude l’anima della storia, di cui il 4 Settembre 2014 uscirà nelle sale cinematografiche italiane l’adattamento di Josh Boone, distribuito dalla 20th Century Fox, con protagonisti i due attori emergenti Shailene Woodley (Divergent e White Bird in a Blizzard) e Ansel Elgort (Lo sguardo di satana-Carrie e Divergent).

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Il Paradiso per davvero, la recensione

Non sono mai mancati i film che hanno trattato nelle maniere più svariate e con un certo criterio il tema dell’esistenza dell’aldilà. Per il piacere di ricordarne alcuni basta citare Il paradiso può attendere, Vi presento Joe Black, Ghost – Fantasma (indimenticabile) o il più recente Hereafter. La scorsa primavera la TriStar Pictures ha presentato l’ennesimo, dopo essersi accaparrata i diritti cinematografici di Heaven is for real, il romanzo autobiografico scritto da Tobb Burpo che nel 2010 ha ottenuto la prima posizione nella classifica del New York Times. Volendo azzardare un’ipotesi già adesso, è poco probabile che la trasposizione filmica di questo best-seller sarà in grado di ricalcarne il successo.

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