Archivio tag: documentario

Il peggio di Venezia 74: The Devil and Father Amorth, The Private Life of a Modern Woman, Caniba

The Devil and Father Amorth

The Devil and Father Amorth è stato il primo film che ho visto a questa 74 Mostra del Cinema di Venezia. Le aspettative erano grandi: un documentario molto particolare girato da William Friedkin. Se il nome vi sembra familiare è perché Friedkin ha firmato uno dei classici dell’horror più amati, un film che ha fatto storia facendo passare notti insonni a diverse generazioni. Anche se l’horror non è il vostro genere avrete di sicuro sentito parlare de L’esorcista e avrete anche ben in mente alcune scene in particolare. Da questo si può facilmente immaginare l’attesa per un documentario che torna a sondare il male in una delle sue forme più pure, andando a interpellare niente meno che Padre Amorth, forse il più importante esorcista del Vaticano.

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Maradonapoli, la recensione

È una storia d’amore, per niente platonica. È un film politico. C’è anche una spolveratina di melodramma e non potrebbe essere altrimenti dato lo sfondo. Maradonapoli, evento speciale, è un documentario diretto da Alessio Maria Federici, in sala dal 1 al 10 maggio. È un titolo bello, strano, vero. Racconta molto più di quanto non sembri.

La suggestione è quella di una simbiosi, di un legame imprevisto e fortissimo fra il più grande calciatore di tutti i tempi e la città e il popolo che lo hanno cullato, stregato, magari anche soffocato d’amore.

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Nascita e morte di un festival: la recensione del documentario Sassi nello stagno

Nascita e morte di un Festival. Questo è il cuore essenziale di Sassi nello stagno, documentario diretto da Luca Gorreri.

Quella del Salso Film e Tv Festival di Salsomaggiore Terme è una storia che merita di essere conosciuta:  manifestazione nata dal fermento culturale dei cineclub e del Filmstudio di Roma, nelle prime edizioni si chiamava Incontri cinematografici di Salsomaggiore Terme e solo nel 1984 divenne Salso Film e Tv Festival. Il documentario attraversa le diverse fasi di vita dell’evento cinematografico fino alla sua morte alla fine degli anni Ottanta. Il Festival viene raccontato da chi lo ha reso possibile, ovvero, il Direttore Adriano Aprà, il Vicedirettore Patrizia Pistagnesi e il Segretario Luciano Recchia.

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La marcia dei pinguini – Il richiamo, la recensione

Siamo nel cuore dell’Antartide, una terra arida e inospitale dove però ha luogo uno degli ecosistemi più affascinanti al mondo. In queste terre ghiacciate, oggi messe a serio rischio dai cambiamenti climatici, vive un esemplare di rara bellezza: il Pinguino Imperatore. La vita del pinguino non è per nulla semplice ed ogni anno è sottoposta ad una serie di sfide continue per sopravvivere e, soprattutto, per far sopravvivere la propria prole. Partendo dal “punto di vista” di un pinguino appena nato, il documentario focalizza l’attenzione su quel misterioso “richiamo” che, sin dai primi mesi di vita, spinge il giovane pinguino ad intraprendere un lungo e arduo viaggio fino a raggiungere l’oceano.

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Animeland di Francesco Chiatante al Lucca Comics 2016

Dal 28 ottobre al 1 novembre si apriranno le porte della cinquantesima edizione del Lucca Comics & Games. La giornata inaugurale della rassegna più amata dai nerd di tutta Italia ospiterà un evento molto speciale: la proiezione del documentario Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay di Francesco Chiatante.

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Domani, la recensione

L’industrializzazione è uno fra i punti cardine che hanno modificato lo stile di vita dell’uomo e nella fattispecie del genere umano nella sua integrità: ora il nostro pianeta è a rischio e per poterlo salvaguardare occorre coinvolgere il maggior numero di persone possibile, produrre un cambiamento.
Questo film – documentario si pone proprio l’obiettivo di raccontare il sogno del domani: vuole documentare, sì, ma vuole anche narrare e dare chiari suggerimenti per avviare il cambiamento, per un futuro migliore.

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Spira Mirabilis, la recensione

“Tutti gli uomini sono mortali. Socrate è un uomo. Socrate è mortale.”

Questo l’esempio che portano molti professori di filosofia ai loro alunni quando devono spiegare che cosa sia un sillogismo, ovvero un ragionamento concatenato che sfrutta due proposizioni dichiarative (le c.d. premesse) per ricavarne una terza (detta conclusione). Ebbene, la mancanza di questa struttura logica è probabilmente la causa dell’insuccesso di Spira Mirabilis, il documentario di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti.

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Venezia 73: Voyage of Time

In occasione di Venezia 73, Terrence Mallick abbandona i lungometraggi e firma il suo primo documentario, Voyage of Time. Disponibile in due versioni: l’una da un’ora e mezza, l’altra della durata di quarantacinque minuti.

Schermo nero. Una voce narrante che invoca la “Madre.” Così inizia il nuovo film documentario del regista texano, con un potente richiamo al Pianeta. Poi il buio scompare ed è tutto un’inondazione di colori. Dalle forme invertebrate ai gayser islandesi, la serie di immagini che scorrono senza sosta per novanta minuti riguardano le più disparate forme che vivono e hanno vissuto sulla Terra (inclusi dinosauri e uomini primitivi).

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Strade di musica, la recensione

E’ sempre affascinante quando un sottofondo musicale, suonato dal vivo, accompagna le nostre passeggiate per la città. Ma quando le note cessano, vi siete mai domandati chi sono quelle persone che, con i loro strumenti spesso bizzarri, hanno arricchito le vie romane di suggestione e mistero? Strade di musica, documentario firmato dai giovani registi Michele Morsello Angileri e Giuliano Giacomelli, nasce proprio da interrogativi come questo, esplorando le storie di alcuni musicisti di strada che, nella Capitale, hanno stimolato la loro curiosità.

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Fuocoammare, la recensione

Al principio di Settembre del 2013, una piccola grande rivoluzione si consuma nella cornice della settantesima Mostra del Cinema di Venezia: per la prima volta nel corso della storia della rassegna, la giuria della sezione ufficiale in quei giorni presieduta da Bernardo Bertolucci, spiazza i pronostici della vigilia e sceglie di assegnare il riconoscimento più alto ad un’opera complessa e potente che, qui sta la sorpresa, esula dai canoni del cinema di finzione propriamente detto: Sacro Gra , regia di Gianfranco Rosi, affresco filmato sulla periferia della grande metropoli organizzato attorno ad un’esplorazione documentaria di quell’umanità che gravita, più o meno dimenticata (e non soltanto dal cinema), nei paraggi dell’ anello stradale che con il suo abbraccio d’asfalto cinge la città di Roma in maniera davvero poco amichevole.

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