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Maze Runner – La rivelazione, la recensione

L’avventura di Thomas e i ragazzi sopravvissuti all’apocalisse virale iniziata nel 2014 e proseguita l’anno successivo, trova finalmente una conclusione con Maze Runner – La rivelazione, adattamento cinematografico del terzo romanzo della saga fantascientifica young adult creata da James Dashner. Una saga che ha saputo distinguersi positivamente nel mare magnum delle fallimentari produzioni cinematografiche tratte da romanzi per ragazzi, capace di aprire uno spiraglio di freschezza in mezzo a prodotti tutti troppo uguali a se stessi per “sopravvivere”. Maze Runner è una saga incredibilmente derivativa ma comunque legata a un immaginario che ad oggi non abbiamo incontrato nel suo filone di riferimento, apparendo così “diversa” seppur “uguale” a tante altre cose.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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American Assassin, la recensione

Hollywood è affamata di franchise. Si percepisce di continuo dai tentativi di trasformare in saga qualsiasi cosa passi tra le mani degli Studios, soprattutto, poi, se c’è già una matrice letteraria a fornire un’adeguata fanbase e sufficiente materiale per dar vita a più film. Adesso tocca a Mitch Rapp, agente della CIA sotto copertura specializzato in antiterrorismo, eroe di una serie piuttosto corposa di romanzi (16 ad oggi) iniziata nel 1999 dal compianto Vince Flynn e proseguita da Kyle Mills.

Per battezzare al cinema l’agente Rapp si sceglie saggiamente di partire dal principio trasponendo L’assassino americano, romanzo scritto da Flynn nel 2010 che nella timeline letteraria si poneva come prequel alla saga raccontando la genesi dell’eroe, ovvero la prima missione di Rapp, il suo addestramento e il grande dolore che l’ha portato a seguire la strada della lotta al terrorismo. È ovvio che negli intenti della produzione c’era quello di dar vita a un nuovo Jason Bourne, ma il risultato non gli da troppa ragione tanto che American Assassin è un “filmetto” e nulla più, una gradevole spy-story parzialmente rovinata da un finale cretino e incapace di lasciare realmente il segno.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Maze Runner – La Fuga, la recensione

Quando un romanzo guadagna una trasposizione cinematografica ciò che ci si aspetta è vedere su schermo quello che precedentemente abbiamo potuto leggere su carta. Ma spesso regista e sceneggiatore optano per la modifica del materiale originale, anche per esigenze dovute ad uno scorrimento più fluido della vicenda che viene raccontata.

È successo per Harry Potter, per Insurgent, per Mortdecai e in tv con Il Trono di Spade  e The Walking Dead. Non fa eccezione Maze Runner – La Fuga, secondo capitolo della saga fantasy nata dalla penna di James Dashner. Solo che in questo specifico caso la pellicola è stata completamente stravolta. In America questo stravolgimento non è piaciuto ai fan e difatti questo secondo capitolo non ha brillato al botteghino.

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Maze Runner – La fuga: poster e trailer italiano

Buone notizie per i fan italiani della saga Maze Runner: sono infatti disponibili online, in versione italiana, il poster ufficiale, il teaser trailer nonché un pugno di nuove immagini tratte dall’adattamento cinematografico del secondo capitolo della saga sci-fi distopica dello statunitense James Dashner.

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Chi sarà il nuovo volto di Spider-Man? I primi nomi in lizza…

Ieri la notizia che ha monopolizzato le redazioni di cinema è stata senza dubbio l’annuncio dell’accordo tra Sony Pictures e Marvel Studios sul futuro del franchise di Spider-Man, che nel 2017 tornerà in un film tutto suo che andrà a inserirsi nella continuity dell’universo cinematografico Marvel (qui tutti i dettagli).

Ma come ben sappiamo, Andrew Garfield non tornerà a vestire i panni di Peter Parker/Spider-Man ne Marc Webb a dirigere la pellicola e, riguardo la scelta dell’attore, la Marvel è intenzionata a mostrare un Peter Parker adolescente, così da inquadrarlo ai tempi del liceo.

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Maze Runner – Il Labirinto, la recensione

Se il cinema fantasy odierno avesse un’età biologica si aggirerebbe, con ogni probabilità, tra i 12 e i 19 anni, tant’è la fascia d’età che interessa generalmente la categoria “young adult”, che per l’editoria designa il pubblico adolescenziale. Questo tipo di prodotti ha avuto il boom, prima letterario poi cinematografico, con Harry Potter e si è consacrato con Twilight e rinnovato con Hunger Games; tutti prodotti che guardano in maniera diversa al fantasy. Di volta in volta, i produttori cinematografici sperano di trovare la nuova gallina dalle uova d’oro con questo o quel romanzo (meglio se si tratta di saga) che ha venduto un tot, ma, per la regola delle cifre, il più delle volte incappano in sonori flop. Ultimo esempio è stato The Giver – Il mondo di Jonas, che di certo non ha fatto registrare quei grandi incassi che si sperava.

Adesso tocca a Maze Runner, pellicola d’esordio dell’esperto di effetti visivi  Wes Ball che si rifà al romanzo di James Dashner Il labirinto, che a sua volta ha già generato due seguiti, La fuga e La rivelazione, e un prequel, The Kill Order (ancora inedito in Italia).

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