Archivio tag: elio germano

Troppa grazia, la recensione

Lucia è una ragazza più o meno come tante, con una storia più o meno come tante, una vita di disagi simile a tante altre vite, ma con una peculiarità: Lucia vede la Madonna. Non solo la vede: ci parla, ci litiga e se le danno di santa ragione!

Lucia (Alba Rohrwacher) è una geometra pignola, specializzata in rilevamenti catastali. Mentre nel suo lavoro, precario, tenta di essere il più precisa possibile, la vita le sfugge completamente di mano. Si ritrova a vivere con una figlia avuta a 18 anni da un amore passeggero e ha appena chiuso una relazione con Arturo (Elio Germano). Nel caos, approfittando della vulnerabilità della nostra geometra, il sindaco del paese, Paolo (Giuseppe Battiston), le affida il compito di effettuare un rilevamento su un terreno dove un imprenditore vuole costruire un impero di cemento, una sorta di polo culturale/centro commerciale.

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Io sono Tempesta, la recensione

Numa Tempesta (Marco Giallini) è un carismatico e cinico finanziere che, condannato per evasione fiscale, si ritrova a scontare la sua pena: un anno di servizi sociali in un centro di accoglienza. Lì conoscerà non soltanto il giovane Bruno (Elio Germano) e suo figlio, ma anche un variegato gruppo di senzatetto pronto a sorprenderlo e non in positivo…

Io sono Tempesta, ultima fatica di Daniele Luchetti, è la storia della caduta di uno scellerato riccone senza scrupoli, uno speculatore perennemente attorniato da escort e loschi burocrati. Una personalità non così distante da quelle di cui troppo spesso ascoltiamo le beghe nei notiziari, non credete?

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La tenerezza, la recensione

C’è un balcone condiviso che unisce due appartamenti, una chiave, un lucchetto, un elegante palazzo nel centro di Napoli. E un sorprendente intreccio di vite e sentimenti.

Lorenzo (Renato Carpentieri) un tempo era un famoso avvocato. Ora è solo, caduto in disgrazia, solo più per scelta che altro, testardo nel negare anche una qualsiasi minima possibilità di affetto ai suoi due figli. Dei quali, uno risponde ignorandolo, l’altra (Giovanna Mezzogiorno) altrettanto testardamente oppone al mutismo del padre un amore tenace ma apparentemente senza sbocchi. Solo il nipotino Francesco, che Lorenzo sottrae sistematicamente alla scuola per somministrargli pillole della sua personalissima educazione, sembra fare breccia nell’inerzia del suo apatico vivere quotidiano. Almeno fino al giorno in cui Michela (Micaela Ramazzotti) e suo marito Fabio (Elio Germano), girovaghi di professione, genitori di due bambini, i nuovi vicini di casa, fanno ingresso nella sua vita. È in particolare Michela, con la sua vitalità prorompente, a scardinare le regole del gioco di Lorenzo fino al giorno in cui qualcosa di inaspettato accade.

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Questione di karma, la recensione

Sembra una fatalità, un beffardo gioco di un destino capriccioso e giocherellone. Proprio nelle settimane in cui il cantante Francesco Gabbani spopola con la sua hit Occidentali’s Karma, vincitore dell’ultimo Sanremo e autentico tormentone del momento, nelle sale approda una commedia simile sia nel titolo che nelle tematica. Stiamo parlando di Questione di Karma, nuova commedia di Edoardo Falcone, già regista del più che positivo Se Dio vuole, e con protagonista un’insolita coppia comica composta da Fabio De Luigi ed Elio Germano, affiancata, tra gli altri da Daniela Virgilio, Massimo De Lorenzo e Isabella Ragonese.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Alaska, la recensione

Claudio Cupellini ha dato prova, negli ultimi tempi, di essere un regista da tenere d’occhio: dopo il gradevole – seppur non particolarmente originale – esordio con Lezioni di cioccolato nel 2007, è passato al dramma dalle venature thriller di Una vita tranquilla. Invece il 2014 lo ha visto coinvolto nel successo della serie tv Gomorra, realizzata insieme ai colleghi Stefano Sollima e Francesca Comencini. Gomorra deve aver rappresentato una sorta di battesimo del fuoco per Cupellini: di fatto il respiro internazionale della serie si riscontra anche nel suo ultimo film, Alaska, presentato alla decima edizione del Festival del cinema di Roma.

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Suburra, la recensione

Nell’antica Roma, la Suburra era il quartiere malfamato sito alle pendici del Palatino. Un ghetto dove c’erano bordelli e taverne, unico punto d’incontro tra uomini di potere e bassa criminalità. Oggi quel luogo esiste ancora ma non è più confinato in un solo quartiere, è un luogo dell’anima esteso in tutta la Capitale.

Roma, città del potere. Una grande speculazione edilizia, il Water-front, sta per prendere piede e trasformerà il litorale romano in una nuova Las Vegas. Per attuare questo movimento servirà l’appoggio di Filippo Malgradi, politico invischiato fino al collo con la malavita, di Numero 8, capo della più importante famiglia criminale di Ostia, e di Samurai, il più freddo e temuto rappresentate della criminalità romana e ultimo componente della Banda della Magliana. Tutto sembra perfetto ma qualcosa di inaspettato si prepara ad inceppare il meccanismo facendo scoppiare un inarrestabile effetto domino.

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Suburra: trailer e poster del nuovo film di Stefano Sollima

La Suburra, un ambientino davvero edificante. Nell’antica Roma, il famigerato quartiere che marcava l’intersezione fra gli interessi del potere e quelli della criminalità. Non sembra essere cambiato molto in questi ultimi duemila anni, sembra suggerirci il primo teaser trailer ed il manifesto ufficiale di Suburra, appunto, il nuovo film di Stefano Sollima, reduce dal notevole successo internazionale di Gomorra – La Serie, precedentemente nelle nostre sale con A.C.A.B.

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La bella gente, la recensione

Alfredo è un architetto. Susanna è una psicologa pronta a battersi per la tutela delle donne vittima di violenze maschili. Alfredo e Susanna sono marito e moglie, due persone di cultura e con forti ideali alle spalle, vivono a Roma ma trascorrono tutte le estati nella loro spaziosa casa di campagna all’interno di una tenuta privata. Un giorno Susanna, dopo essere andata in paese per fare compere, è testimone, lungo la strada statale, del pestaggio di una giovanissima prostituta da parte di un uomo. Susanna non riesce a dimenticare l’episodio e, complici i suoi forti ideali, decide con l’aiuto di suo marito di salvare quella ragazza. Alfredo e Susanna, in un primo momento con maniere poco ortodosse, riescono a portare via dalla strada Nadja – questa è il nome della prostituta – e l’accolgono in casa loro con l’intento di iniziare un processo di riabilitazione. Ma con l’arrivo di Nadja in casa, tutti gli equilibri e gli ideali di Alfredo e Susanna iniziano a vacillare.

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Il Giovane Favoloso, la recensione

Presentato in concorso alla 71° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Il giovane favoloso è un film che ha decisamente diviso la critica. C’è chi lo dava per vincitore, chi l’ha odiato ribattezzando il regista Mario Martone “Mario Mattone”, e chi ne è rimasto piuttosto indifferente. A onor del vero, il nuovo film di Martone si presta benissimo a diverse sensazioni perché, da una parte, è un’opera sontuosa e visivamente accattivante, ma, dall’altra, un pamphlet didascalico a misura di liceo classico. L’indifferenza è, dunque, la linea di pensiero più condivisibile.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Da Allen a Veronesi: Blue Jasmine e L’ultima ruota del carro per Warner Home Video

Se siete in vena di una commedia che non sia la solita commedia, Warner Home Video ha indubbiamente quello che fa al caso vostro. La scelta è doppia: da una parte c’è l’ultima commedia sofisticata che porta la firma di Woody Allen, dall’altra, se avete il palato che predilige qualcosa di più “italiano”, c’è il film di Giovanni Veronesi che potrebbe fare al caso vostro. Finalmente disponibili per il mercato dell’home video Blue Jasmine e L’ultima ruota del carro.

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