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Favolacce: il secondo film dei fratelli D’Innocenzo in una nuova edizione bluray

Durante la scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia, oltre al blockbuster firmato da Gabriele Mainetti, oltre al biopic di Mario Martone e oltre alla fatica di natura autobiografica firmata da Paolo Sorrentino, c’era un altro attesissimo titolo tutto italiano che si stava facendo attendere con impazienza: America Latina. Un titolo indubbiamente atteso, un film destinato a confermare o smentire il talento di due giovanissimi autori nostrani – i fratelli gemelli Fabio e Damiano D’Innocenzo – emersi dal buio nel 2018 con il crime movie La terra dell’abbastanza e subito abili ad imporsi sul mercato grazie ad un cinema capace di raccontare la realtà da una prospettiva decisamente nuova. Ora che il loro terzo film, America Latina, è finalmente in sala, noi abbiamo deciso di parlarvi del bluray disc della loro opera precedente, il tanto discusso Favolacce, rieditato di recente in alta definizione da CG Entertainment.

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America Latina, la recensione

I fratelli trentenni Fabio e Damiano D’Innocenzo continuano a decostruire le periferie laziali alla ricerca del torbido che si annida nelle famiglie italiane, nel marcio che cresce nell’animo umano senza distinzione di classe, età, sesso e credo politico. Dopo il fulminante esordio noir de La terra dell’abbastanza (2018), ambientato nel quartiere periferico di Roma East Ponte di Nona, il pluripremiato Favolacce (2020), che faceva sua la periferia romana dei quartieri residenziali, si passa all’Agro Pontino di America Latina, opera numero tre che si avvicina sicuramente più alle atmosfere del loro precedente film per svilupparsi, però, in territori diametralmente opposti.

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Favolacce, la recensione

Una voce narrante, che ha il timbro grave e inconfondibilmente romano di Max Tortora, ci informa a inizio film che “Quanto segue è ispirato a una storia vera. La storia vera è ispirata a una storia falsa. La storia falsa non è molto ispirata”. Un ghirigori di parole che esplicano con un fare apparentemente enigmatico la matrice narrativa realistica ma non reale dell’opera seconda dei fratelli D’Innocenzo, Favolacce. Un film che potremmo facilmente identificare come “favola nera”, visto che il titolo stesso vorrebbe suggerirlo, ma con un ancoraggio nella realtà quotidiana molto forte, da cui ne carpisce le sfumature più inquietanti, subdole e cattive.

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Volevo nascondermi, la recensione

Sarò il più onesto possibile nell’introduzione di questa recensione confessando che il primo pensiero dopo che mi è stata assegnata è stato: “che palle”.

Storie biografiche di pittori/artisti/musicisti dannati non rientrano esattamente nei generi che più prediligo e troppo spesso tendono a creare una fastidiosa patina di mitologia intorno alla figura narrata.

Non è questo invece il trattamento che Giorgio Diritti riserva al suo Antonio Ligabue mettendo in scena in Volevo nascondermi la cruda e sofferta vita del pittore senza fronzoli e medaglie ritraendo la travagliata esistenza di un’artista scomodo e fastidiosamente repellente nell’aspetto e nelle maniere.

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RomaFF14. L’uomo senza gravità

In sala solo per tre giorni, 21, 22 e 23 ottobre e su Netflix dal 1° novembre, c’è L’uomo senza gravità di Marco Bonfanti con protagonisti Elio Germano, Michela Cescon, Elena Cotta e Silvia D’amico.

Presentato in preapertura alla 14^ edizione della Festa del Cinema di Roma, L’uomo senza gravità è una bella favola, metaforica ed efficace.

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Troppa grazia, la recensione

Lucia è una ragazza più o meno come tante, con una storia più o meno come tante, una vita di disagi simile a tante altre vite, ma con una peculiarità: Lucia vede la Madonna. Non solo la vede: ci parla, ci litiga e se le danno di santa ragione!

Lucia (Alba Rohrwacher) è una geometra pignola, specializzata in rilevamenti catastali. Mentre nel suo lavoro, precario, tenta di essere il più precisa possibile, la vita le sfugge completamente di mano. Si ritrova a vivere con una figlia avuta a 18 anni da un amore passeggero e ha appena chiuso una relazione con Arturo (Elio Germano). Nel caos, approfittando della vulnerabilità della nostra geometra, il sindaco del paese, Paolo (Giuseppe Battiston), le affida il compito di effettuare un rilevamento su un terreno dove un imprenditore vuole costruire un impero di cemento, una sorta di polo culturale/centro commerciale.

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Io sono Tempesta, la recensione

Numa Tempesta (Marco Giallini) è un carismatico e cinico finanziere che, condannato per evasione fiscale, si ritrova a scontare la sua pena: un anno di servizi sociali in un centro di accoglienza. Lì conoscerà non soltanto il giovane Bruno (Elio Germano) e suo figlio, ma anche un variegato gruppo di senzatetto pronto a sorprenderlo e non in positivo…

Io sono Tempesta, ultima fatica di Daniele Luchetti, è la storia della caduta di uno scellerato riccone senza scrupoli, uno speculatore perennemente attorniato da escort e loschi burocrati. Una personalità non così distante da quelle di cui troppo spesso ascoltiamo le beghe nei notiziari, non credete?

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La tenerezza, la recensione

C’è un balcone condiviso che unisce due appartamenti, una chiave, un lucchetto, un elegante palazzo nel centro di Napoli. E un sorprendente intreccio di vite e sentimenti.

Lorenzo (Renato Carpentieri) un tempo era un famoso avvocato. Ora è solo, caduto in disgrazia, solo più per scelta che altro, testardo nel negare anche una qualsiasi minima possibilità di affetto ai suoi due figli. Dei quali, uno risponde ignorandolo, l’altra (Giovanna Mezzogiorno) altrettanto testardamente oppone al mutismo del padre un amore tenace ma apparentemente senza sbocchi. Solo il nipotino Francesco, che Lorenzo sottrae sistematicamente alla scuola per somministrargli pillole della sua personalissima educazione, sembra fare breccia nell’inerzia del suo apatico vivere quotidiano. Almeno fino al giorno in cui Michela (Micaela Ramazzotti) e suo marito Fabio (Elio Germano), girovaghi di professione, genitori di due bambini, i nuovi vicini di casa, fanno ingresso nella sua vita. È in particolare Michela, con la sua vitalità prorompente, a scardinare le regole del gioco di Lorenzo fino al giorno in cui qualcosa di inaspettato accade.

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Questione di karma, la recensione

Sembra una fatalità, un beffardo gioco di un destino capriccioso e giocherellone. Proprio nelle settimane in cui il cantante Francesco Gabbani spopola con la sua hit Occidentali’s Karma, vincitore dell’ultimo Sanremo e autentico tormentone del momento, nelle sale approda una commedia simile sia nel titolo che nelle tematica. Stiamo parlando di Questione di Karma, nuova commedia di Edoardo Falcone, già regista del più che positivo Se Dio vuole, e con protagonista un’insolita coppia comica composta da Fabio De Luigi ed Elio Germano, affiancata, tra gli altri da Daniela Virgilio, Massimo De Lorenzo e Isabella Ragonese.

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Alaska, la recensione

Claudio Cupellini ha dato prova, negli ultimi tempi, di essere un regista da tenere d’occhio: dopo il gradevole – seppur non particolarmente originale – esordio con Lezioni di cioccolato nel 2007, è passato al dramma dalle venature thriller di Una vita tranquilla. Invece il 2014 lo ha visto coinvolto nel successo della serie tv Gomorra, realizzata insieme ai colleghi Stefano Sollima e Francesca Comencini. Gomorra deve aver rappresentato una sorta di battesimo del fuoco per Cupellini: di fatto il respiro internazionale della serie si riscontra anche nel suo ultimo film, Alaska, presentato alla decima edizione del Festival del cinema di Roma.

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