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Venezia 75. The Ballad of Buster Scruggs

Non potevano mancare i Coen a questa 75esima Mostra del Cinema di Venezia e infatti eccoli, in concorso, con un film antologico ambientato nel vecchio west.

Ormai il pubblico, anche quello veneziano, dovrebbe essere abituato alla cruda commedia nera dei due fratelli delle meraviglie, specialmente dopo il bellissimo Suburbicon (che hanno scritto) presentato l’anno scorso, e invece, di nuovo, sorprendono, divertono ed emozionano.

Ma andiamo con ordine.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ave, Cesare!, la recensione

Joel e Ethan Coen non sono nuovi al racconto di Hollywood, dal momento che nel 1991 illustrarono in Barton Fink – E’ successo a Hollywood la paradossale storia di uno sceneggiatore, ovviamente contaminandola con le suggestioni crime che li hanno portati alla celebrità e vincendo anche la Palma d’Oro a Cannes. A distanza di 25 anni i Fratelli Coen tornano sul luogo del delitto e scrivono, dirigono, producono e montano Ave, Cesare!, una commedia che racconta il cinema dal suo interno e se ne prende gioco mettendo alla berlina chi vi lavora.

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ANTON CHIGURH (Non è un paese per vecchi)

ANTON CHIGURH

Un killer psicopatico senza emozioni. Una macchina costruita per uccidere senza provare il minimo rimorso. Non importa chi tu sia, se incroci la via di Anton Chigurh è molto difficile uscirne vivi.
A volte da una chance alle persone che incontra. Lancia una moneta e, seguendo le regole del classico testa o croce, potrebbe risparmiare la vita. Ma non è una regola. Non ci sono regole con Chigurh. Se gli gira, ti uccide.
E’ un personaggio grottesco, a partire dal nome assurdo fino ad arrivare al suo taglio di capelli a scodella, che non spaventerebbe un bambino. Ma le apparenze non contano. Dai suoi occhi trasuda la follia.
Si aggira con una bombola di aria compressa con la quale spara dei cilindretti di metallo. La curiosità iniziale nel vedere un bizzarro uomo pettinato in una strana maniera che porta una bombola sempre con sé svanisce nel momento in cui un pezzo di metallo trapassa la vittima da parte a parte.