Archivio tag: ethan hawke

Rapina a Stoccolma, la recensione

Nell’estate del 1973, nella Sveriges Kreditbank di Stoccolma si verificò un caso eclatante: Jan-Erik Olsson entrò armato in banca, non era interessato ai soldi ma alla liberazione dell’amico Clark Olofsson, detenuto in un carcere locale. Jan-Erik, raggiunto da Clark, prese in ostaggio quattro persone per ben sei giorni, poiché il governo svedese impediva al rapinatore di lasciare la banca con gli ostaggi. Una notizia che fece il giro del mondo per il paradossale impasse in cui si era arenata e sulla quale fece chiarezza, un anno dopo,  un articolo del New Yorker scritto da Daniel Lang e intitolato The Bank Drama, da cui emerse un dato che ha dell’incredibile: gli ostaggi, in particolare Patty Hearst, entrarono talmente in empatia con i rapitori da collaborare con loro volontariamente per il raggiungimento dello scopo, che a quel punto era diventato un affare comune contro l’ottusità del sistema di governo e della polizia. Questo particolare episodio ha dato vita a quel fenomeno che oggi conosciamo come Sindrome di Stoccolma, una situazione in cui gli ostaggi finiscono per legarsi ai loro sequestratori mettendosi anche contro le autorità.

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Juliet, Naked – Tutta un’altra musica, la recensione

Fu un anno di tumulti, insubordinazione sociale e manifestazioni di piazza quel 2014 in cui la multinazionale svedese IKEA decise di cessare la produzione di uno dei pezzi di culto del suo catalogo; ovvero la libreria “Expedit”.

A suon di pagine social e petizioni online, gli amanti della storica libreria da quattro blocchi 30 x 30 – perfetta nelle dimensioni per l’esposizione della propria collezione di vinili – hanno avuto la meglio con la società che ha solamente rivisto il design del mobile, nuovamente disponibile per essere sfoggiato nelle case di tutti i collezionisti di dischi del mondo.

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Venezia 74. First Reformed, la recensione

Una lunga, lunghissima carrellata iniziale ci porta in quella provincia americana che sempre più spesso compare nei film, popolata di persone semplici, comuni perseguitate dei propri personali demoni.

Non fa eccezione il pastore Toller, un uomo di fede dal passato travagliato e doloroso, segregato in una piccola chiesetta bianca, una reliquia di 250 anni in cui serve messa per i pochissimi fedeli che ancora occupano i suoi banchi. Fra questi ci sono Mary e Michael, una giovanissima coppia.

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I Magnifici 7, la recensione

Presentato come film di chiusura della 73esima Mostra dell’arte cinematografica di Venezia, I magnifici 7 hanno portato al festival una ventata finale di energia e ottimismo.

Privo di qualsiasi pretesa oltre quella del puro intrattenimento, il remake dell’omonimo cult del 1960, a sua volta ispirato a I Sette Samurai di Kurosawa, si presenta come un dignitoso tributo all’epopea western e un buon ponte per questo genere al nostro secolo.

La vicenda nei suoi snodi principali rimane sostanzialmente invariata.

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Zoolander 2, Good Kill e Anomalisa in Blu-ray Disc

L’inizio dell’estate ha segnato un aumento delle proposte home video della prestigiosa etichetta Universal Pictures, di cui oggi vi proponiamo un tris di titoli molto diversi tra loro ma accomunati da una visione autoriale del genere: il demenziale visto da Ben Stiller nel lungamente atteso Zoolander 2, il bellico visto da Andrew Niccol con l’esistenziale Good Kill, il cinema d’animazione visto dall’occhio perennemente depresso di Charlie Kaufman con Anomalisa.

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Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini, la recensione

Di “relazione tascabile” parlava la scrittrice Catherine Jarvie e Zygmunt Bauman teorizzava l’“amore liquido” nella società postmoderna: l’amore cambia e, anche se qualcuno cerca ancora la scarpetta di cristallo nella metropolitana o il cavallo bianco sotto casa, noi siamo in balia di questi cambiamenti. L’amore si trasforma esattamente come qualunque altro aspetto della nostra vita e la sua metamorfosi è dovuta a cambiamenti sociali e culturali rilevanti. Ma il cinema si è accorto di questo cambiamento, si è adeguato? O si continua a portare sul grande schermo delle fotocopie (belle ma pur sempre inattuali) di Pretty Woman?

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Knock Knock e Regression: i Blu-ray Limited Edition di Midnight Factory

La prolifica Koch Media, tramite l’etichetta specializzata Midnight Factory, ha recentemente portato in home video due thriller d’autore molto attesi dagli appassionati del genere: l’home invasion al femminile Knock Knock, del regista cult Eli Roth, e l’indagine sulle sette sataniche Regression, con Emma Watson e Ethan Hawke del regista premio Oscar Alejandro Amenàbar.

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Good Kill, la recensione

Noi eseguiamo solo gli ordini” a questa semplice frase si potrebbe ridurre il dramma di ogni guerra. La spersonalizzazione della responsabilità, quella non presa di coscienza testimoniata dalla filosofa Hannah Arent nel libro La banalità del male. Good Kill, diretto da Andrew Niccol, vuole mostrarci la guerra in Iraq e Afghanistan attraverso gli occhi di un pilota. La pellicola mette in luce una guerra in parte nascosta ma estremamente attuale: la guerra dei droni, dei videogiochi e degli schermi, una battaglia da molti considerata codarda e immorale.

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Regression, la recensione

Sfogliando le pagine dell’enciclopedia, alla voce “regressione” nella fattispecie della psicanalisi leggiamo:

l’uso, da parte del terapeuta, dei fenomeni regressivi che avvengono durante il processo psicoterapeutico come modalità di accesso e di ricostruzione di passate fasi dello sviluppo.

Molto semplicemente si tenta, di consuetudine attraverso l’ipnosi, di scavare nella mente di un individuo traumatizzato per scovare dettagli che la mente cerca di rimuovere per sopire l’esperienza traumatica. Ed è proprio sul concetto di “regressione” che si poggia il nuovo thriller di Alejandro Amenàbar, che molto direttamente si intitola proprio Regression.

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Regression: Alejandro Amenàbar spiega i segreti del suo nuovo film

Il 3 Dicembre arriverà nei cinema italiani Regression, l’ultima opera del regista spagnolo Alejandro Amenàbar, che è assente dagli schermi dal ben sei anni, quando diresse il dramma storico Agorà. Con Regression, che nelle nostre sale arriva grazie a Leone Film Group e Adler Entertainment, Amenàbar torna al genere che l’ha reso famoso, il thriller, nel specifico contaminato col soprannaturale, come era accaduto con la sua opera ad oggi di maggior successo, The Others.

Alejandro Amenàbar ha incontrato la stampa romana per presentare la sua opera, un film ispirato a fatti realmente accaduti in Minnesota nei primi anni ’90 e legati a rituali satanici che hanno infiammato le cronache nere locali avendo una considerevole eco mediatica.  

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