Archivio tag: francesco pannofino

A mano disarmata, la recensione

A mano disarmata, diretto da Claudio Bonivento e tratto dall’omonimo libro, racconta la storia vera di Federica Angeli, la cronista di Repubblica che dal 2013 vive sotto scorta a causa delle minacce da parte del clan ostiense degli Spada. Eccoci nuovamente, a pochissima distanza dal clamore suscitato da Il Traditore di Marco Bellocchio, alle prese con un cinema mirato a denunciare la realtà socio-politica del Bel Paese. Tuttavia, diversamente dal già citato lungometraggio con protagonista Pierfrancesco Favino, stavolta ci muoviamo sul terreno del flop annunciato.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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L’uomo che comprò la luna, la recensione

Paolo Zucca (Gli angeli di Borsellino, L’arbitro) ce l’ha fatta. Il regista e sceneggiatore cagliaritano, dopo anni di studio e David di Donatello (nel 2009, per il cortometraggio L’arbitro, che poi divenne un lungometraggio) e applausi dalla critica, è riuscito ad allontanarsi dal piccolo gruppo di registi sardi -esemplari Salvatore Mereu (Ballo a tre passi, Sonetàula, Bellas mariposas), Giovanni Columbu (Su Re) e Gianfranco Cabiddu (Disamistade, Il figlio di Bakunin, La stoffa dei sogni) – osannati dalla critica ma sconosciuti al grande pubblico.

Jacopo Cullin (Le ali, Al di là del lago, Angeli e diamanti, L’arbitro, Crushed Lives. Il sesso dopo i figli, Bianco di Babbudoiu, La stoffa dei sogni) ce l’ha fatta. Dopo aver fatto morire dal ridere la Sardegna con i suoi sketch comici nel programma regionale Come il calcio sui maccheroni – indimenticabile il suo personaggio di Salvatore Pilloni, parodia del tipico “gaggio” cagliaritano – si è trasferito a Roma e ha cominciato la sua carriera di attore drammatico, trovando la dovuta visibilità nel ruolo da protagonista in L’arbitro.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Angry Birds – Il Film, la recensione

Dal videogioco per smartphone, passando per una serie televisiva animata, Angry Birds approda anche sul grande schermo dal 15 giugno 2016 grazie ai registi Clay Kaytis e Fergal Reilly e la Rovio Entertainment, già sviluppatrice del famosissimo gioco per cellulari.

Il film ci rivela quello che il videogame non ha mai fatto e che, forse, non ci siamo mai chiesti: perché questi pennuti sono così arrabbiati? E perché il loro bersaglio sono dei maialini verdi? Com’è cominciata questa storia? Ebbene, finalmente i piumati protagonisti del gioco hanno una personalità più costruita e un background di tutto rispetto.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Assolo, la recensione

Laura Morante torna dietro la macchina da presa per dirigere (e interpretare) la storia di Flavia. La protagonista di Assolo, varcata la soglia del ‘mezzo secolo’ ben lungi dal sentirsi realizzata, traccia un confuso bilancio della propria esistenza, costellata da amori falliti, paure irrisolte e instancabili complessi d’inferiorità.

Al centro della pellicola, dunque, c’è un ritratto femminile complesso e ironico che la Morante dipinge principalmente attraverso le relazioni pseudo masochistiche che Flavia intrattiene con i due ex mariti e le loro nuove consorti, ma non solo.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Le Frise Ignoranti, la recensione

Il trentenne Luca (William Volpicella) vive incastrato tra un matrimonio infelice con la bella ma petulante Caterina (Eva Riccobono), un lavoro frustrante e le intemperanze dell’incorreggibile padre Mimmo (Francesco Pannofino). A renderlo davvero felice è solo la musica che fa con la band di cui è il leader e la voce: Le Frise Ignoranti. Sarà proprio durante la prima, sgangherata tournée del gruppo, organizzata dal manager cialtrone Salvatore (Dario Bandiera), che Luca verrà a sapere che il padre, dopo aver scoperto di avere un tumore, è sparito nel nulla e si accinge a compiere un gesto estremo…

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ogni maledetto Natale, la recensione

cinepanettóne locuz. sost. m. – Termine utilizzato per definire i film di genere comico-demenziale che vengono distribuiti in Italia nel periodo natalizio. 

Con questa secca definizione l’enciclopedia Treccani spiega cos’è il cinepanettone, tradizione della commedia cinematografica italiana che va avanti ormai da oltre trent’anni. Inizialmente pensato per definire l’appuntamento annuale con i film prodotti da De Laurentiis, la parola cinepanettone si è poi allargata per racchiudere le varie (tante) commedie che nel periodo natalizio vanno ad affollare i cinema italiani.

Questo preambolo per introdurre Ogni maledetto Natale, il film “natalizio” del trio Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, ovvero “quelli di” Boris, sia serie che film. E secondo voi, da quel team lì potrebbe nascere un cinepanettone in piena regola, anche se molti elementi della definizione potrebbero far pensare a questo?

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