Archivio tag: Guillaume Canet

Grandi bugie tra amici, la recensione

Preoccupato, Max si è rifugiato nella sua casa al mare per ritrovare la tranquillità. I suoi migliori amici, che non vede da tre anni, bussano a sorpresa alla sua porta il giorno del suo compleanno. La sorpresa è ben riuscita, meno l’accoglienza che Max riserva al gruppo… Ben presto Max precipiterà in un gioco di finzione e di falsa felicità che metterà la banda di fronte a delle situazioni a dir poco inattese. I bambini si sono fatti grandi, altri sono venuti al mondo e i genitori non hanno più le stesse priorità.

Quando tutti decideranno di gettare la maschera, cosa resterà dell’amicizia?

Dopo ben nove anni, gli amici di Piccole bugie tra amici presentano una rimpatriata sul grande schermo con Grandi bugie tra amici diretti, come nel primo capitolo, da Guillaume Canet.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il gioco delle coppie (Non-Fiction), la recensione

Olivier Assayas è un regista notoriamente poliedrico e ambizioso. Dopo averlo visto giocare con la ghost-story per raccontare lo sbriciolamento dell’identità nell’odierna società crossmediale (Personal Shopper), forse potrà stupire vederlo cimentarsi in una commedia poco sorprendente ma frizzante e godibilissima.

In effetti a prima vista potremmo persino pensare di essere di fronte ad una tappa non troppo rilevante nel suo variegato percorso cienematografico. Eppure Non-Fiction (Doubles vies) conquista con quella sua strizzata d’occhio al cinema più recente di Woody Allen (e fa venire in mente soprattutto Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni), sebbene le situazioni che mette sul grande schermo sembrino forse più figlie di una certa Nouvelle Vague.

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7 uomini a mollo, la recensione

Bertrand (Mathieu Almaric) è un padre di famiglia quarantenne, in crisi, disoccupato da due anni, che vive sul divano; Marcus (Benoît Poelvoorde) vende piscine in vetroresina in un posto dove le piscine proprio non le compra nessuno ed è sull’orlo del fallimento; Laurent (Guillaume Canet), nonostante sia il dirigente di un’azienda che funziona bene, è arrabbiato con l’umanità e sta affrontando grandi problemi familiari; Simon (Jean-Hugues Anglade) vorrebbe essere una rockstar, talento ne avrebbe anche ma vive solo in un camper; Thierry (Philippe Katerine) è un uomo rimasto bambino che lavora alla piscina municipale.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Mio figlio, la recensione

Reduce da diversi drammi storici, tra cui L’affaire Farewell e Joyeux Nöel, il regista e sceneggiatore Christian Carion si dedica a tutt’altro genere, il thriller, nell’accezione del “revenge movie” e per portare al cinema Mio figlio, si avvale della collaborazione del sodale Guillaume Canet.

Presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2017, Mio figlio racconta la vicenda di Julien, un padre separato dalla moglie Marie, che viene a sapere che Mathys, il figlio di sette anni, è scomparso durante la notte, mentre era in un campo invernale sulle Alpi con i compagni di scuola. L’attuale compagno di Marie sembra completamente disinteressato alla vicenda e la polizia brancola nel buio, allora Julien si mette in prima persona alla ricerca di Mathys, arrivando a una sconcertante verità…

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Roma 2014. La prochaine fois je viserai le coeur, la recensione.

Oise, Francia del Nord. È il 1978. Una studentessa diciannovenne sta andando ad una festa in motorino quando una macchina, guidata da un uomo il cui volto è sempre coperto dalla penombra, le si affianca e la sperona. Il maniaco ferma la vettura pronto a spararle, se non fosse per un camion che si sta avvicinando. Una volta tornato a casa, si fa una doccia con dell’acqua bollente e, poi, inizia a indossare una divisa. Scopriamo che è un gendarme, e che si chiama Franck.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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