Archivio tag: helen mirren

Lo schiaccianoci e i quattro regni, la recensione

C’è un’antica tradizione crossmediale legata alla fiaba de Lo Schiaccianoci, originariamente (1816) messo su carta dall’artista tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann con Lo schiaccianoci e il re dei topi, rielaborato da Alexandre Dumas nel 1844 con Storia di uno schiaccianoci e poi trasformato nel celebre balletto Lo schiaccianoci nel 1892, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una storia, dunque, che si estende dalla letteratura alla danza fino ad arrivare – appena la tecnologia lo consente – anche al cinema, omaggiato dalla Disney in Fantasia (1940) e più volte adattato per il cinema d’animazione, da La favola del principe schiaccianoci (1990) e Barbie e lo schiaccianoci (2001), fino alla disastrosa versione live action Lo schiaccianoci 3D (2010) con Elle Fanning e John Turturro.

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Helen Mirren presenta La vedova Winchester a Roma [Video]

In occasione dell’uscita nei cinema italiani del film La vedova Winchester, distribuito da Eagle Pictures dal 22 febbraio, l’attrice protagonista Helen Mirren è arrivata a Roma per presentare alla stampa il film. Ecco cosa ci ha raccontato.

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La vedova Winchester, la recensione

Il filone delle ghost stories e delle case infestate, nello specifico, è tra i più antichi rappresentati del genere horror, appartenuto tanto al cinema delle origini quanto alla corrente gotica che ha attraversato i decenni del ‘900, fino alla più recente esplosione di produzioni a basso/medio budget delle majors. Un filone che si adagia su meccanismi collaudati ed elementi ricorrenti, che preferisce la creazione dell’atmosfera alla violenza grafica e che in molte occasioni è riuscito a dar vita a dei veri e propri caposaldi del cinema (non solo horror) grazie a una sapiente costruzione degli spazi e un’adeguata rielaborazione dei topoi tipici del filone.

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Ella & John: The Leisure Seeker, la recensione

Paolo Virzì arriva in America. E lo fa trasportando sullo schermo il libro di Michael Zadoorian The Leisure Seeker, con due protagonisti d’eccezione: Helen Mirren e Donald Sutherland.

Will arriva come di consueto a casa dei genitori, grandi cambiamenti si avvicinano e bisogna definire gli ultimi dettagli. Ma la casa è vuota, di Ella e John non c’è traccia. Will si accorge con orrore che manca anche il piccolo e vecchio camper con cui avevano girato il paese da bambini, il Leisure Seeker.

Così inizia questo film, un rocambolesco road movie over sessanta che attraversa mezza America con un’unica, grande meta: la casa di Hemingway a Key West.

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Il diritto di uccidere ed Escobar in Blu-ray Disc

«In guerra, la verità è la prima vittima.»

Con questa celebre massima di Eschilo, il regista Gavin Hood decide di aprire Il diritto di uccidere, un complesso e teso thriller-bellico che racconta la guerra contemporanea da un punto di vista innovativo o comunque poco esplorato. Citazione, quella di Eschilo, tanto adeguata al film di Hood quanto pertinente all’esordio dietro la macchina da presa dell’attore italiano di fama internazione Andrea Di Stefano che, per la sua opera prima, ha scelto di raccontare un “personaggio” ambiguo del mondo criminale post ’70. Pablo Escobar, anche noto come Il Re della Cocaina, un uomo divenuto leggenda che, ancora oggi, divide l’opinione pubblica: eroe o mostro? Due film differenti ma simili al tempo stesso. Due opere di grande intrattenimento ma capaci di far luce su storie (vere) avvolte da grandi zone d’ombra. Arrivano in home video, grazie a CG Entertainment, Il diritto di uccidere ed Escobar.

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Il diritto di uccidere, la recensione

“In amore e in guerra tutto è lecito”, così recita un vecchio adagio popolare con il quale vengono descritti due campi accumunati dalla stessa spietatezza e dal ricorso a tattiche, anche se usate per finalità decisamente diverse. Ma è davvero così nel caso della guerra? E, soprattutto, c’è una linea di demarcazione tra le strategie militari e quel briciolo di umanità che resiste anche nell’animo del colonnello o capo di stato più determinato e pronto a dare battaglia al suo nemico fino all’ultimo?

Proprio su questi spinosi interrogativi si focalizza Gavin Hood che nel suo nuovo lavoro, dal titolo Il diritto di uccidere, racconta una tipica storia di guerra nella quale gli interessi politici, economici e di ideali vanno a toccare le vite di persone innocenti che, pur essendo all’oscuro di tutto ciò, ne pagano le conseguenze in maniera tragica.

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Woman in Gold, la recensione

Tempo. Memoria. Famiglia. Olocausto.

La storia individuale, intima e personale, che si mescola alla Storia, impersonale, dolorosa e collettiva.

Vienna, ieri; l’Austria, oggi. E poi l’America, e le sue promesse di libertà e riscatto. La sottrazione illecita di opere d’arte, con risvolti che muovono tanto sul piano emotivo, quanto su quello politico – giudiziario. In definitiva, il senso dell’identità e la lotta per l’identità.

Questa, in estrema sintesi, una ricognizione il più possibile esaustiva della caterva di idee, buone intenzioni e nobili intenti disorganicamente e superficialmente gettati in pasto al pubblico nel nuovo e abbastanza deludente film di Simon Curtis, Woman in Gold.  

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Woman in Gold, la conferenza stampa con Helen Mirren

“Il sistema giudiziario italiano? Piuttosto complesso e bizantino” nota Dame Helen Mirren, 70 anni, a margine della presentazione alla stampa italiana  del suo ultimo film Woman in Gold, accompagnata dal regista del film, Simon Curtis “ma nutro un profondo rispetto per i magistrati italiani, specialmente quelli impegnati nella lotta alla mafia”.

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Fast & Furious 8 si farà? Primi rumour sul cast!

Con 384 milioni di dollari incassati globalmente, Fast & Furious 7 è il re del botteghino di aprile. Si tratta del nono debutto più redditizio della storia del cinema, subito dopo Spider-Man 3, e della miglior partenza in assoluto del franchise con protagonista Vin Diesel. Inevitabile, con tali esorbitanti premesse, che i rumour sull’ottavo capitolo della saga non si facessero attendere. Infatti, circolano già un mucchio di voci e notizie sui piani della Universal Pictures per Dominic Toretto e compari.

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Amore, cucina e curry, la recensione

Non lasciatevi ingannare dall’adattamento italiano del titolo, spolverato di zucchero e impregnato di promesse di banalità. The Hundred-Foot Journey, questo è il titolo originale, saporita commedia diretta dal celebre cineasta svedese Lasse Hallström, prodotta dalla Amblin di Steven Spielberg e da Oprah Winfrey e ispirata al bestseller Madame Mallory e il piccolo chef indiano, di Richard C. Morais, è un vero e proprio gioiello nel panorama cinematografico attuale.

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