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Put on a happy face. Tutti i volti di Joker

Insieme a Lex Luthor, acerrimo nemico di Superman, è il villain dei fumetti che più volte ha cambiato volto al cinema e in tv: si tratta del Joker, nemesi storica di Batman e tra i più stilosi cattivi appartenenti all’universo superoistico.

Creato nel 1940 da Bob Kane e Bill Finger per il #1 di Batman, il Joker è appena tornato al cinema, per la prima volta protagonista di un film, nell’opera co-scritta e diretta da Todd Phillips e vincitrice del Leone d’Oro alla 76^ Mostra del Cinema di Venezia. Stavolta a dar volto al folle clown c’è un attore di grande talento e carisma come Joaquin Phoenix, vera anima del film, capace di restituire un’interpretazione del pagliaccio di Gotham unica, che sicuramente passerà alla storia. Per l’occasione, abbiamo deciso di ripercorrere l’iter televisivo e cinematografico del celebre villain, dalle colorate scorribande tele/fumettistiche della serie con Adam West nei panni di Batman, fino allo stupendo film di Phillips. A voi tutti i volti di Joker!

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Da Hitchcock a Marilyn: John Malkovich si trasforma in 28 ritratti d’autore! [FOTO]

Si chiama Sandro Miller, ed è il fotografo che ha trasformato un camaleontico John Malkovich nei ritratti fotografici più famosi di sempre. Il progetto in questione si intitola Malkovich , Malkovich, Malkovic (impossibile non pensare, a questo punto, al film cult Essere John Malkovic, diretto da Spike Jonze), e si articola come un omaggio ai grandi maestri della fotografia attraverso il volto del celebre attore. Il sottotitolo è, non a caso, Homage to Photographic Masters.

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Speciale Walt Disney. Le 10 mascotte che chiunque vorrebbe al proprio fianco

Che siate amanti dei drammoni impegnati alla Lars Von Trier o che non riusciate a godervi un film nel quale non compaiano almeno tre o quattro omaccioni in canotta lurida pronti a suonarsele di santa ragione, c’è una cosa che non potrete negare: i personaggi dei cartoni animati Disney hanno accompagnato, o per lo meno costellato, la vostra infanzia.

E, con buone probabilità, l’hanno resa migliore.

Sfido chiunque, infatti, a negare di aver desiderato di fare un giro sul tappeto volante di Aladdin, di vedere i Rosa Elefanti dopo una sbronza con Dumbo o che, durante una cena galante, il partner facesse rotolare romanticamente attraverso il piatto l’ultima polpetta, destinandola a voi.

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SPECIALE STEPHEN KING: ASPETTANDO “DOCTOR SLEEP”

1977. Il giovane Stephen King, dopo aver soggiornato con la moglie Tabitha in un albergo del Colorado prossimo alla chiusura invernale, ebbe un’idea. Tutti noi sappiamo che quando quell’uomo ha avuto un’idea, abbiamo letto un capolavoro.

Il mastodontico hotel che si stava lentamente spegnendo davanti ai suoi occhi, i dipendenti che si affrettavano a chiudere tutto, a preparare le valige, a finire le ultime faccende prima dell’arrivo della neve.  Un’ambientazione claustrofobica e al tempo stesso imponente, piena di camere vuote ma che potrebbero avere un passato nascosto.

Quindi ecco la mente del Re del Brivido che inizia a macinare la trama: Jack Torrance uno scrittore in crisi creativa, con al seguito la moglie Wendy e il figlioletto Danny accettano il lavoro di custodi invernali di un albergo sperduto sulle montagne del Colorado, l’Overlook Hotel. Saranno soli, per mesi e mesi.

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JACK TORRANCE (SHINING)

JACK TORRANCE

Jack Torrance è uno scrittore ed un ex-insegnante con grossi problemi di alcolismo e con una desiderio represso di violenza, caratteristiche che gli sono costati il posto di lavoro. Per redimersi e recuperare il delicato rapporto con la propria famiglia, Jack decide di accettare un lavoro come custode invernale dell’Overlook Hotel in Colorado; è proprio nell’hotel che la sua follia omicida prende il largo, grazie anche ad una sorta di “maledizione” che aveva portato il precedente custode mr. Grady a massacrare la sua famiglia. L’odio represso nei confronti della sua famiglia esplode trasformando questo uomo apparentemente normale in uno psicopatico killer che ha come unico scopo quello di uccidere ad asciate tutte le persone che si trovano attorno a lui. Aiutato dalla sua capacità di parlare con le persone morte cerca di giungere alla fine della sua “missione” mentre la sua vera indole diventa sempre più prorompente facendolo così vivere in un limbo tra incubo e realtà in cui sembra proprio che Jack abbia trovato la sua dimensione.