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Spiral – L’eredità di Saw, la recensione

Correva l’anno 2004 quando un giovane regista di nome James Wan esordiva alla regia di un lungometraggio a basso budget scrivendo un importante capitolo del panorama horror contemporaneo. Quel ragazzo sarebbe diventato uno dei più influenti professionisti di Hollywood, soprattutto nel settore del cinema dell’orrore, e quel film, intitolato Saw, avrebbe dato il via a un nuovo filone di successo e un numero impressionante di sequel ufficiali. La saga oggi è arrivata al nono capitolo, Spiral – L’eredità di Saw, che sulla carta è una sorta di reboot dopo il fiasco al botteghino del precedente film, Saw: Legacy, del 2017.  

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Saw: Legacy, la recensione

Nel 2004 un giovane James Wan esordiva alla regia con un thriller indipendente che era destinato a cambiare per sempre la sua carriera e il mondo del cinema di genere. Di fatto Saw – L’enigmista ha il merito (o la colpa, dipende dai punti di vista!) di aver lanciato un filone che le testate specializzate avrebbero chiamato con fare audace “torture porn”, ovvero quel genere di film che si contraddistinguono per l’esibizione compiaciuta della tortura. Ma il paradosso è che il primo capitolo di quella che sarebbe poi diventata una delle saghe più fortunate e influenti del genere non mostrava chiaramente le torture di Jigsaw, il gore e lo splatter che sarebbero diventati fondamentali nei film successivi erano elargiti con una tale parsimonia che si fatica a inserire Saw nel macrogenere horror. Eppure oggi conosciamo Saw come uno dei più rappresentativi horror del 21°secolo e il carismatico Jigsaw interpretato da Tobin Bell alla pari di veri boogeymen come Freddy Krueger, Jason Voorhees e Michael Myers.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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JigSaw (SAW)

JIGSAW

Jigsaw (conosciuto in Italia anche come l’Enigmista), ossia John Kramer, è un ingegnere civile con una vita tranquilla e felice con un buon lavoro e una bella moglie che è in attesa del loro primogenito. La sua vita però viene stravolta quando, un drogato in fuga dopo una rapina in una farmacia, travolge la moglie uccidendo così il bambino che portava in grembo. Dopo il divorzio gli venne diagnosticato un tumore incurabile al cervello e, dopo aver tentato il suicidio senza riuscire nell’intento, decide di mettere alla prova le persone che, a suo parere, non hanno capito quali sono i veri valori della vita. Pervaso dalla sua mentalità malata e, aiutato da vari personaggi, nei diversi “episodi” decide di rapire uno svariato numero di persone proponendo loro difficili enigmi che portano alla morte nel caso non vengano risolti. Col passare del tempo la sua sete di sangue e di vendetta prevale sul desiderio di far rinsavire le sue vittime che vengono così torturate grazie a marchingegni ideati dal suo cervello sublime.