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DC FanDome. The Suicide Squad si mostra in un dietro le quinte e un teaser poster!

Tra i contenuti più attesi del DC FanDome c’è The Suicide Squad – Missione suicida, il sequel/reboot che Warner Bros. ha affidato a James Gunn – sia la regia che la sceneggiatura – appena il talentuoso regista fu licenziato da Disney (per essere poi ripreso a bordo pochi mesi dopo proprio dai Marvel Studios). Nel lungo panel introdotto proprio da Gunn, hanno preso parte tutti i numerosi attori che hanno interpretato i folli personaggi del film, ovvero Viola Davis (Amanda Waller), Joel Kinnaman (Rick Flagg), Michael Rooker (Savant) Flula Borg (Javelin), David Dastmalchian (Polka Dot Man), Margot Robbie (Harley Quinn), Alice Braga (Solsoria), Daniela Melchior (Rat Catcher 2), Idris Elba (Bloodsport), Mayalin NG (Mongal), Peter Capaldi (The Thinker), Pete Davidson (Black Guard), Nathan Fillion (T.D.K.), Sean Gunn (Weasel), John Cena (Peacemaker), Storm Reid (Tyla), Joaquin Cosio (Generale Mateo Suarez) e Jennifer Holland (Emilia Harcourt).

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Bumblebee, la recensione

Con oltre quattro miliardi di dollari di incasso mondiale, la saga cinematografica dei Transformers è tra i più grandi successi dell’entertainment hollywoodiano degli ultimi dieci anni, capace di rilanciare nell’olimpo iconografico i giocattoli Hasbro che hanno dato origine a tutto, affermare il potere produttivo di Micheal Bay e gettare l’esca per una nuova tendenza di cinema fanta-catastrofico a cui qualcuno ha già attinto con successo.

Il problema della saga è sempre stato legato, però, a un’ipertrofia nei ritmi, nelle durate e nelle immagini che, con il passare degli episodi, ha pagato in termini di fedeltà spettatoriale. Con Trasformers 3, che è uno dei capitoli migliori della saga ma anche il vero punto di non ritorno, Paramount Pictures ha avuto il suo personale successo perché a fronte di uno dei budget più bassi della saga, ha riscosso il maggior successo economico e critico. Ma dal capitolo successo, la strada si è dimostrata solo in salita: necessità di recasting, budget sempre più alti e incassi in calo, fino al quinto film del 2017, Transformers – L’ultimo cavaliere, che a fronte di un budget di 217 milioni di dollari, ne ha incassati in USA solo 130 milioni, sintomo che il pubblico ha cominciato a gettare la spugna di fronte a durate spropositate, battaglie sempre più inutilmente complesse e trame particolarmente idiote.

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Giù le mani dalle nostre figlie, la recensione

Da molti anni le commedie americane parlano di ragazzi super eccitati smaniosi di perdere la propria verginità in situazioni folli e ai confini della realtà. La gang di American Pie, il trio scalcagnato di Superbad, gli amici dell’ormai datato Porky’s, rappresentano l’immaginario comune nella narrazione del coming-of-age, che ha sempre visto un percorso maschile tra vizi e stravizi per il ludibrio del pubblico senza filtri.

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Supercar: arriva il reboot con Kevin Hart e John Cena

L’abbiamo sognata e amata. Abbiamo invidiato Michael Knight e riso dell’ironia più umana che artificiale di KITT. In tempi in cui si fa un gran parlare di vetture a guida automatica, la memoria va a quell’ormai lontano gennaio del 1984 quando entrava in scena dal garage di una villa americana una Pontiac Firebird Trans Am, rigorosamente nera, che tutti abbiamo finito per amare. Di certo qualcuno di noi ci ha pure rosicato sopra: perché quel Michael Knight alto, affascinante, dallo sguardo penetrante del cowboy su quattro ruote era entrato in possesso quasi per caso di un’auto così speciale? E noi?

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