Archivio tag: lucia mascino

Piccole commedie d’autore in home video: Il colpo del cane, L’ospite e Genitori quasi perfetti

Fino a qualche anno fa, in Italia dilagava la convinzione che non poteva esistere genere più “mainstream” della commedia, l’unico genere libero dalle logiche della nicchia e pensato e confezionato ad uso e consumo delle grandi masse. Ma qualcosa è cambiato negli ultimi anni e con l’emergere di una nuova generazione di autori, tutti chiaramente desiderosi di rincorrere un modello più americano (quello reso noto dal Sundance, per intenderci), anche la commedia ha cominciato a muoversi in favore di un linguaggio più minimale e introspettivo, a volte persino sperimentale, un linguaggio che ha chiaramente individuato nella commedia il terreno fertile per raccontare la vulnerabilità dell’animo umano. È nata la nuova commedia italiana d’autore e nelle settimane scorse il catalogo home video di CG Entertainment si è arricchito di tre titoli che hanno come missione proprio quella di raccontare quella vulnerabilità figlia dei nostri tempi in cui l’insicurezza e la paura per l’insuccesso sembrano attanagliare la generazione dei neolaureandi, dei neolavoratori e dei neogenitori. La generazione dei neoquarantenni (o poco al di sotto) che, altro non è, che la generazione dei trentenni di ieri. Arrivano in home video Il colpo del cane, L’ospite e Genitori quasi perfetti.

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Odio l’estate, la recensione

Aldo, Giovanni e Giacomo ci erano mancati. Ci era mancata la loro comicità genuina e pulita, i loro tormentoni, le avventure on the road, i caratteri fortemente delineati dei loro personaggi. Ci erano mancati prima che uscisse Odio l’estate ma non perché fossero stati lontani dai riflettori dal momento che al cinema, con una cadenza su per giù di una volta ogni due anni, hanno fatto cartellone, anche se solo per un montaggio cinematografico dei loro spettacoli teatrali (Anplagghed al cinema e Ammutta muddica al cinema). Però non erano gli Aldo, Giovanni e Giacomo che abbiamo amato e con cui siamo cresciuti, avevano perso smalto, idee e sincerità. Da Il cosmo sul comò (2008), primo vero flop del trio, al disastroso Fuga da Reuma Park (2016), forse giusto con l’eccezione del comunque fiacco La banda dei babbi Natale (2010), avevamo dato per spacciati i tre che si sono fatti conoscere i tv con Mai dire gol e invece, un po’ a sorpresa, il loro ritorno sul grande schermo ha il sapore di una rimpatriata nostalgica e piacevolissima.

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La prima pietra, la recensione

È il 23 dicembre ed un normalissimo giorno di scuola, prima delle vacanze di Natale, scorre mentre tutti sono in fermento per la recita imminente. Un bambino, durante la ricreazione, lancia una pietra dal cortile: rompe una vetrata e ferisce bidello e consorte che, fatalità, passavano proprio li dietro in quel momento. Chi ha lanciato la pietra? Samir, un bambino musulmano. L’accaduto, naturalmente, darà vita ad un surreale dibattito, ricco di colpi di scena, che vedrà protagonisti il preside Ottaviani (Corrado Guzzanti), la maestra (Lucia Mascino), il bidello e sua moglie (Valerio Aprea e Iaia Forte) e la mamma del bambino insieme a sua suocera (Kasia Smutniak e Serra Yilmaz).

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Favola, la recensione

Stati Uniti, anni ‘50. In una colorata e ordinatissima casa prende vita la favola di Mrs. Fairytale (Filippo Timi). Passa le giornate tra barboncini impagliati, la simpatica Lady, lezioni di mambo, i regali della sua amica Mrs. Emerald (Lucia Mascino), aspirapolveri e poi uno strano timore: quello per l’arrivo degli Ufo. Da una piece teatrale, ecco arrivare al cinema, solo dal 25 al 27 giugno 2018, Favola, film di Sebastiano Mauri con Filippo Timi, Lucia Mascino, Luca Santagostino, in ben 3 ruoli, e Piera degli Esposti.

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Amori che non sanno stare al mondo, la recensione

Ispirato al romanzo firmato dalla stessa regista, Amori che non sanno stare al mondo è un trattato intimo e idealista sulla caotica follia e l’incoerente ossessione che immancabilmente sperimenta chi si abbandona al sentimento più complesso e discusso di sempre.
Claudia (Lucia Mascino) e Flavio (Thomas Trabacchi) sono due docenti universitari che per anni si sono scontrati ma soprattutto amati, al punto da progettare il matrimonio. Tuttavia, sebbene Claudia fatichi non poco ad accettare la cosa, il loro rapporto è finito. Flavio, nel frattempo, s’è invaghito della giovanissima Giorgia e Claudia si è ritrovata a provare interesse per Nina (Valentina Bellè), una sua studentessa.

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La pelle dell’orso, la recensione

Anni Cinquanta. In un piccolo villaggio situato nel cuore delle Dolomiti vive Domenico, un ragazzino sveglio ma eccessivamente introverso che, a causa della misteriosa morte della madre, ha perso il dialogo con l’anziano padre, Pietro. Quest’ultimo, invece, è un uomo così logorato dalla solitudine e dall’alcool che nel villaggio ha saputo conquistarsi la diffidenza di tutti. Una notte come tante, la comunità è sconvolta dall’aggressione del diaol, il diavolo, un ferocissimo orso bruno che da tempo terrorizza quelle zone. Nel villaggio cala subito il gelo e nel panico del momento Pietro individua l’occasione che cercava da tempo per riscattarsi agli occhi di tutti: ucciderà quella bestia in cambio di denaro. La mattina seguente, come d’annuncio fatto, Pietro parte in solitaria alla volta del bosco con fucile in spalla e poche cartucce nella sacca. Domenico, alla ricerca di un buon pretesto per recuperare l’aspro rapporto con il padre, decide di seguirlo. Per i due, il viaggio sarà molto di più di una “semplice” caccia.

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Piccola Patria, la recensione

Luisa e Renata vivono in un piccolo paese del Nordest, lavorano come cameriere in un hotel e sognano di fuggire da quel luogo per farsi una vita altrove. Luisa ha un ragazzo, l’albanese Bilal, mentre Renata ha instaurato un rapporto morboso con un uomo di mezz’età, a cui estorce denaro per partecipare a rapporti sessuali con Luisa e Bilal. Quando le due ragazze decidono di ricattare l’uomo e in paese l’intolleranza verso gli extracomunitari si comincia a fare sempre più accentuata, la situazione a poco a poco precipita.

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Il Natale della mamma imperfetta, la recensione

Più che imperfetto un film totalmente sbagliato.

Con Il Natale della mamma imperfetta la crossmedialità tanto cercata da mamma Rai non funziona e viene fuori uno strano ibrido a metà strada tra web serie lunga 90 minuti e film televisivo natalizio colmo di buoni sentimenti. Ivan Cotroneo, che era riuscito nel miracolo di scrivere e dirigere la prima web serie targata Rai, con una recitazione di altissimo livello, un’ottima sceneggiatura e un ritmo degno di una serie comica americana, con il film televisivo non coglie assolutamente il bersaglio.

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