Archivio tag: mads mikkelsen

Chaos Walking, arriva in blu-ray il fanta-action con Tom Holland e Daisy Ridley

Chissà se la sorte commerciale di Chaos Walking sarebbe stata differente se la pandemia non avesse tarpato le ali alla distribuzione del film? Costato circa 125 milioni di dollari, il film di Doug Liman ne ha incassati in tutto il mondo appena 20, una sfortuna data comunque dal fatto che la distribuzione è stata più volte rimandata e poi limitata dalle chiusure dei cinema, mentre in alcuni Paesi – compresa l’Italia – le sale cinematografiche non sono neanche state incluse nell’iter distribuivo del film. Forte di un cast che comprende nomi di grande richiamo come Tom Holland, Daisy Ridley e Mads Mikkelsen, Chaos Walking arriva in home video distribuito da Eagle Pictures in DVD e Blu-ray disc contemporaneamente alla distribuzione come Amazon Original su Prime Video.

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Un altro giro, la recensione

Un altro giro

Nel 1995 i due registi danesi Thomas Vinterberg e Lars von Trier codificarono le dieci regole d’oro per una cinematografia purista che si contrapponesse alla moda, tutta americana, di infarcire i film con effetti speciali, sparatorie ed esplosioni. Dopo un quarto di secolo il decalogo del cosiddetto DOGMA 95 è stato ammorbidito ma non cancellato del tutto. Anche nel suo ultimo film Un altro giro (Druk), Thomas Vinterberg ha continuato a rispettare scrupolosamente alcune di quelle disposizioni ‘talebane’ atte a mantenere il cinema sui binari di un rigido e crudo verismo.

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Polar, la recensione

Ormai giunto alla soglia dei cinquant’anni, il temibile killer su commissione Black Kaiser (Mads Mikkelsen) è in fase di pensionamento. Tuttavia il suo datore di lavoro, per risparmiare la sua buonuscita da otto milioni di dollari, decide di farlo eliminare cosicché i soldi potranno rimanere all’interno dell’agenzia. Ma, nonostante l’età avanzata, questo sicario di mezza età  si rivelerà essere un osso più duro del previsto…

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Rogue One: A Star Wars Story, la recensione

Sapevamo tutti che sarebbe stato un rischio pompare la rinascita di Star Wars al punto tale da avere un film all’anno fino al 2020, con tanto di spin-off mirati ad espandere la saga oltre i confini dei sequel e, strada facendo, hanno cominciato a sospettarlo anche in casa Disney, quando la scorsa estate si sono trovati tra le mani il girato di Gareth Edwards che non soddisfaceva i canoni del rebranding operato da J.J. Abrams.

Sbagliavamo noi e sbagliava la Disney con lo scetticismo post reshooting, perché stando alla visione di Rogue One: A Star Wars Story, l’ampliamento di questo universo sta procedendo nel migliore dei modi e questo primo spin-off è un’opera visivamente ed emotivamente potentissima.

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Doctor Strange, la recensione

Nel pieno della Fase 3 e giunti al 14° film ufficiale del Marvel Cinematic Universe, i Marvel Studios continuano nell’impresa di espansione verso nuovi mondi e nuovi personaggi. Così, dopo i Guardiani della Galassia e Ant-Man, un altro personaggio “minore” fa il suo esordio da protagonista in un film, il Doctor Strange, che ha il volto del talentuoso e lanciatissimo Benedict Cumberbatch.

Nato nel 1963 dalla penna di Steve Ditko come personaggio ricorrente all’interno della raccolta Strange Tales e poi promosso a protagonista l’anno seguente, Doctor Strange è diventato così popolare negli anni ’60 fino a dare il proprio nome alla testata a partire dal 1968. Si tratta di un personaggio singolare all’interno dell’ampio panorama Marvel perché legato alle arti magiche piuttosto che al classico ideale del supereroe che ha sviluppato i suoi poteri grazie alla scienza. E proprio questa consapevolezza dona un fascino particolare a Stephen Strange, che fonda la sua formazione da uomo ed eroe proprio sul paradosso scienza/magia.

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The Salvation, la recensione

L’incipit non era proprio quello di un film “leggero”, ma per lo meno lo faceva sembrare un film interessante. E invece no!

The Salvation è una coproduzione di Danimarca, Regno Unito, Sudafrica, Svezia e Belgio, e chissà chi altro, e distribuito dalla maestosa Zentropa Entertainments (il distributore dei migliori film danesi, inclusi quelli di von Trier, per intenderci), che non si spiega perché abbia accettato di distribuire un film forse non mediocre, ma comunque insufficiente.

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