Archivio tag: manetti bros

Margini, la recensione

Grosseto, 2008. Un capoluogo di regione che sembra una provincia. Una piccolissima provincia addormentata in cui non succede mai nulla. Un luogo piccolo, in ogni senso, in cui tutti si conoscono e nessuno sembra avere reali ambizioni. Nessuno tranne Michele, Edoardo e Iacopo, tre ragazzi neanche trentenni che vivono intrappolati nel mito della musica punk. Hanno messo insieme una band, i Waiting for Nothing (che è tutto un programma!), e sognano tutti insieme di poter sfondare nel mondo della musica. Ma se si hanno questi sogni di gloria, Grosseto non può che essere un paesotto che sta stretto poiché le uniche occasioni che offre per esibirsi sono le deprimenti feste dell’Unità e qualche locale scalcagnato privo di pubblico. Persa quella che sembrava essere l’occasione della loro vita, aprire a Bologna il concerto di una band hardcore straniera, Michele, Edoardo e Iacopo vengono assaliti da un discutibile colpo di genio: portare la band straniera – i Defense – a Grosseto e organizzare a spese loro il concerto più ribelle che sia mai arrivato in città. Una buonissima idea, peccato che i tre amici non hanno né le possibilità economiche né le capacità per organizzare un concerto del genere.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Diabolik, in blu-ray il film dei Manetti Bros.

Con quasi 3 milioni di euro incassati, Diabolik è stato il film italiano trionfatore al box office del periodo natalizio 2021/2022, un periodo sicuramente poco gentile con il mondo del cinema (Spider-Man: No Way Home a parte), minato dalla quarta ondata della pandemia e da una serie di restrizioni che hanno colpito duramente le sale cinematografiche. Ciò nonostante, i fan del “Re del terrore” non si sono lasciati intimorire correndo a guardare il film che per la seconda volta ha portato al cinema la creatura delle sorelle Giussani, già inquadrata dall’attento occhio autoriale di Mario Bava nell’indimenticabile opera pop del 1968 e ora adattata con estrema fedeltà al fumetto dai Manetti Bros.

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Il mostro della cripta e They Talk: in home video il nuovo cinema horror Made in Italy

Esplorando nello sconfinato e costantemente in crescita listino home video di CG Entertainment possiamo notare che, ormai da diverse settimane, sono apparsi due nuovi titoli che si fanno manifesto del nuovo cinema horror Made in Italy. Entrambi rilasciati da Vision Distribution nel cuore della scorsa estate, come specchio di quel pensiero un po’ vetusto che vede l’horror come un genere che può funzionare maggiormente nella stagione più calda, vi parliamo de Il mostro della cripta di Daniele Misischia e They Talk e Giorgio Bruno.

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Diabolik, quel Re del Terrore che non spaventa nessuno. Recensione/approfondimento del film dei Manetti Bros.

Clerville, fine anni ’60. La città è piegata dalle malefatte di un pericoloso criminale, ladro per alcuni e assassino per altri. Qualcuno lo chiama Il Re del Terrore ma la stampa – così come l’opinione pubblica – l’ha ribattezzato Diabolik. Una tuta nera aderente che gli permette di sgusciare nell’ombra senza essere visto, sguardo glaciale e pugnale affilato sempre a portata di mano: Diabolik è un criminale senza precedenti che tutti temono e tutti conoscono. A dargli la caccia ormai da anni c’è l’ispettore Ginko, pronto a tutto pur di mettergli le manette e scoprire la sua vera identità. Quando a Clerville fa il suo arrivo la ricca ereditiera Lady Eva Kant, che con sé ha un diamante rosa dal valore inestimabile, l’ispettore Ginko non ha dubbi sul fatto che Diabolik possa agire da un momento all’altro. E questo, infatti, è ciò che accade. Rubando l’identità al cameriere personale di Lady Kant, Diabolik riesce ad intrufolarsi nella camera d’albergo della ricca ereditiera cadendo però vittima dell’incredibile fascino della donna. Ginko riesce finalmente a mettergli le manette e portarlo a processo. Adesso per Diabolik – che nel frattempo si è scoperto essere l’enigmatico Walter Dorian – è giunta l’ora di mettere in atto il suo colpo più difficile: fuggire prima d’essere consegnato alla ghigliottina e, possibilmente, farlo grazie all’aiuto di Lady Eva Kant.

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Diabolik: incontro con il cast e la troupe

Il 16 dicembre uscirà, in più di 500 sale, Diabolik, l’attesissimo film firmato Manetti Bros. È dal 1968, con il film cult di Mario Bava, che Diabolik non appare sul grande schermo, quindi è più che comprensibile la spasmodica attesa dei fan!

Lunedì 13 dicembre, all’interno del cinema The Space Moderno di Piazza della Repubblica a Roma, abbiamo assistito alla proiezione stampa e poi alla conferenza, dove erano presenti i registi, Marco e Antonio Manetti, gli interpreti Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Claudia Gerini, Serena Rossi e Alessandro Roja. Ha partecipato anche Mario Gomboli, direttore di Astorina, casa editrice di Diabolik; infine, accanto al cast erano presenti anche i produttori per Rai Cinema Carlo Macchitella e Paolo del Brocco.

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Ufficiale! Giacomo Gianniotti ha sostituito Luca Marinelli nei sequel di Diabolik

Da qualche settimana si susseguono rumors sui social network riguardo la possibilità che Luca Marinelli non sia stato confermato nel ruolo di Diabolik nei due sequel del film dei Manetti Bros., sequel in lavorazione back-to-back in questo periodo tra Emilia Romagna, Piemonte e Trentino. Dopo l’uscita di un fumoso articolo su Il resto del carlino, che arrivava alla conclusione che l’attore italo-canadese Giacomo Gianniotti avesse preso il ruolo di Marinelli perchè avvistato sul set bolognese e per alcuni post su Instagram dello stesso, non ci sono state novità a riguardo e lo “scoop” è andato a smorzarsi presto, anche perchè la produzione non ha commentato ufficialmente l’indiscrezione facendo si che le voci rimanessero tali. Ma, a pochi giorni dall’uscita del primo film, attesissimo adattamento del celebre fumetto delle sorelle Giussani in uscita il 16 dicembre distribuito da 01 Distribution, arriva la conferma: Gianniotti ha sostituito Marinelli nel ruolo del “re del terrore”!

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Il Mostro della Cripta, la recensione

Il mostro della cripta

La generazione Y, ovvero quella degli attuali 30-40enni, meglio nota come millennials, è cresciuta con il mito degli anni ’80. Incrociati per un lustro o poco più, se non addirittura vissuti solo di riflesso attraverso i racconti, il cinema e la musica, gli anni ’80 hanno letteralmente stregato tutta una frangia di giovani adulti e adulti che in questo particolare periodo storico hanno idealizzato un grimorio di “nerditudine” alimentata oggi da più settori dell’intrattenimento, cinema e tv in primis. Forse possiamo far risalire alla serie Netflix Stranger Things il climax di questo ritorno agli anni ’80, fatto sta che cinema, piattaforme streaming, fumetti e videogames stanno letteralmente affogando negli anni ’80. Non che sia un male, anzi, stiamo (ri)vivendo uno dei periodi più floridi per l’industria dell’intrattenimento pop e questo non può che far bene a tanto sano entertainment che parte da solide basi di qualità. È il caso anche dell’ultimo lungometraggio di Daniele Misischia, Il mostro della cripta, ambientato nel 1988 e rigorosamente devoto a tutto quell’immaginario nerd fanta-orrorifico sedimentato proprio nei favolosi eighties.

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Regista, produttori e attori de Il Mostro della Cripta raccontano la loro visione degli anni ’80

Stasera sarà presentato nella selezione ufficiale del Locarno Film Festival Il mostro della cripta, che da domani 12 agosto esordirà nei cinema italiani, distribuito da Vision Distribution. In occasione della presentazione stampa che ha anticipato la premiere di Locarno, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con il cast e la crew della horror-comedy prodotta dai Manetti Bros., scoprendo la passione che ha animato questa folle operazione che ci trasporta negli anni ’80 più nerd.

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Letto N. 6, la recensione

Letto N. 6

L’Italia ha una importante e fortunata tradizione nelle ghost stories cinematografiche che va a braccetto con la nascita e lo sviluppo del cinema horror nostrano. Il problema è che questa stupenda tradizione si è fermata ormai da quasi quarant’anni!

Salvo sporadici tentativi di percorrere il genere, spesso da parte delle frange più indie del nostro cinema, l’horror italiano che ha fatto scuola nel mondo è rimasto alla metà degli anni ’80, quando già le eccellenze italiane zoppicavano, le produzioni erano sempre più esigue e povere e i maestri di un tempo o erano già scomparsi o stavano progressivamente abbandonando i film dell’orrore, lasciando tutto nelle mani di “giovani” già affermati come Dario Argento e Lamberto Bava.

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TFF37. Letto n.6

Letto n. 6

La dottoressa del turno di notte di una importante clinica pediatrica muore suicida. La sostituisce Bianca (Carolina Crescentini), che accetta il lavoro senza rivelare di essere incinta. Quando viene a sapere che dovrà passare le notti proprio nella stanza dalla quale si è buttata la collega, le inquietudini hanno inizio. Malgrado lo scetticismo del marito (Pier Giorgio Bellocchio), i timori di Bianca non tarderanno a essere confermati: una notte, seguendo rumore di singhiozzi, fa conoscenza con il bambino del letto numero sei. Vuole la sua mamma. Bianca lo rassicura: domani mamma arriva. Ma la notte seguente il bambino si presenta in infermeria, accusandola di essere una bugiarda. Bianca cerca informazioni sul bambino, scoprendo che il letto numero sei è vuoto da tempo.

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