Archivio tag: mark strong

Shazam!, la recensione

Nato sulle pagine di Whiz Comics dell’editore Fawcett Comics nel 1939 con il nome di Captain Marvel e poi rilanciato da DC Comics alcuni anni dopo, perdendo il nome acquisito da Marvel Comics e guadagnando quello con cui oggi lo conosciamo, Shazam è senza ombra di dubbio un supereroe archetipico, di quelli capaci di plasmare un’intera generazione e creare trend. Eppure oggi Shazam lo conoscono in pochi, schiacciato dalla popolarità di altri supereroi che hanno saputo rinnovarsi, adattarsi a l’espirit du temps, definire un immaginario superoistico saldamente replicabile su più media. Ma l’imperterrito DCEU – DC Extended Universe – costantemente alla ricerca di una propria identità, decide di credere nell’eroe-bambino e porta al cinema, grazie a Warner Bros, l’adattamento riveduto e corretto di Shazam, perfettamente in linea con la nuova visione ironica e per famiglie dell’Universo Cinematografico DC Comics.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Grimsby – Attenti a quell’altro, la recensione

Esploso agli inizi del 2000 grazie al programma televisivo Da Ali G Show, Sacha Baron Cohen si è imposto in questi anni come uno dei numi della risata scorretta, grazie a personaggi sgradevoli e volutamente stupidi che sono stati prontamente portati sul grande schermo con film di successo. Dall’aspirante rapper Ali G al modello gay Brüno, passando obbligatoriamente per il giornalista kazako Borat, Baron Cohen ha piazzato dentro anche qualche personaggio originale come l’ammiraglio-generale Aladeen, protagonista del geniale Il Dittatore (2012). Nasce allo stesso modo anche Nobby, l’hooligan con la passione per le donne sovrappeso protagonista di Grimsby – Attenti a quell’altro, lungometraggio che Baron Cohen non solo interpreta, ma scrive e produce.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Kingsman – Secret Service, la recensione

Che il cinema d’azione spionistico sia andato incontro, negli ultimi anni, a una vera e propria rivoluzione è sotto gli occhi di tutti, basti guardare gli ultimi film della saga “spy” per eccellenza 007, rebootata con Casinò Royale nel 2006 e adeguata ai gusti dello spettatore moderno. Linea, del resto, intrapresa già da produzioni precedenti come Mission: Impossible e la saga di Jason Bourne e che non è stata esente di parodie (o quasi) con i due Johnny English e Agente Smart: Casino Totale. In questo pantheon di agenti speciali e missioni segretissime, si va a inserire in maniera collaterale Kingsman – Secret Service, l’ultima fatica di quel geniaccio di Matthew Vaughn, tratta da una miniserie a fumetti di Mark Millar e Dave Gibbons e debitrice a tutto questo immaginario spionistico che ha alimentato tanto cinema e letteratura del 900.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Imitation Game, la recensione

Quando il cinema decide di raccontare vite straordinarie ha bisogno di attori straordinari a reggere il gioco, altrimenti quel personaggio sullo schermo può anche fare le cose più incredibili che lo spettatore possa immaginare senza però creare il minimo trasporto emotivo. Il buon cinema conosce bene questa lezione ed è per questo che difficilmente vedremo Channing Tatum nel ruolo di Albert Einstein, ma accogliamo con scrosciante applauso Benedict Cumberbatch in quello di Alan Turing.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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