Archivio tag: matilda de angelis

Una vita spericolata, la recensione

Rossi è un trentenne che nella vita ha concluso ben poche cose. Gestisce un’officina che va a rotoli, non ha una famiglia su cui contare e nemmeno una fidanzata che possa supportarlo nelle scelte della vita. Ha solo BB, il suo migliore amico, ex campione di rally e adesso fancazzista. Sommerso dai debiti, Rossi si reca in banca per implorare un prestito e invece, a seguito di una sequela di bizzarri fraintendimenti, si ritroverà – senza volerlo – a rapinare la banca e fuggire a bordo di una macchina rubata con il suo amico e una ragazza (un’attricetta finita in disgrazia) presa in ostaggio durante la fuga. Diretti in Puglia, inseguiti da un improbabile commissario di polizia, i due fuggiaschi non sanno che il denaro “rubato per sbaglio” non apparteneva alla banca ma a un manipolo di brutti ceffi disposti a tutto pur di riappropriarsi della refurtiva.

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Coco, la recensione

Se oggi l’animazione è tra i grandi generi cinematografici e anche tra i più premiati, probabilmente è grazie alla Disney e al contributo qualitativo dato al settore. E con grande probabilità è grazie alla Pixar (oggi Disney•Pixar) se questo genere è cresciuto nel tempo, abbracciando un pubblico sempre più vasto e non solo identificabile nei bambini. Perché la Pixar realizza film per tutti, sempre rigorosamente con molteplice lettura: significati profondi adatti agli adulti e intrattenimento per i più piccoli. Coco è il quasar raggiunto dalla Pixar, il film perfetto, capace di soddisfare a pieno qualsiasi categoria di pubblico e allo stesso tempo un’opera dal valore artistico ed emozionale molto alto.

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Coco: le voci italiane in conferenza stampa [Video]

Il 28 dicembre uscirà nei cinema italiani Coco, il film prodotto da Disney–Pixar e diretto da Lee Unkrich, già regista degli apprezzatissimi Toy Story 2, Toy Story 3, Monster & Co. e Alla ricerca di Nemo. Per presentare il film alla stampa italiana, oltre al regista e alla produttrice Darla K. Anderson (di cui via abbiamo già parlato in questo articolo), hanno tenuto una conferenza stampa a Roma il cast di talent che hanno doppiato il film: Mara Maionchi (che interpreta Mamà Coco), Valentina Lodovini (Mamà), Matilda De Angelis (Tia Victoria) e Michele Bravi, che interpreta la canzone Ricordami che accompagna i titoli di coda del film.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro ed ecco cosa ci hanno raccontato.

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Il Premio, la recensione

Terza regia cinematografica per il bravo Alessandro Gassmann che, dopo essersi scrollato di dosso la tediosa nomea di “figlio d’arte” dimostrando di essere anch’esso un meritevole artista a tutto tondo, innesca un interessantissimo discorso sulla difficoltà d’essere genitori e, ancor peggio, essere figli. Il rapporto genitore-figlio, nella fattispecie Padre e figlio, viene affrontato da Gassmann in modo maturo e personale attraverso tre opere diverse che lo stesso Gassmann decide di dirigere, oltre che interpretare. Il primo capitolo, di quella che potremmo considerare un’anomala trilogia sulla famiglia, arriva nel lontano 1982 con Di padre in figlio, film biografico diretto a quattro mani da Alessandro e suo padre Vittorio. Nel 2013 è stata la volta del dramma Razza bastarda e adesso arriva nelle sale Il Premio, commedia agrodolce che ha tanto il sapore di un inno d’amore e nostalgia nei confronti di un padre (Vittorio Gassmann) che è stato capace di trasmettere valori e virtù in modo decisamente poco convenzionale.

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Una famiglia, la recensione

Quello del commercio dell’utero e di piccolissime vite umane è un tema scottante e sempre più d’attualità, come dimostrano i tanti casi di cronaca che si leggono e sentono su giornali e televisioni. Un’autentica piaga sociale che non poteva lasciare indifferente il mondo del cinema e un festival impegnato come la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia che annovera tra i film in concorso Una famiglia di Sebastiano Riso che racconta con grande realismo ed efficacia una storia piena di immagini forti, metafore e grande sofferenza.

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Veloce come il vento, la recensione

Donne e motori è un’accoppiata da sempre vincente, tanto sulle pareti delle officine dei meccanici quanto sul grande schermo, dal momento che questo assioma ha trovato una sublimazione perfetta nella saga milionaria Fast & Furious, dove il gentil sesso non è un semplice “trofeo” ma parte attiva dell’azione. Pur ponendosi come cosa altra in confronto ai film con Vin Diesel, l’italianissimo Matteo Rovere coglie proprio quell’aspetto del cinema automobilistico mettendo al centro dell’azione una giovanissima pilota di GT.

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