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Gli anni più belli e Radioactive: le proposte blu-ray Eagle Pictures di ottobre

L’home video di ottobre 2020 è all’insegna dei film-vittima del covid-19, infatti tra le proposte del mese di Eagle Pictures abbiamo due titoli che, in un modo o nell’altro, si sono scontrati con la terribile pandemia che sta disintegrando il settore della distribuzione cinematografica. Da una parte abbiamo un film che, fortunatamente, ha minimizzato i danni uscendo al cinema il 13 febbraio, a quasi un mese dal lockdown che ha chiuso le sale, anche se non è riuscito a sfruttare in pieno la finestra che aveva in programma, parliamo de Gli anni più belli di Gabriele Muccino. L’altro ha avuto una sorte più avversa, è Radioactive di Marjane Satrapi, biopic su Marie Curie che ha saltato la sala per trovare accoglienza in VOD a fine primavera.

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Arriva in dvd Ti presento Sofia, la commedia con Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti

Ma chi l’ha detto che tutte le donne, arrivate ad una certa età, finiscono inevitabilmente per sviluppare un istinto materno? Di certo non è quello che pensa Mara (Micaela Ramazzotti), una fotografa affermata e dinamica abbonata alla corrente di pensiero “childfree”: nessun bambino fra i piedi, per nessuna ragione. Buon per lei ma non per la sua nuova fiamma, Gabriele (Fabio De Luigi), un papà amorevole che si trova costretto a negare l’esistenza di sua figlia Sofia per portare avanti la relazione con la bella fotografa. Questo è il bizzarro intreccio su cui ruota Ti presento Sofia, remake italiano della graziosa commedia argentina Se permetti non parlarmi di bambini. Diretto da Guido Chiesa e distribuito da Warner Bros Entertainment, Ti presento Sofia è adesso disponibile in DVD.

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Ti presento Sofia, la recensione

Gabriele è un ex rocker che ha preferito chiudere nel cassetto i suoi sogni da musicista per aprire una più sicura attività da commerciate come venditore di strumenti musicali. Ma Gabriele è anche un papà divorziato la cui vita ruota solo ed esclusivamente attorno a quella di Sofia, la sua bambina di dieci anni. Dopo il divorzio, Gabriele non è stato più in grado di ricominciare una storia con un’altra donna, un po’ per mancanza di voglia e un po’ per colpa del suo mettere sempre al centro di tutto la piccola Sofia. Un giorno Gabriele rincontra Mara, amica di vecchia data di cui è sempre stato innamorato. Ora Mara è diventa una fotografa affermata e dinamica. Tra i due scoppia subito la scintilla ma, al primo appuntamento, la donna rivela subito all’uomo di odiare in modo assoluto i bambini e che non intende per nessuna ragione avere figli. Travolto dalla passione, Gabriele decide di negare l’esistenza di sua figlia e spacciare Sofia per la sua invadente sorellina.

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Una storia senza nome, la recensione

A dar titolo al nuovo film di Roberto Andò è, a sua volta, il titolo di lavorazione di un film a cui i personaggi della vicenda stanno lavorando. Un cortocircuito meta filmico che dà modo al regista di Viva la libertà e Le confessioni di riflettere sul suo lavoro, sulle figure che vi gravitano attorno e gettare una luce divertita sull’ambiente senza tralasciare quell’accenno alla cronaca italiana, da sempre tratto distintivo di certo cinema di denuncia. Un piatto ricco e appetitoso, di cui, però, i vari ingredienti sono mescolati senza una cognizione di causa, dando vita a un risultato decisamente indigesto.

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La tenerezza, la recensione

C’è un balcone condiviso che unisce due appartamenti, una chiave, un lucchetto, un elegante palazzo nel centro di Napoli. E un sorprendente intreccio di vite e sentimenti.

Lorenzo (Renato Carpentieri) un tempo era un famoso avvocato. Ora è solo, caduto in disgrazia, solo più per scelta che altro, testardo nel negare anche una qualsiasi minima possibilità di affetto ai suoi due figli. Dei quali, uno risponde ignorandolo, l’altra (Giovanna Mezzogiorno) altrettanto testardamente oppone al mutismo del padre un amore tenace ma apparentemente senza sbocchi. Solo il nipotino Francesco, che Lorenzo sottrae sistematicamente alla scuola per somministrargli pillole della sua personalissima educazione, sembra fare breccia nell’inerzia del suo apatico vivere quotidiano. Almeno fino al giorno in cui Michela (Micaela Ramazzotti) e suo marito Fabio (Elio Germano), girovaghi di professione, genitori di due bambini, i nuovi vicini di casa, fanno ingresso nella sua vita. È in particolare Michela, con la sua vitalità prorompente, a scardinare le regole del gioco di Lorenzo fino al giorno in cui qualcosa di inaspettato accade.

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Qualcosa di nuovo, la recensione

Lucia (Paola Cortellesi) e Maria (Micaela Ramazzotti) conducono vite molto diverse e hanno rapporti molto differenti con il genere maschile: la prima ha deciso di non concedersi più nella vita e nell’amore, la seconda è un tipetto un po’ leggero, praticamente l’opposto di Lucia ma questo le unisce e fa di loro in qualche modo l’una la salvezza dell’altra.

 Una serie di eventi ma soprattutto di equivoci, porta i loro universi a scontrarsi con quello di Luca (interpretato da Eduardo Valdarnini) e a rendere le une il centro dell’altro e viceversa.

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La Pazza Gioia, la recensione

Tra gli autori del cinema italiano professionalmente nati un ventennio fa, Paolo Virzì si distingue come uno dei più interessanti e completi. Appartenente a quella poco simpatica cerchia di artisti “politicamente impegnati”, Virzì ha però il pregio di saper fare cinema nel senso più assoluto del termine, con estrema malleabilità di generi e con un crescente perfezionamento del mezzo tecnico. E La Pazza Gioia è semplicemente l’apice di questa crescita.

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Ho ucciso Napoleone, la recensione

Ho ucciso Napoleone è la storia di come il cinema italiano vorrebbe essere alternativo e “pop” ma finisce per imbrigliarsi nelle solite dinamiche da commedia dimenticabile, di come vorrebbe apparire emancipato nel suo essere fieramente femminista, ma non fa che cavalcare stereotipi con quell’alone da farsa che non graffia mai. Ho ucciso Napoleone è la dimostrazione che tutti sono consapevoli che la commedia all’italiana odierna ha ampiamente esaurito tutte le sue cartucce e si cerca di virare altrove, pur rimanendo costantemente imbrigliati nei soliti meccanismi. Anzi no, perché l’opera seconda di Giorgia Farina, a conti fatti, appare come un ibrido tra il “vorrei rompere gli schemi” e il “ma non posso del tutto” e stona perfino nella produzione omnia di Rai Cinema.

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Il nome del figlio, la recensione

È una giornata come tante e cinque persone, due coppie più un amico di vecchia data, hanno deciso di incontrarsi per cena e trascorrere una serata tranquilla in compagnia. Tra di loro c’è Paolo, un agente immobiliare estroverso e fin troppo burlone, e sua moglie Simona, incinta e da poco divenuta autrice di un best-seller un po’ piccante. La seconda coppia è composta da Betta, insegnante con due bambini, e da suo marito Sandro, scrittore e professore universitario precario. A completare il quadretto c’è Claudio, amico d’infanzia ed eccentrico musicista. Le premesse per trascorrere una serata allegra e spensierata ci sono tutte, peccato che la situazione è destinata a precipitare nel momento in cui Paolo annuncia ai suoi amici che è stato scelto il nome per suo figlio: Benito.

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Nastri d’Argento 2014: tutti i candidati! [FOTO]

Si è svolta ieri sera, nella modernissima cornice del MAXXI, più glamour che mai, la cerimonia nel corso della quale sono state annunciate le candidature dei Nastri d’Argento 2014. Una vera e propria parata di elegantissime stelle nostrane ha costellato la serata, che ha riunito nello stesso luogo la quasi totalità dei volti per antonomasia del cinema italiano contemporaneo. Non capita tutti i giorni, infatti, di vedere Carlo Verdone scambiare due chiacchiere con Enrico Vanzina, o un emozionato Paolo Virzì abbracciare il maestro Ettore Scola… Ma neanche ordinare un cockatil al bar e inciampare in Claudio Amendola.

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