Archivio tag: mostra del cinema di venezia 2020

The Book of Vision, la recensione

The Book of Vision

The Book of Vision è un viaggio visionario attraverso il passato e il presente che si intrecciano senza soluzione di continuità, la vita e la morte, il dolore più profondo e l’amore incondizionato. Eva (Lotte Verbeek), una giovane e promettente dottoressa, abbandona la sua carriera per immergersi nello studio della Storia della medicina e mettere in discussione tutto: la propria natura, il proprio corpo, la propria malattia e un destino che sembra segnato. E proprio con Eva, assorta nell’osservazione di una sublime statua di cera anatomica (la Venerina di Palazzo Poggi, a Bologna), ha inizio il viaggio.

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Mandibules – Due uomini e una mosca, la recensione

Mandibules

Presentato fuori concorso alla 77esima edizione della Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia, Mandibules – Due uomini e una mosca di Quentin Dupieux, si rivela una parentesi piacevole e divertente, in un festival altrimenti contrassegnato da titoli interessanti ma con contenuti tutt’altro che leggeri.

Jean Gab (David Marsais) e Manu (Grégoire Ludig) conducono due vite sgangherate e alla giornata, raccogliendo quello che riescono dove possono. Un giorno Manu coinvolge Jean Gab in un “lavoretto facile” che necessita solo di “un’auto con un bagagliaio vuoto”, peccato che nel bagagliaio dell’auto che decide di rubare si scopre essere intrappolata una mosca gigante.

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Nomadland, la recensione

In Inglese, a differenza che in italiano, ci sono due termini diversi per dire “casa”, a cui si accompagnano diverse accezioni: il primo è “House”, con cui si intende la casa come costruzione fisica, come edificio architettonico; il secondo è “Home”, il focolaio familiare, il posto in cui ci si sente a casa e dove si è sé stessi, il luogo che portiamo ovunque nel cuore. I protagonisti di Nomadland infatti non si definiscono “Homeless”, la parola inglese per identificare i senzatetto, ma “Houseless”.

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Nuevo Orden, la recensione

Michel Franco, dopo aver conquistato Cannes con Despues de Lucia (vincitore di Un Certain Regard nel 2012) e Chronic (Prix du Scenario nel 2015), sbarca alla Mostra del Cinema di Venezia 2020, in concorso, con una distopia davvero interessante.

Ambientato in Messico, Nuevo Orden è la storia di un’ipotetica insurrezione popolare in cui membri dell’esercito e della classe più povera  sequestrano giovani abbienti per chiedere il riscatto alle rispettive famiglie.

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One Night in Miami, la recensione

Regina King inscena una conversazione mai storicamente avvenuta tra Cassius Clay, Malcolm X, Sam Cookie e Jim Brown.

Siamo a Miami, 1964, Clay ha appena vinto il titolo di Campione del Mondo dei Pesi Massimi a ventidue anni. Lui e i tre amici sopra menzionati decidono di festeggiare. Tutto bello se non che l’organizzatore è Malcom X. Astemio e poco dedito ai piaceri terreni, Malcolm invita tutti nella sua stanza d’hotel.

Da qui prenderà piede un confronto sul tema del razzismo.

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I Predatori, la recensione

Pietro Castellitto, classe 1991, figlio del noto attore/regista Sergio Castellitto e della scrittrice Margaret Mazzantini esordisce al cinema come attore nel 2004, all’età di 13 anni, diretto dal padre in un piccolo ruolo in Non ti muovere, finché nel 2012 riesce a guadagnare il ruolo da protagonista in È nata una star? di Lucio Pellegrini. Una strada nel cinema praticamente già spianata, ma il giovane Castellitto non si dice troppo soddisfatto, dichiarando che a lui, di recitare, in fin dei conti non interessa granché, non si sente attore, forse non è neanche troppo bravo come interprete, a lui quello che interessa maggiormente è scrivere! Sceneggiature, libri… ma soprattutto sceneggiature ed è per questo che all’età di 22 anni mette la parola “fine” su uno script che a distanza di sette anni è diventato un film, tra l’altro per la stessa regia di Pietro Castellitto, prodotto da Fandango. Parliamo de I Predatori, premio alla sceneggiatura nella sezione Orizzonti di Venezia77, che lo stesso Castellitto ammette di essere in (piccola) parte autobiografico e che mai sarebbe riuscito a realizzarlo se non avesse prima tastato il mondo del cinema come attore.

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Venezia77. Lacci, la recensione

Ad aprire ufficialmente la 77^ Mostra del Cinema di Venezia è stato Lacci di Daniele Luchetti, un film italiano, cosa che non capitava dall’edizione del 2009 con Baaria di Giuseppe Tornatore. Con un cast pieno di volti noti del cinema italiano come Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Silvio Orlando, Laura Morante e Giovanna Mezzogiorno, Lacci è un dramma familiare ambientato tra Napoli e Roma negli anni ’80 e poi ai giorni nostri.

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Assandira: tra noir e tragedia euripidea

Presentato fuori concorso alla 77ª Mostra del Cinema di Venezia, Assandira è il quinto lungometraggio del regista dorgalese Salvatore Mereu (Ballo a tre passi, Sonetàula, Tajabone, Bellas Mariposas) che ancora una volta ci trasporta in una Sardegna di fine millennio, tanto cruda quanto suggestiva.

Alla fine degli anni Novanta, il burbero Costantino Saru (Gavino Ledda) è un pastore di settant’anni che vive da solo in un non meglio specificato paesino della Sardegna; un giorno suo figlio Mario (Paolo Zucca), emigrato in Germania, torna con la moglie Grete (Anna König) e comunica al restio genitore di voler aprire un agriturismo tradizionale nel terreno dove loro hanno le stalle degli animali.  La coppia di giovani sostiene che i turisti del Nord Europa pagherebbero bene per poter conoscere le vecchie tradizioni pastorali sarde e a forza di insistere convincono il reticente vegliardo, inizialmente convinto del fatto che non ci fosse niente di bello nel mostrare a tutto il mondo la miseria in cui era cresciuto.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. Miss Marx, la recensione

Il 1800 non è mai stato così punk. 

Susanna Nichiarelli, regista italiana al suo quarto lungometraggio, presenta in concorso alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia Miss Marx, un biopic fresco e pieno di energia su un personaggio poco conosciuto ma in realtà decisamente interessante: Eleanor “Tussy” Marx, figlia del filosofo e sociologo tedesco Karl Marx. Il film inizia proprio dalla morte del padre, per poi farci conoscere l’indole indipendente e ribelle della protagonista raccontandoci della sua vita privata e al contempo del suo impegno pubblico, portando avanti il discorso socialista e le critiche al capitalismo del padre.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77: considerazioni finali e tutti i vincitori

La 77ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rimarrà nella Storia. È l’edizione dell’emergenza sanitaria, è l’edizione delle incertezze fino all’ultimo, è l’edizione del coraggio e della passione di chi vi ha lavorato, l’edizione dell’assenza di glamour, del ritorno a un cinema più piccolo, inclusivo, estremamente autoriale, sicuramente lontano dalle logiche dello star system che hanno decretato, negli ultimi anni, il successo e i numeri della Mostra del Cinema sdoganando definitivamente questo evento anche al di fuori della cerchia cinefila. È stata un’edizione che, prevedibilmente, ha visto ridimensionati i propri numeri con il 40% di presenze in meno in confronto al 2019 (che è stato l’anno dei record) e 5.500 accrediti venduti in confronto ai 12 mila dello scorso anno. Numeri comunque molto alti in confronto alle previsioni, che hanno dato una dimostrazione molto forte dell’amore di molti per il Cinema, della voglia di ripartire nel migliore dei modi, senza lasciarsi intimorire dalle ferree ma fondamentali misure restrittive che la Biennale ha adottato, impiegando ben 2 dei 14 milioni impiegati per organizzarla.

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