Archivio tag: mostra del cinema di venezia 2021

Finale a sorpresa – Official Competition, la recensione

finale a sorpresa

Competencia oficial (che in Italia arriverà con il titolo Finale a sorpresa – Official Competition) è stato presentato nel concorso ufficiale della 78ª Mostra del Cinema di Venezia e non è un gioco di parole ma la pura verità. Per di più è un film che parla di persone che realizzano un film, quindi è una perfetta operazione di meta-cinema ovvero il cinema che parla di se stesso. Allora è un documentario? No, niente di più lontano. È una commedia, tagliente e spassosa, che si discosta vigorosamente dalle atmosfere standard delle opere festivaliere.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Sundown, la recensione

Quello del critico è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo. Se poi il film da giudicare è Sundown di Michel Franco allora quel compito raggiunge difficoltà estreme. Perchè il regista messicano che aveva stupito e incantato Venezia con Nuevo Orden (vincitore del Gran Premio della giuria nel 2020) torna a far parlare di sé con un film che non lascia spazio a mezze misure. Usiamo un banale luogo comune e affermiamo che un tale film o lo si ama o lo si odia.

Noi non abbiamo nessun dubbio e scegliamo la busta numero due. Perchè Sundown è sconvolgente ed estremo.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La figlia oscura, la recensione

Cara Maggie Gyllenhaal, sei un’attrice adorabile e ti abbiamo apprezzato in molti film. Perché hai scelto un testo così impegnativo per la tua prima opera da regista? The Lost Daughter (La figlia oscura) è un romanzo di Elena Ferrante e non si presta facilmente ad una trasposizione cinematografica che gli sappia rendere il giusto merito. Probabilmente ti ha coinvolto perchè anche tu hai due figlie, come Leda del romanzo, e ti sei facilmente identificata con i suoi problemi ma non hai intuito la complessità della visualizzazione sul grande schermo di tali turbamenti.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Full Time – Al cento per cento, la recensione

Immaginate un thriller frenetico che non si ferma un attimo, in cui i personaggi corrono fin dall’inizio del film da un punto all’altro, colonna sonora elettronica tesa e piena di ritmo che aggiunge concitazione a tutto ciò che succede. Ora immaginate alla storia raccontata con questa atmosfera: potrebbe essere quella di una spia in fuga o di un assassino in cerca della sua preda, di un intrigo internazionale o di una corsa contro il tempo per salvare il mondo.

À Plein Temps, film vincitore di due premi nella sezione Orizzonti alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia che da noi esce come Full Time – Al cento per cento, racconta invece la vita di tutti i giorni di una madre single che abita in periferia e lavora a Parigi e la sua quotidiana corsa contro il tempo per riuscire a fare tutto. Accompagnare i figli dalla vicina, prendere il treno, andare a lavoro, lavorare, tornare a casa e tenere a bada i figli piccoli.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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America Latina, la recensione

I fratelli trentenni Fabio e Damiano D’Innocenzo continuano a decostruire le periferie laziali alla ricerca del torbido che si annida nelle famiglie italiane, nel marcio che cresce nell’animo umano senza distinzione di classe, età, sesso e credo politico. Dopo il fulminante esordio noir de La terra dell’abbastanza (2018), ambientato nel quartiere periferico di Roma East Ponte di Nona, il pluripremiato Favolacce (2020), che faceva sua la periferia romana dei quartieri residenziali, si passa all’Agro Pontino di America Latina, opera numero tre che si avvicina sicuramente più alle atmosfere del loro precedente film per svilupparsi, però, in territori diametralmente opposti.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Illusioni perdute, la recensione

L’adattamento del classico della letteratura scritto da Honoré de Balzac racconta la storia di un poeta di campagna, innamorato della letteratura e animato da alti ideali, che si scontra con la realtà parigina e borghese dell’epoca, uscendone profondamente cambiato e disilluso.

Al centro di Illusions Perdues – Illusioni perdute si trova infatti l’ascesa e la caduta di Lucien (Benjamin Voisin), de Rubembrè da parte di madre e Chardon da parte di padre, a metà tra popolo e nobiltà, con questi ultimi che non lo riconoscono come tale date le origini popolane del padre. Nella Francia della restaurazione e del ritorno alla normalità dopo l’esperienza della Rivoluzione Francese, il giovane poeta di campagna viene supportato da Louise, nobile mecenate del luogo, che lo mette sotto la sua ala protettiva, per poi intraprendere una relazione con lui.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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E’ stata la mano di Dio, la recensione

L’adorazione di Paolo Sorrentino per Maradona ormai è ben nota a tutti, dalle continue citazioni nei suoi film fino ai ringraziamenti nella notte degli Oscar, quando vinse la statuetta per il miglior film straniero grazie a La grande Bellezza. Un legame, quello tra Maradona e la città di Napoli, che va oltre il semplice tifo, e che si intreccia in profondità con la vita del giovane Sorrentino. Citando il regista infatti: “A me Maradona ha salvato la vita“.

È stata la mano di Dio, il nuovo film di Paolo Sorrentino presentato in concorso alla 78ª Mostra del Cinema di Venezia, fin dal titolo non nasconde l’elogio del campione argentino, scomparso il 25 novembre del 2020, citando quello storico gol di mano che gli valse l’appellativo “la mano di Dio”. Il film però non è assolutamente una biografia di Maradona, ma un film che racconta la forza del legame tra la città di Napoli e lo stesso Sorrentino alla figura del più grande calciatore della storia.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ultima notte a Soho, la recensione

La giovane Eloise sta finalmente per coronare il suo sogno: andare a Londra a studiare in una prestigiosa scuola di moda per diventare una stilista. La ragazza segue tutte le raccomandazioni dell’amata nonna, rendendosi presto conto che la vita da matricola universitaria è ben più complicata di quello che si sarebbe potuta aspettare. Eloise decide, così, di lasciare l’alloggio per studenti e prende in affitto una stanza da sola in una vecchia abitazione nel quartiere di Soho. Da questo momento, ogni notte, Eloise compie magicamente un viaggio temporale e si ritrova nella Londra anni ’60 impersonando Sandy, una bellissima aspirante cantante. Inizialmente questo strano evento fornisce alla ragazza la carica e l’ispirazione per i suoi studi, ma ben presto scopre che Sandy è al centro di un’avventura d’orrore davvero terrificante!

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Il bambino nascosto, la recensione

Gabriele Santoro (Silvio Orlando) vive in un quartiere popolare di Napoli ed è titolare della cattedra di pianoforte al Conservatorio San Pietro a Majella. Una mattina, mentre sta radendosi la barba, il postino suona al citofono per avvertirlo che c’è un pacco, lui apre la porta e, prima di accoglierlo, corre a lavarsi la faccia. In quel breve lasso di tempo, un bambino di dieci anni si insinua nel suo appartamento e vi si nasconde. “Il maestro” – così lo chiamano nel quartiere Sanità – se ne accorgerà solo a tarda sera. L’intruso è Ciro (Giuseppe Pirozzi), un bambino che abita con i genitori e con i fratelli al piano di sopra del suo stesso palazzo.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La scelta di Anne – L’Événement, la recensione

L’Événement, diretto da Audrey Diwan, è un adattamento dell’omonimo romanzo del 2000 scritto da Annie Ernaux che racconta la storia di una giovane ragazza che si ritrova incinta senza volerlo nella Francia degli anni ’60.

Anne (Anamaria Vartolomei) studia al liceo, è una studentessa modello e conduce una regolare vita sociale, tra amicizie e la scoperta della propria sessualità. A rompere la normalità iniziale è la scoperta di essere rimasta incinta. Anne, infatti, non vuole rinunciare ai suoi sogni e agli studi e per questo non vuole portare a termine la gravidanza.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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