Archivio tag: movies inspired

Ema, la recensione

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Un semaforo va a fuoco in una strada deserta. L’unica presenza è una donna con un lanciafiamme in mano che osserva il suo operato.

Questa è la prima immagine di Ema, nuovo lungometraggio di Pablo Larraín in Concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia.

Ema è la protagonista del film: ballerina cilena di danza moderna dai capelli biondi ossigenati, sta divorziando dal marito Gastòn a causa dell’adozione fallimentare del piccolo Polo. Infatti il bambino, avendo dato prova di comportamenti problematici, quali appiccare incendi in casa, uccidere il gatto chiudendolo nel freezer o dar fuoco al volto della zia, viene rimesso in adozione.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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L’anno che verrà, la recensione

Samia (Zita Hanrot), giovane ispettrice scolastica, vicepreside alle prime armi, si trasferisce dall’Ardèche nel municipio di Saint-Denis, per lavorare in una scuola media pubblica. A Saint-Denis, Samia scopre i quotidiani conflitti, interiori ed esteriori, che gravano sugli alunni, immersi in una realtà sociale problematica e, al contempo, l’incredibile vitalità ed umorismo degli allievi e della sua squadra di docenti. Tra questi ci sono Moussa, il figo del quartiere, e Dylan, il burlone. Samia si adatta e scova il modo migliore per canalizzare l’energia degli elementi più irrequieti. La sua situazione personale complicata la avvicina naturalmente a Yanis (Liam Pierron), adolescente vitale e intelligente di cui ha compreso il potenziale.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Nel nome della terra, la recensione

Edouard Bergeon è un regista nato e cresciuto nelle campagne francesi, autore di documentari e servizi giornalistici con lo sguardo sempre rivolto ai lavoratori della terra. Per la prima volta si è dedicato alla realizzazione di un lungometraggio di (pseudo) finzione che uscirà al cinema in Italia giovedì 9 luglio grazie a Movies Inspired: Nel nome della terra (Au nom de la terre).

La storia non è del tutto inventata, anzi quasi per niente; Bergeon ha solo trasposto sul grande schermo la sua vita e quella della sua famiglia, senza nemmeno romanzarla eccessivamente. Per una migliore adesione del racconto a ciò che accadde realmente, il regista è arrivato anche a utilizzare il diario originale di sua madre in cui venivano annotati alcuni eventi salienti ed estremamente personali della vita di famiglia.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Tesnota, la recensione

In queste torride notti di mezza estate, la struttura distributiva italiana ha un sogno ricorrente: trovare un’idea che possa riportare gli spettatori al cinema anche nei mesi di luglio e agosto (e non parliamo del cosiddetto Moviement). Uno di questi tentativi consiste nel ripescare film d’autore – magari molto apprezzati in prestigiosi Festival – che erano stati lasciati ad invecchiare come se fossero forme di Parmigiano-Reggiano.

Tesnota di Kantemir Bagalov è un esempio di quanto sopra; fece parte della selezione “Un Certain Regard” al Festival di Cannes del 2017 ed è in uscita in sala in Italia solo il prossimo 1° agosto grazie a Movies Inspired.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il ritratto negato, la recensione

Il ritratto negato (Powidoki) è l’ultimo film lasciatoci in eredità dal cineasta polacco (anzi, artista a tutto tondo) Andrzej Wajda. Per indagare e cercare di comprendere il poetico contenuto del film occorre inquadrare brevemente il periodo storico in cui è ambientato il racconto.

Siamo in Polonia nel 1950. Nel primo dopoguerra il Partito Operaio Unificato Polacco controllava l’intero paese ed era strettamente legato all’Unione Sovietica. La “longa manus” del governo non si limitava a dettare le regole sociali e politiche ma si spingeva anche oltre. L’arte, in generale, doveva asservire ai dettami imposti dal Partito e l’unico schema da seguire con rigore era il cosiddetto “realismo socialista”.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il Presidente, la recensione

Tra le nevi della cordigliera delle Ande è in corso un vertice con la presenza dei Capi di Stato dei paesi latino-americani. In una sperduta località cilena a tremila metri di quota, in un irreale stato di isolamento – anche mediatico – si decidono alleanze politiche, strategiche ed economiche. Brasile, Argentina, Messico, Cile e tutti gli altri stati sudamericani devono deliberare su una questione di grande rilevanza socio-economica che coinvolge gli interessi di tutti.

Un evento tanto importante non poteva prescindere anche da una ficcante regia occulta dei “gringos” statunitensi.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Una Luna chiamata Europa, la recensione

Film davvero interessante, quello che si ambienta in Ungheria e che riesce a unire temi lontani come il Cristianesimo e la più recente (purtroppo oramai decennale) crisi migratoria. Qui Gesù è un profugo siriano, di quelli che attraversano un lago e passano dall’Estremo Oriente alla giovane Europa. Europa è anche il nome di una delle lune di Giove, il Pianeta più grande dell’intero sistema solare; questa luna tuttavia è anche una di quelle nascoste, che non sono visibili, un po’ la caratteristica principale del giovane siriano, che nell’atto di migrare perde il padre perché l’imbarcazione è bloccata, e diviene oggetto di una sparatoria.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ippocrate, la recensione

Ippocrate, antico medico greco, famoso per aver messo sullo stesso piano professionalità e morale.

Ippocrate, film prodotto nel 2014 e uscito in Italia nel 2018, cerca una morale nella professionalità di medici parigini, il cui lavoro spesso impone di ignorare i principi del medico greco.

Una breve sinossi: il giovane medico Benjamin (Vincent Lacoste), figlio del capo reparto di medicina interna – branca ospedaliera ben delineata nel telefilm Doctor House (spesso citato in maniera ironica in questo lungometraggio) – inizia a lavorare a Parigi nello stesso reparto del padre; con lui è arrivato a esercitare la professione anche un altro medico abbastanza giovane, Abdel (Reda Kateb), algerino, che ha già avuto modo di fare esperienza nel suo Paese, ma che adesso vuole trasferire la sua famiglia in Francia. Attraverso le esperienze di questi due dottori, il regista punta a screditare parte del sistema sanitario francese.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Abracadabra, la recensione

Periferia di Madrid. Carlos è un operaio tifoso del Real Madrid dall’indole animalesca e aggressiva. Insensibile verso sua moglie, la casalinga Carmen, e la figlia adolescente, un giorno Carlos accetta di farsi ipnotizzare durante la festa di matrimonio di un suo amico. Da quel momento la vita di Carlos cambierà: l’esperimento di ipnosi fa sì che lo spirito di uno sconosciuto, defunto 35 anni prima, entri nel suo corpo, trasformandolo in un’altra persona. Inizialmente colpita positivamente dal cambiamento di suo marito, Carmen capisce che lo spirito intruso potrebbe essere una minaccia per la sua incolumità e quella di sua figlia, così cerca un modo per scacciare il nuovo Carlos…

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Insyriated, la recensione

Insyriated è un film davvero difficile. Certo non per quanto riguarda la messa in scena, in quanto il film è ambientato unicamente nella casa-fortezza di una famiglia siriana, di cui ci viene mostrata una giornata tipo di ordinaria follia. Ma il regista belga Philippe Van Leeuw, pur trattando tale materia in maniera lineare e rigorosa, finisce per spezzare più volte la routine artefatta della famiglia, in modo da mostrarci tutto l’orrore che si nasconde oltre le tende del loro appartamento.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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