Archivio tag: paolo virzì

Ella & John: The Leisure Seeker, la recensione

Paolo Virzì arriva in America. E lo fa trasportando sullo schermo il libro di Michael Zadoorian The Leisure Seeker, con due protagonisti d’eccezione: Helen Mirren e Donald Sutherland.

Will arriva come di consueto a casa dei genitori, grandi cambiamenti si avvicinano e bisogna definire gli ultimi dettagli. Ma la casa è vuota, di Ella e John non c’è traccia. Will si accorge con orrore che manca anche il piccolo e vecchio camper con cui avevano girato il paese da bambini, il Leisure Seeker.

Così inizia questo film, un rocambolesco road movie over sessanta che attraversa mezza America con un’unica, grande meta: la casa di Hemingway a Key West.

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La Pazza Gioia, la recensione

Tra gli autori del cinema italiano professionalmente nati un ventennio fa, Paolo Virzì si distingue come uno dei più interessanti e completi. Appartenente a quella poco simpatica cerchia di artisti “politicamente impegnati”, Virzì ha però il pregio di saper fare cinema nel senso più assoluto del termine, con estrema malleabilità di generi e con un crescente perfezionamento del mezzo tecnico. E La Pazza Gioia è semplicemente l’apice di questa crescita.

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Il Capitale Umano rappresenterà l’Italia agli Oscar 2015?

Continuano i fortunati riscontri per Il capitale umano di Paolo Virzì, che è stato indicato all’Anica dalla commissione selezionatrice come candidato per l’Italia all’Oscar straniero. Dovremo, tuttavia, aspettare il 15 gennaio 2015 per scoprire l’esito della candidatura. Non è certo il primo duello, per Virzì, con i parametri dell’Academy; nel 2011, infatti, anche la commedia agrodolce La Prima Cosa Bella fu scelta come candidato italiano per il miglior film straniero.

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Nastri d’Argento 2014: tutti i candidati! [FOTO]

Si è svolta ieri sera, nella modernissima cornice del MAXXI, più glamour che mai, la cerimonia nel corso della quale sono state annunciate le candidature dei Nastri d’Argento 2014. Una vera e propria parata di elegantissime stelle nostrane ha costellato la serata, che ha riunito nello stesso luogo la quasi totalità dei volti per antonomasia del cinema italiano contemporaneo. Non capita tutti i giorni, infatti, di vedere Carlo Verdone scambiare due chiacchiere con Enrico Vanzina, o un emozionato Paolo Virzì abbracciare il maestro Ettore Scola… Ma neanche ordinare un cockatil al bar e inciampare in Claudio Amendola.

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Noi 4, la recensione

La famiglia, argomento caro alla tradizione cinematografica tanto da diventare tematica portante di tanti cineasti di rilevanza mondiale, basti pensare al magnifico affresco che Steven Spielberg ha costruito durante tutta la sua carriera analizzando e decostruendo proprio l’istituto famigliare. Il cinema italiano, in particolare, sembra particolarmente legato al tema della famiglia, in quanto elemento fondante della cultura nostrana, tanto che la grande tradizione sia del cinema popolare che di quello più d’élite ha sempre avuto un occhio di riguardo per la raffigurazione di nuclei famigliari, spesso allargati, specchio dei tempi nei quali la narrazione si inserisce. Francesco Bruni, noto in particolare per l’ottimo lavoro come sceneggiatore – per esempio per i film di Virzì fin dai tempi di Ferie d’agosto – e passato alla regia nel 2011 con il riuscitissimo Scialla!, va ad inserirsi spudoratamente in questa lunga tradizione tematica e confeziona Noi 4, un film che è la cronaca quotidiana di una famiglia borghese romana.

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Il capitale umano, la recensione

Quanto vale la vita di un uomo?

Una domanda a cui apparentemente non si può dare risposta, perché si sa, la vita non ha prezzo e se lo avesse sarebbe inestimabile. Eppure non è così, la vita di un uomo è economicamente quantificabile, esistono precisi procedimenti che ne stabiliscono il valore e che scaturiscono da determinate variabili. Ma questo è solo il punto d’arrivo del nuovo film di Paolo Virzì, Il capitale umano, che segue una struttura elaborata e ricca di spunti narrativi senza perdere mai di vista una visione nerissima della società contemporanea, così gretta, immorale ed economico-centrica da essere in grado, appunto, di monetizzare qualsiasi cosa, anche la vita.

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Anni felici, la recensione

Guido è un artista che vorrebbe essere d’avanguardia, si impegna ad apparire sovversivo, anarchico e “cattivo” ma finisce per sentirsi sempre eccessivamente oppresso da una famiglia troppo borghese e invadente. Serena, sua moglie, è una donna molto insicura e piena di ansie che pur non amando l’arte non riesce a vivere lontano da suo marito. Dario e Paolo, i loro figli di dieci e cinque anni, sono gli unici testimoni diretti dei continui battibecchi, tradimenti e pulsioni erotiche di Guido e Serena. 1974, Roma. Lo spaccato di vita quotidiana di una famiglia italiana tra tensioni, passioni e incertezze.

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