Archivio tag: recensione

Tutti a bordo, la recensione

Dopo aver diretto nel 2019 Attenti al gorilla, il regista napoletano Luca Miniero ritorna al cinema con il suo undicesimo lungometraggio dal titolo Tutti a bordo, il remake della commedia francese Attention au départ di Benjamin Euvrad, anche se per la versione italiana si è avvalso di alcune sostanziali modifiche. Il film, prodotto da Indiana Production e Medusa Film, racconta il viaggio in treno di sette bambini in giro per l’Italia.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Anna Frank e il diario segreto, la recensione

Siamo ad Amsterdam, ad un anno da oggi (come ci suggerisce la didascalia che apre il film). Un violento temporale si abbatte sulla città nel mentre che una lunga fila di persone attende di poter entrare a visitare la casa rifugio di Anna Frank, oggi adibita a museo della memoria. All’interno di questo, esposto in bella vista nel salone principale, c’è il Diario di Anna Frank. Un fulmine si scaglia contro il museo, la teca che protegge il diario va in frantumi e dall’inchiostro di queste pagine si materializza Kitty, ovvero la compagna di penna immaginaria a cui si è rivolta Anna Frank durante i due anni di clandestinità. Kitty è spaesata, non capisce cosa è accaduto né dove si trova. Non ha la più pallida idea di non essere reale e così il suo primo pensiero è quello di mettersi alla ricerca di Anna, la sua compagna di penna che un giorno ha smesso improvvisamente di scriverle.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Mona Lisa and the Blood Moon, la recensione

Una giovane ragazza, Mona Lisa Lee (Jeon Jong-seo), fugge da un manicomio dove è stata rinchiusa in isolamento per anni manifestando degli strani poteri con i quali sembra poter controllare gli altri. La ragazza vagherà in fuga dal luogo da cui è rinchiusa da anni, incontrando nel tragitto vari personaggi eccentrici e bizzarri. Tra coloro che incroceranno la sua strada abbiamo: il Dj/Spacciatore Fuzz (Ed Skrein), che inizialmente sembra interessato ad approfittare della spaesata ragazza ma che forse nasconde un lato più tenero; la stripper Bonnie Bell (Kate Hudson) che la vede come un modo per ottenere soldi facili sfruttando i suoi poteri; il figlio di Bonnie (Evan Witthen), inizialmente diffidente nei confronti della ragazza ma che pian piano arriverà a conoscerla meglio; un poliziotto, interpretato da Craig Robinson (Darryl di The Office) che la inseguirà cercando di riportarla nella struttura da cui è fuggita, nonostante l’invito a dimenticare ciò che sa del biscotto della fortuna preso durante una notte di luna piena.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

La notte del 12, la recensione

È la notte del 12 ottobre. In un tranquillo paesino di montagna nella Francia sud-orientale si compie un omicidio atroce: Clara, una ragazza poco più che adolescente, viene uccisa da uno sconosciuto che le da fuoco e la lascia morire per strada fra le fiamme. Il caso viene affidato al giovane capitano della polizia giudiziaria di Grenoble, Yohan Vivès. Il giovane poliziotto, dopo aver informato la famiglia di Clara del tragico avvenimento, inizia un’indagine che lo porta ad incontrare e conoscere tutti gli amici di Clara, i semplici conoscenti o i fugaci amanti. L’indagine, che sin da subito sembra non portare da nessuna parte, fa sprofondare Yohan nella depressione e nell’ossessione quando realizza che tutti gli interrogati potrebbero essere colpevoli dell’omicidio. Ma la cosa peggiore è rappresentata da una società che, davanti ad un caso del genere, sembra essere più propensa a condannare la vittima che a scovare il carnefice.

A tre anni di distanza dal suo precedente Only the Animals – Storie di spiriti amanti, il regista tedesco naturalizzato francese Dominik Moll torna al thriller e lo fa con una storia cruda e soffocante tratta da una triste storia vera narrata nel libro inchiesta 18.3 Une annéè à la PJ di Pauline Guéna.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Dante, la recensione del film di Pupi Avati

Ravenna, 1321: dopo una vita trascorsa da esiliato, rinnegato e per lo più sottovalutato, esala il suo ultimo respiro Dante Alighieri. Trent’anni dopo, il poeta Giovanni Boccaccio, noto studioso e appassionato dell’opera dantesca, riceve un incarico molto delicato dalla confraternita fiorentina della Compagnia dei Laudesi: dovrà recarsi a Ravenna e consegnare dieci fiorini d’oro a Suor Beatrice, la figlia di Dante Alighieri nonché monaca a Ravenna nel monastero di Santo Stefano degli Ulivi. Quella somma in denaro, quei dieci fiorini d’oro, altro non sono che un risarcimento simbolico per quell’esilio ingiustamente subito da suo padre. Durante il lungo viaggio da Firenze a Ravenna, Boccaccio non può fare a meno di incontrare una serie di persone che hanno avuto il piacere di conoscere in vita Dante Alighieri. Il Dante uomo e non ancora il Dante leggenda. Molti ne parlano con stima, altri lo considerano solo un eretico che ha meritato il trattamento ricevuto. Grazie a questi incontri, a Giovanni Boccaccio viene data la possibilità di rivivere la giovinezza di Dante e di sapere di più circa quell’innamoramento ideale con Beatrice che ha portato il sommo poeta a scrivere il più grande componimento letterale di tutti i tempi. 

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Omicidio nel West End, la recensione

Il genere giallo sta tornando di moda al cinema? Stando ad alcune sistematiche e strategiche uscite si direbbe che ci stia provando. Merito del successo di pubblico di Assassinio sull’Orient Express (2017), quasi bissato da Assassinio sul Nilo (2022) e del successo di pubblico e critica di Cena con delitto – Knives Out (2019) che a breve proverà a bissare con Knives Out: Glass Onion. Nell’attesa del sequel di Rian Johnson, però, il giallo si manifesta in quella che in diverse occasioni passate è sembrata la sua più naturale quanto bizzarra contaminazione, la commedia, e arriva al cinema Omicidio nel West End (See How They Run, in originale) di Tom George.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Venezia79. Siccità, la recensione del disaster-movie di Paolo Virzì

L’ultimo film di Paolo VirzìSiccità, è in parte profetico ed in parte escatologico. Ed è il film più metafisico ed attuale del prolifico regista toscano. Per di più contiene un intero universo di storie, di trame e temi.

C’è tutto, forse troppo in una summa non teologica ma socio-esistenziale che raccoglie le paure, ansie e frustrazioni di una popolazione messa alle corde dalla mancanza di quell’elemento tanto semplice quanto essenziale che è l’acqua.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Smile, la recensione

La psicoterapeuta Rose Cotten assiste inerme al suicidio di una sua paziente che, prima di compiere l’estremo gesto, le rivela di essere perseguitata da una presenza malefica che prende le sembianze di persone a lei note, contraddistinte da un inquietante ghigno. Da quell’accaduto, anche Rose comincia ad essere vittima di episodi sempre più strani che sembrano coincidere con le allucinazioni descritte dalla sua paziente. In breve tempo, la vita di Rose si trasforma in un incubo, cominciano a riemergere i fantasmi di un passato traumatico che aveva cercato di dimenticare e si affaccia perfino l’ipotesi della malattia mentale. Ma la donna sta davvero impazzendo oppure la sinistra presenza ha scelto lei come sua nuova vittima?

Cosa c’è di meglio per inaugurare l’autunno cinematografico che un bell’horror a base di maledizioni e demoni spaventosi?  Quest’anno ci pensa l’esordiente Parker Finn che attinge a un suo cortometraggio di un paio di anni fa, Laura Hasn’t Slept, per costruirgli attorno un lungo dal titolo Smile, che nulla ha a che fare con l’omonimo horror di Francesco Gasperoni del 2009.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Venezia79. Blonde, la recensione. Un lungo incubo a occhi aperti

Non sono una star, sono solo una bionda

Ma sei davvero bionda?

No

Inondata dai riflettori, Ana de Armas interpreta Norma Jean/Marilyn Monroe nel nuovo film di Andrew Dominik (L’assassinio di Jessie James per mano del codardo Robert Ford, Killing Them Softly), tratto dal romanzo dall’omonimo nome scritto da Joyce Carol Oates, bestseller nel 2000, che racconta la storia di Marilyn mischiando realtà e finzione.

Il film più che essere un biopic è infatti un incubo di 165 minuti, un flusso di sogni, ricordi, pensieri, che sembrano provenire dalla mente della stessa Marilyn. Il montaggio e la struttura narrativa del film rendono l’opera un continuo flusso di eventi, in cui sogni e realtà si confondono e l’azione sembra non fermarsi mai, trascinandoti nella vorticosa e tragica vita della diva statunitense e della donna dietro di lei.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Disponibili In DVD Lunana – Il villaggio alla fine del mondo e Gagarine – Proteggi ciò che ami

Usciti in sala per lo più in sordina, entrambi sotto il marchio della label Officine UBU che da sempre si dimostra molto attenta alla qualità dei suoi prodotti, arrivano adesso in home video con CG Entertainment due piccoli sguardi d’autore che individuano un punto d’incontro nella loro squisita volontà di rivolgersi agli spettatori appellandosi dritti al cuore di chi guarda. Due film piccoli, d’ampio respiro ma dalla narrazione minimale, capaci di fare perno su emozioni e stati d’animo che vivono nel profondo di tutti noi. Cultura, spiritualità, il ricongiungimento con l’ordine naturale delle cose e il bisogno innato di appartenere ad un gruppo, quindi l’identità individuale. Queste sono solo alcune delle importanti tematiche che vengono approfondite, in modo tutt’altro che banale, nei due film in questione. Vi parliamo perciò del bellissimo film bhutanese Lunana – Il villaggio alla fine del mondo, primo film nella Storia che ha permesso al Bhutan di accedere alla cinquina finale degli Oscar, e dell’originale film francese Gagarine – Proteggi ciò che ami. Entrambi i film arrivano sul mercato home video – ahinoi – solo ed esclusivamente su supporto DVD.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)