Archivio tag: recensione

Cobra Kai – Seconda stagione: scontro con la vita reale

Il 24 aprile è uscita sul canale streaming di Youtube, la nuova stagione di Cobra Kai, la serie che aveva sorpreso tutti lo scorso anno. Era stata presentata come il sequel a uno dei film più amati degli anni ’80, Karate kid, però dal punto di vista di quello che era stato il bullo per antonomasia della storia: Johnny Lawrence (interpretato da William Zabka).

La trama quindi veniva ribaltata: trovavamo un uomo in piena crisi di mezza età, deciso a riprendersi la sua vita e contemporaneamente anche una piccola rivincita verso colui che lo umiliò tanto da ragazzo (il nostro primo protagonista Daniel Larusso/Ralph Macchio), rimettendo in piedi il dojo di karate che l’aveva formato, per l’appunto il Cobra Kai.

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Calibre, la recensione

Vaugh e Marcus sono due amici di lungo corso. Il secondo, molto più esuberante e gioviale, convince il futuro padre Vaugh ad accompagnarlo per i boschi scozzesi per una battuta di caccia della durata di tre giorni. Giunti nella piccola comunità, i due forestieri non vengono presi di buon occhio dagli abitanti locali e una tragedia che si consumerà nella foresta farà inevitabilmente precipitare gli eventi.

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10 giorni senza mamma, L’agenzia dei bugiardi e Attenti al gorilla: la nuova commedia all’italiana in DVD

Warner Bros Home Entertainment continua a farsi portabandiera della nuova commedia all’italiana e così distribuisce (solo) in DVD alcune recenti commedie nostrane approdate sul grande schermo ad inizio anno. Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Giampalo Morelli, Paolo Ruffini, Herbert Ballerina, Frank Matano, Pasquale “Lillo” Petrolo, Cristiana Capotondi e soprattutto Diana Del Bufalo (minimo comune denominatore di tutti e tre i titoli) sono i protagonisti di queste commedie “tutte da ridere” proposte da Warner Bros. Nello specifico stiamo parlando del gradevolissimo 10 giorni senza mamma, dell’insipido L’agenzia dei bugiardi e del surreale Attenti al gorilla.

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Alive in France, la recensione

Abel Ferrara è un regista, sceneggiatore, attore e cantante che ha sempre vissuto rifuggendo da ogni convenzione diventando, paradossalmente, il più convenzionale dei trasgressori. Il documentario Alive in France, distribuito da Mariposa Cinematografica, ne vorrebbe incorniciare la carriera ma ne tratteggia, al contrario, una parabola discendente.

Ci chiediamo: quale può essere il valore aggiunto di un’operazione mediatica che segue il tour musicale in Francia di questo personaggio vulcanico, eclettico, eccessivo, originale ma privo di glamour?

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John Wick 3 – Parabellum, la recensione

john wick 3

Che il cinema action stia vivendo un momento di grande rilancio grazie a diversi blockbuster a stelle e strisce è sotto gli occhi di tutti, grazie anche a una nuova generazione di registi cresciuti a pane e film di Hong Kong che ha idee ben chiare su come gestire l’azione cinematografica, offrendo allo spettatore esperienze spettacolari e rocambolesche sequenze di combattimenti. Ma fa piacere soprattutto notare che a contribuire a questa rinascita e allo stesso tempo cavalcarne il successo è stato un piccolo film (neanche 20 milioni di budget) diretto da un regista esordiente dal passato come stuntman e interpretato da un attore sulla via del tramonto. Parliamo di John Wick, diretto nel 2014 da Chad Stahelski e interpretato da un convincentissimo Keanu Reeves.

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Dolor y gloria, la recensione

Durante la 75° Mostra del Cinema di Venezia, il presidente della Biennale Paolo Baratta in un incontro informale ha rivelato come il presente del cinema sia contraddistinto da due caratteristiche fondamentali: uno stravolgimento continuo della struttura classica in tre atti e il ricorso ad un materiale personale ed emotivo ormai irrinunciabile. Registi emergenti alle prese con l’opera prima, maestri affermati dell’ultimo secolo riescono con sempre maggior naturalezza a comunicare un’intimità spesso relegata a grandi capolavori o a casi isolati.

Dolor y Gloria si inserisce in questo solco alla perfezione e forse è l’opera perfetta per raccontare questa nuovo corso cinematografico. Secondo lo stesso Pedro Almodóvar il film è la conclusione di una trilogia – iniziata 32 anni fa con La legge del desiderio e proseguita con La mala educación – in cui la biografia del regista spagnolo si intreccia con il desiderio e la finzione cinematografica.

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Unfriended: Dark Web, la recensione

Prodotto nel 2014 ma distribuito nei cinema l’anno successivo da Universal Pictures e Blumhouse, Unfriended – che inizialmente si intitolava Cybernatural – ha rappresentato un piccolo salto in avanti nel cinema horror di impostazione POV, un’estremizzazione che, a suo modo, ha fatto tendenza gettando una boccata d’aria fresca nel logoro concept dei found footage in prima persona. Il film di Levan Gabriadze, infatti, si svolgeva completamene sul monitor di un computer, tra chat, videochiamate, ricerche on line e video su youtube, un format prontamente riciclato in chiave thriller con il brillante Searching (2018) di Aneesh Chaganty e ora riproposto nel sequel ufficiale del film di Gabriadze, Unfriended: Dark Web.

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Quando eravamo fratelli, la recensione

Le famiglie felici si somigliano tutte, le famiglie infelici lo sono ognuna a modo suo”, diceva Tolstoj in Anna Karenina, molti anni prima di veder fiorire un canone cinematografico così declinato: coming-of-age in cui un giovane inizia a esplorare la propria individualità sessuale e non, processo ostacolato dalla presenza di genitori inaffidabili e periferie americane dall’allure malinconicamente fatiscente.

Uno dei casi più recenti in tal senso è il film Moonlight diretto da Barry Jenkins, il quale cavalca con padronanza quest’ondata di cliché e a cui vola spesso il pensiero guardando Quando eravamo fratelli di Jeremiah Zagar. Ambientato negli anni Novanta e perciò girato in 16mm per dare una veste vintage alla fotografia, il film di Zagar racconta la formazione del piccolo Jonah tra giochi coi fratelli e liti genitoriali furibonde.

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Attenti a quelle due, la recensione

Il gioco del remake al femminile continua ad entusiasmare Hollywood nonostante il buzz negativo che spesso si genera intorno a questo genere di operazioni e i risultati sulla carta spesso dolenti. Dopo gli acchiappafantasmi di Ghostbusters e i ladri di Ocean è ora il turno dei due seduttori interpretati da Marlon Brando e David Niven di tingersi di rosa.

Dopo una navigata esperienza alla direzione di alcuni episodi dell’acclamata serie Veep, Chris Addison al suo debutto sul grande schermo confeziona una commedia della truffa sciatta, prevedibile e tutt’altro che memorabile: Attenti a quelle due.

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Cimitero vivente: il Pet Sematary originale rivive in blu-ray

Mentre sul grande schermo impazza il Pet Sematary diretto da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, che ha già fatto guadagnare alla Paramount un totale di quasi 110 milioni di dollari nel mondo, negli store la stessa Paramount riedita il primo adattamento cinematografico di Pet Sematary, Cimitero vivente, che arriva sul mercato italiano per la prima volta in alta definizione e in ultra HD.

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