Archivio tag: recensione

Croce e delizia e Scappo a casa disponibili in DVD

Con Warner Bros il recente intrattenimento home video è all’insegna della commedia all’italiana. Due film passati in sala nei primi mesi dell’anno ed entrambi interessati a riflettere, in modo intelligente quanto divertente, su problematiche legate all’intolleranza. Da una parte, infatti, abbiamo il brillante Croce e delizia di Simone Godano che ci parla di omosessualità in modo tutt’altro che banale; dall’altro lato invece, con Scappo a casa di Enrico Lando si riflette in modo decisamente più giocoso sulla condizione degli immigrati in Italia e all’estero. Come da tradizione per quanto riguarda certo cinema italiano, i due film sono da poco disponibili in home video solo su supporto DVD.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Serenity – L’isola dell’inganno, la recensione

Le vie del postmoderno sono infinite e se il cinema del XXI° secolo ci sta insegnando una lezione è che l’unica via per il “nuovo” è il riciclo selvaggio del “vecchio”, ancor meglio se il risultato è generato da un sapiente quanto irresponsabile mix di generi e suggestioni. Steven Knight, fiore all’occhiello dell’attuale parco di sceneggiatori hollywoodiani, conosce bene questa lezione e sta improntando la sua carriera sul concetto di contaminazione, atta alla creazione di oggetti pop tanto affascinanti quanto stranianti: basti pensare ad Allied – Un’ombra nascosta di Robert Zemeckis e Millennium: Quello che non uccide di Fede Álvarez, oggetti imperfetti eppure palesemente risultato di scelte molto oculate.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Chernobyl: il nocciolo della questione

L’orrore.

Il dolore.

L’angoscia.

L’ansia.

Immagini truci, crude e che fanno letteralmente rivoltare lo stomaco.

Gli attori così bravi, da sembrare davvero i politici russi di fine anni Ottanta.

Una catastrofe immane, un evento realmente accaduto.

Sì, parliamo di Chernobyl, la serie tv più bella di sempre e con il voto più alto della storia dato dagli utenti (più di Breaking Bad, più di Game of Thrones, più di qualsiasi altro prodotto seriale).

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Murder Mystery, la recensione

Se coltivate il sogno segreto di improvvisarvi detective dopo aver casualmente assistito a un omicidio, Murder Mystery vi farà drizzare le antenne (per poi farvele afflosciare… ma andiamo per gradi). A impersonare la signora Fletcher del caso abbiamo due nomi forti della commedia: Jennifer Aniston e Adam Sandler.

Audrey e Nick Spitz sono sposati da quindici anni; lei è “solo una dannata parrucchiera” appassionata di gialli, lui un agente di polizia col vizietto della menzogna compulsiva. La più grossa di tutte: aver fatto credere alla moglie di essere diventato detective, quando in realtà ha fallito l’esame ben tre volte.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 4.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +1 (da 1 voto)

Injustice for all: When They See Us di Ava DuVernay

La regista afroamericana Ava DuVernay nella miniserie When They See Us ci racconta, in appena quattro episodi, l’incredibile vicenda giudiziaria di alcuni ragazzi di colore condannati senza prove evidenti per uno stupro che non hanno mai commesso. Il caso è quello noto della jogger di Central Park, che nell’aprile del 1989 venne trovata in fin di vita dopo essere stata derubata, pestata ed infine violentata.

Chi sono i loro che ci guardano? Le autorità? I bianchi? E quando ci guardano cosa vedono? Criminali e presunti colpevoli già solo per avere una pelle diversa, una cultura diversa, un modo di vivere diverso. È questo il messaggio che sembra far passare la regista e co-autrice della sceneggiatura: ma è un black quotes necessario nell’era Trump/Salvini che stiamo vivendo, mai forzato e sempre funzionale alla vicenda raccontata.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Il ritratto negato, la recensione

Il ritratto negato (Powidoki) è l’ultimo film lasciatoci in eredità dal cineasta polacco (anzi, artista a tutto tondo) Andrzej Wajda. Per indagare e cercare di comprendere il poetico contenuto del film occorre inquadrare brevemente il periodo storico in cui è ambientato il racconto.

Siamo in Polonia nel 1950. Nel primo dopoguerra il Partito Operaio Unificato Polacco controllava l’intero paese ed era strettamente legato all’Unione Sovietica. La “longa manus” del governo non si limitava a dettare le regole sociali e politiche ma si spingeva anche oltre. L’arte, in generale, doveva asservire ai dettami imposti dal Partito e l’unico schema da seguire con rigore era il cosiddetto “realismo socialista”.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Spider-Man: Far From Home, la recensione

Così come accaduto nel 2018, anche quest’anno i Marvel Studios hanno strutturato l’uscita dei loro film facendo seguire a un titolo importante e dai toni drammatici un film più leggero, utile a smorzare con umorismo e il linguaggio della commedia i fatti gravosi raccontati in primavera. Se lo scorso anno al primaverile Avengers: Infinity War ha fatto seguito l’estivo Ant-Man and the Wasp, ora all’intenso Avengers: Endgame segue Spider-Man: Far From Home. Ma attenzione, perché il secondo film assolo di Spider-Man non è solo un passatempo utile a temporeggiare in attesa di un nuovo film collettivo, ma si fa anche portatore di importanti sviluppi all’interno del Marvel Cinematic Universe.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +2 (da 2 voti)

Stranger Things 3: un’estate per crescere

Nel momento in cui Netflix annuncia che Stranger Things 3 ha battuto tutti i record del colosso dello streaming raggiungendo in soli 4 giorni ben 40 milioni di account, ci troviamo a trarre le fila di una stagione chiaramente creata come punto di transizione all’interno dell’avventura larger than life dei ragazzini di Hawkins, nell’Indiana, e del loro particolare approccio con il soprannaturale e l’entrata nell’età adulta.

La terza stagione di Stranger Things, infatti, si concentra sulla crescita: l’estate di un gruppo di ragazzini che si fa metafora della loro passaggio all’età adulta. Perché l’estate si sa, è una stagione di transizione, di crescita, di esperienze: finisce l’anno scolastico e si apre un mondo che tra vacanze al mare, campi estivi, gite all’estero, riesce a segnare quei bambini, a farli crescere, dar loro quei ricordi che li fa sentire un po’ più maturi e pronti ad affrontare un nuovo, difficilissimo anno scolastico o, in generale, la vita.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +2 (da 2 voti)

Shaft, la recensione

Samuel L. Jackson torna a vestire i panni di John Shaft. No, non l’icona della blaxploitation cui  Richard Roundtree diede il volto nei primi anni ’70: suo figlio. Anch’egli chiamato John Shaft. Così come il terzo della dinastia, interpretato da Jessie T. Usher. Tutti e tre John Shaft. Se le omonimie vi turbano, vedetela così: dei cinque film che oggi compongono la saga, tre s’intitolano Shaft. Quando si dice la coerenza.

John Shaft Junior (Jesse Usher), JJ per gli amici, è un analista dell’FBI. Non vede suo padre da quando era piccolo. A parte gli imbarazzanti regali di compleanno (preservativi e riviste porno), non ha contatti con lui. Le cose cambieranno quando JJ si ritroverà a indagare sulla morte del proprio amico più caro. Osteggiato dal diretto superiore dell’FBI e consapevole di non potersela cavare da solo contro la mala locale, JJ chiede aiuto al papà (Samuel L. Jackson), ora detective privato. Prende così avvio il più classico dei buddy movie.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +2 (da 2 voti)

Il segreto di una famiglia, la recensione

L’istituzione famigliare è ormai la tematica costante nel cinema dell’argentino Pablo Trapero, che già con Il clan, Leone d’Argento a Venezia, aveva raccontato le vicissitudini di una famiglia invischiata in loschi crimini e in cui i vari membri avevano più di uno scheletro nell’armadio. La Quietud, che in Italia diventa appunto Il segreto di una famiglia, continua a ragionare su intrecci famigliari “poco sani”, in cui quella che appare come una famiglia felice è solo il preludio a un intreccio di segreti, rancori e sentimenti non espressi.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +2 (da 2 voti)