Archivio tag: simone scafidi

Eva Braun, gli scandali del bunga-bunga tra Pasolini e surrealismo

Dopo l’excursus nel found-footage d’autore con La festa, Simone Scafidi riprende le fila del discorso (mai interrotto, in realtà) che avevamo visto ne Gli arcangeli e Appunti per la distruzione: nasce così Eva Braun (2015), che possiamo considerare come la terza parte di un’ideale trilogia insieme ai due suddetti, magari non nelle intenzioni, ma sicuramente nei risultati e nelle fonti di ispirazione, per vari motivi: la presenza del bravissimo attore protagonista Andrea Riva De Onestis, una forte tematica sessuale e un’atmosfera di fondo pasoliniana e surrealista.

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La festa, L’occhio che uccide in un found-footage d’autore

Dopo Gli arcangeli e Appunti per la distruzione, Simone Scafidi – alla continua ricerca di innovativi linguaggi artistici – sperimenta una nuova forma di cinema: o meglio, acquisisce la tecnica oggi abusata del found-footage, la fa sua e la plasma secondo la propria concezione cinematografica. Nasce così La festa (2013), un found-footage d’autore al di fuori di ogni schema, un thriller/horror che però (come ogni film del regista) sfugge alla classificazione in un genere preciso per diventare qualcosa d’altro.

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Appunti per la distruzione. La schizofrenica (in)definibilità del Male

Il secondo lungometraggio di Simone Scafidi, Appunti per la distruzione (2009), è finora il film più anarchico e schizofrenico nella filmografia del regista – tanto nella forma quanto nei contenuti: e non potrebbe essere diversamente data l’impossibilità di trattare in maniera organica il soggetto – cioè lo scrittore “maledetto” Dante Virgili (1928-1992) e il suo romanzo La distruzione, un viaggio che si evolve poi senza soluzione di continuità in un più ampio discorso su cosa sia il Male.

Il cinema di Scafidi non è mai banale, e anche quando affronta le biografie lo fa sempre a modo suo, esulando sia dal semplice biopic sia dal documentario classico (e lo vediamo anche adesso con Fulci for fake): Appunti per la distruzione è un unicum, una complessa e affascinante docu-fiction in cui le interviste a vari personaggi del mondo della cultura si affiancano in modo paratattico a potentissime scene di fiction ispirate dalla lettura de La distruzione, senza però avere la pretesa (impossibile) di trasporre la vita e l’opera di Virgili.

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Venezia 76. Fulci For Fake

Il regista lombardo Simone Scafidi è sicuramente una delle figure più significative del panorama cinematografico italiano indipendente di oggi, uno dei pochi a poter essere definito Autore nel senso pieno della parola: non solo perché ha una propria estetica e una serie di temi ricorrenti, ma perché travalica i generi per creare qualcosa di nuovo. Parliamo inoltre di un regista in grado di muoversi senza soluzione di continuità fra il film a soggetto (Gli arcangeli, Eva Braun, La festa), il documentario tout-court (Zanetti Story) e una forma particolare di cinema che sta a metà strada fra la fiction e il documentario: una formula già sperimentata in Appunti per la distruzione e che torna – seppure in modalità differenti – nel suo nuovo film Fulci for fake (2019), un docu-film in concorso a Venezia 76 nella sezione Documentari Classici (e un indipendente che approda a Venezia è un segnale di speranza per il cinema italiano).

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