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Doppio sospetto: in blu-ray il thriller hitchcockiano diretto dal belga Olivier Masset-Depasse

Poco prima che la piaga del covid-19 si abbattesse con inaudita ferocia sul nostro Paese (e non solo), nelle sale cinematografiche – sotto il marchio Teodora Film – usciva Doppio sospetto, un interessantissimo dramma familiare che pian piano cede il passo al thriller, facendo entrare nella vicenda meccanismi psicologici sempre più torbidi, sempre più brutali. Diretto dal belga Olivier Masset-Depasse, che in questo film cerca chiaramente di omaggiare un certo cinema di matrice hitchcockiana, Doppio sospetto trae ispirazione dal romanzo Alice (Derrière la Haine) di Barbara Abel e ad inizio 2020 si è aggiudicato il record di vittorie ai Premi Magritte ottenendo nove riconoscimenti su dieci candidature (tra questi, anche miglior film e miglior regia). Doppio sospetto è da poco disponibile in blu-ray disc grazie ai canali distributivi di CG Entertainment.

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Commedie d’autore in home video: Dio e’ donna e si chiama Petrunya e La Belle Epoque

Tra le recenti offerte home video di CG Entertainment, sempre molto variegate fra loro, segnaliamo la presenza di due piccole opere d’autore che hanno saputo smuovere un certo entusiasmo sia da parte della critica che del pubblico, emergendo anche in prestigiose vetrine festivaliere di tutto il mondo. Due film capaci di riflettere e far riflettere su problemi esistenziali, su quanto possa essere fallimentare la condizione umana così come su tematiche di stretta matrice sociale. Vi parliamo di Dio è donna e si chiama Petrunya, singolare coproduzione tra Macedonia, Francia, Slovenia e Croazia, e La Belle Epoque, agrodolce commedia francese accolta con un notevole plauso un po’ da tutti.

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American Animals e Charlie Says: il miglior cinema indie in home video

Mostra del Cinema di Venezia, Festa del Cinema di Roma. Vetrine illustri, contesti prestigiosi che forniscono a piccole ma valevoli opere la giusta esposizione per essere conosciute nel mondo. Proprio da queste due grandi manifestazioni cinematografiche giungono due delle migliori uscite home video CG Entertainment delle ultime settimane, Charlie Says di Mary Harron e American Animals di Bart Layton.

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Dio è donna e si chiama Petrunya, la recensione

Raramente la filmografia macedone riesce a guadagnare la notorietà internazionale e gli onori di festival italiani, ancora più raramente trova accoglienza dai distributori nostrani per un’uscita sul grande schermo. Ma questo è stato il caso di Dio è donna e si chiama Petrunya, nuovo lungometraggio della macedone Teona Strugar Mitevska che dopo essere stato applaudito al 37° Torino Film Festival arriva nelle sale italiani dal 12 dicembre distribuito da Teodora. Ma il percorso di Dio è donna e si chiama Petrunya era già iniziato al Festival di Berlino a inizio 2019 ed è proseguito con grande successo fino alla finale del Premio Lux, riconoscimento che viene annualmente attribuito dal Parlamento europeo a film di nazionalità europea che si distinguono per la capacità di trattare temi rilevanti nel dibattito socio-politico.

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Disponibile in DVD La diseducazione di Cameron Post, il film trionfatore al Sundance Film Festival 2018

Vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2018 e presentato nella sezione “Tutti ne parlano” della 13esima edizione della Festa del Cinema di Roma,  La diseducazione di Cameron Post va a rinverdire il sempre avvincente filone dei film sulla segregazione e, stavolta, trova un efficace mix nella tematica della scoperta dell’identità sessuale. Dopo una timida uscita nelle sale a ridosso della Festa del Cinema di Roma, per mano di Teodora Film, La diseducazione di Cameron Post arriva in home video (solamente su supporto DVD, purtroppo) attraverso i canali di CG Entertainment.

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Le invisibili, la recensione

Quando si cammina in gruppo è buona norma adeguarsi all’andatura del più lento, perché nessuno deve essere lasciato indietro per nessun motivo. Fermandosi un attimo a ragionare su questa affermazione, è difficile non trovarsi d’accordo o trovarci qualcosa di sbagliato. Se dalla teoria però si passa all’applicazione pratica, le cose cambiano radicalmente in ogni contesto possibile.

Il presente ci chiede di procedere costantemente ad una velocità elevatissima senza compromessi, pena l’esclusione e l’allontanamento dal mondo del lavoro. Le persone che non si adeguano ai ritmi si trasformano nel reflusso di materiale umano che sempre più sale alla ribalta nelle cronache di tutto il mondo. C’è chi ha la forza di lottare, ma anche chi non incassa bene il colpo e rimane inesorabilmente al tappeto e popola una terra di mezzo che spesso si spinge ai limiti della realtà, fatta di degrado, disagio e depressione.

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Adolescenza d’autore: Girl e Thelma disponibili in home video

Tra le recenti uscite home video a marchio CG Entertainment e Teodora Film troviamo due film molto simili fra loro pur essendo profondamente diversi, entrambi spinti dal forte impulso di raccontare l’adolescenza filtrata dagli occhi del “diverso”. Due pellicole europee, entrambe marcate da una forte impronta autoriale, interessate a raccontare quel difficile passaggio dall’età infantile a quella adulta così come la scoperta della propria sessualità e del proprio “io”. Parliamo dell’interessantissimo film belga Girl e del più oscuro film norvegese Thelma.

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Thelma, la recensione

Quello dell’adolescenza e i suoi contrasti, contraddizioni e difficoltà nell’improvviso passaggio da bambini ad adulti è un tema caro non solo alla psicologia, ma anche al mondo del cinema che, attraverso diversi generi e linguaggi narrativi, ne ha spesso raccontato le dinamiche più scabrose e per certi versi inquietanti. Un ulteriore esempio di questo forte interesse e legame si può notare in Thelma, nuovo lavoro di Joachim Trier il quale, rifacendosi in maniera evidente ad un grandissimo classico del passato come Carrie di Brian De Palma, dà vita ad un thriller/horror psicologico che tratta il tema della crescita e della scoperta di un mondo che va al di là degli schemi imposti da una rigida educazione. Potenziale di partenza molto promettente gettato alle ortiche, però, da una storia che implode su se stessa e, seppur supportata da un impianto visivo dal forte impatto e di grande simbolismo, non riesce a esprimere del tutto la carica emotiva e il tormento della giovane protagonista.

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L’Atelier, la recensione

Olivia Dejazet (Marina Foïs) è un’affermata autrice di gialli, bellissima, cinquantenne  e  borghese, che decide di tenere un laboratorio di scrittura a La Ciotat, città del sud della Francia nota un tempo per i cantieri navali ma ormai in piena crisi economica. Tra i suoi giovani e multi-etnici allievi spicca il nichilista Antoine (Matthieu Lucci), ragazzo introverso e di talento. Un tipo difficile, che cita la strage del Bataclan, gioca con una pistola e spesso è in rotta con gli altri su questioni politiche per le sue posizioni razziste e aggressive. L’atteggiamento di Antoine si fa sempre più violento con il passare dei giorni e Olivia sembra esserne spaventata e attratta al tempo stesso, finché la situazione sfugge drammaticamente di mano.

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Charley Thompson, la recensione

Prova superata a ottimi voti per Andrew Haigh, che con Charlie Thompson dà immagine al romanzo di Willy Vlautin.

Charlie Thompson è un ragazzo quindicenne, orfano di madre e con un padre alcolizzato che cambia fidanzata molto spesso. Mentre quest’ultimo è occupato a spassarsela con la nuova collega di lavoro del supermercato, il ragazzo è costretto a badare a sè stesso e alla casa con i pochi dollari che gli vengono dati dal genitore. Una notte, però, il padre viene pestato a sangue dal fidanzato della cassiera, un samoano vendicativo che lo getta contro una vetrina. In seguito a questo episodio, una scheggia di vetro si conficca nell’intestino dell’uomo e Charlie è chiamato a farsi bastare il nuovo lavoro di addetto alla manutenzione di cavalli da corsa.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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