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Disponibile in DVD La diseducazione di Cameron Post, il film trionfatore al Sundance Film Festival 2018

Vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2018 e presentato nella sezione “Tutti ne parlano” della 13esima edizione della Festa del Cinema di Roma,  La diseducazione di Cameron Post va a rinverdire il sempre avvincente filone dei film sulla segregazione e, stavolta, trova un efficace mix nella tematica della scoperta dell’identità sessuale. Dopo una timida uscita nelle sale a ridosso della Festa del Cinema di Roma, per mano di Teodora Film, La diseducazione di Cameron Post arriva in home video (solamente su supporto DVD, purtroppo) attraverso i canali di CG Entertainment.

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Le invisibili, la recensione

Quando si cammina in gruppo è buona norma adeguarsi all’andatura del più lento, perché nessuno deve essere lasciato indietro per nessun motivo. Fermandosi un attimo a ragionare su questa affermazione, è difficile non trovarsi d’accordo o trovarci qualcosa di sbagliato. Se dalla teoria però si passa all’applicazione pratica, le cose cambiano radicalmente in ogni contesto possibile.

Il presente ci chiede di procedere costantemente ad una velocità elevatissima senza compromessi, pena l’esclusione e l’allontanamento dal mondo del lavoro. Le persone che non si adeguano ai ritmi si trasformano nel reflusso di materiale umano che sempre più sale alla ribalta nelle cronache di tutto il mondo. C’è chi ha la forza di lottare, ma anche chi non incassa bene il colpo e rimane inesorabilmente al tappeto e popola una terra di mezzo che spesso si spinge ai limiti della realtà, fatta di degrado, disagio e depressione.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Adolescenza d’autore: Girl e Thelma disponibili in home video

Tra le recenti uscite home video a marchio CG Entertainment e Teodora Film troviamo due film molto simili fra loro pur essendo profondamente diversi, entrambi spinti dal forte impulso di raccontare l’adolescenza filtrata dagli occhi del “diverso”. Due pellicole europee, entrambe marcate da una forte impronta autoriale, interessate a raccontare quel difficile passaggio dall’età infantile a quella adulta così come la scoperta della propria sessualità e del proprio “io”. Parliamo dell’interessantissimo film belga Girl e del più oscuro film norvegese Thelma.

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Thelma, la recensione

Quello dell’adolescenza e i suoi contrasti, contraddizioni e difficoltà nell’improvviso passaggio da bambini ad adulti è un tema caro non solo alla psicologia, ma anche al mondo del cinema che, attraverso diversi generi e linguaggi narrativi, ne ha spesso raccontato le dinamiche più scabrose e per certi versi inquietanti. Un ulteriore esempio di questo forte interesse e legame si può notare in Thelma, nuovo lavoro di Joachim Trier il quale, rifacendosi in maniera evidente ad un grandissimo classico del passato come Carrie di Brian De Palma, dà vita ad un thriller/horror psicologico che tratta il tema della crescita e della scoperta di un mondo che va al di là degli schemi imposti da una rigida educazione. Potenziale di partenza molto promettente gettato alle ortiche, però, da una storia che implode su se stessa e, seppur supportata da un impianto visivo dal forte impatto e di grande simbolismo, non riesce a esprimere del tutto la carica emotiva e il tormento della giovane protagonista.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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L’Atelier, la recensione

Olivia Dejazet (Marina Foïs) è un’affermata autrice di gialli, bellissima, cinquantenne  e  borghese, che decide di tenere un laboratorio di scrittura a La Ciotat, città del sud della Francia nota un tempo per i cantieri navali ma ormai in piena crisi economica. Tra i suoi giovani e multi-etnici allievi spicca il nichilista Antoine (Matthieu Lucci), ragazzo introverso e di talento. Un tipo difficile, che cita la strage del Bataclan, gioca con una pistola e spesso è in rotta con gli altri su questioni politiche per le sue posizioni razziste e aggressive. L’atteggiamento di Antoine si fa sempre più violento con il passare dei giorni e Olivia sembra esserne spaventata e attratta al tempo stesso, finché la situazione sfugge drammaticamente di mano.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Charley Thompson, la recensione

Prova superata a ottimi voti per Andrew Haigh, che con Charlie Thompson dà immagine al romanzo di Willy Vlautin.

Charlie Thompson è un ragazzo quindicenne, orfano di madre e con un padre alcolizzato che cambia fidanzata molto spesso. Mentre quest’ultimo è occupato a spassarsela con la nuova collega di lavoro del supermercato, il ragazzo è costretto a badare a sè stesso e alla casa con i pochi dollari che gli vengono dati dal genitore. Una notte, però, il padre viene pestato a sangue dal fidanzato della cassiera, un samoano vendicativo che lo getta contro una vetrina. In seguito a questo episodio, una scheggia di vetro si conficca nell’intestino dell’uomo e Charlie è chiamato a farsi bastare il nuovo lavoro di addetto alla manutenzione di cavalli da corsa.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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120 battiti al minuto, la recensione

È semplice cadere nello stereotipo quando si decide di rappresentare la malattia al cinema. Questo pericolo aumenta considerevolmente se si parla dell’AIDS, un virus che possiede un intero immaginario cinematografico alle spalle.

120 Battiti al Minuto, diretto da Robin Campillo e vincitore del Grand Prix allo scorso Festival del Cinema di Cannes, evita il cliché dell’omosessuale malato e riesce a non rimanere incatenato alla retorica del vittimismo. Nel corso del tempo, il virus è passato dall’essere protagonista di un cinema militante (praticamente invisibile) negli anni ‘80, a una successiva apparizione nel cinema americano con risultati non sempre ottimali.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Lady Macbeth, la recensione

Katherine è una giovanissima donna che va in sposa ad un uomo molto più vecchio di lei. La nuova casa la accoglie con gelo e regole ferree, confinando il suo spirito ribelle fra quattro mura piene di spifferi. Ben presto sopraggiunge per lei l’apatia, esacerbata dal rapporto con il suo novello sposo con cui non c’è intimità ma solo una sua malata e perversa alternativa. Tutto cambia quando gli spregevoli uomini di casa, marito e suocero, si allontanano entrambi per un lungo periodo di tempo: Katherine è finalmente padrona della casa.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La mia vita da zucchina in Blu-ray Disc

Diventato un piccolo caso della scorsa annata cinematografica, La mia vita da Zucchina è un delizioso film d’animazione che sa affrontare tematiche importanti in maniera decisamente delicata. Presentato in anteprima al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, vincitore di vari festival internazionali, tra cui il Festival Internazionale del Film d’Animazione di Annecy (dove ha vinto come miglior film e il premio del pubblico) e candidato come miglior film d’animazione agli Oscar 2017, La mia vita da Zucchina approda finalmente in home video grazie a Teodora Film e CG Entertainment.

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Adorabile nemica, la recensione

Negli ultimi anni il filone dei film sulla scambio/scontro tra generazioni sta prendendo sempre più piede.
La dinamica non è soltanto spiegabile con le esigenze ed i desiderata degli spettatori, ma anche con una mera questione di casting.

Spesso infatti questi film sono molto utili perché consentono di assoldare grandi vecchi del cinema hollywoodiano. Divi dal fascinoso passato che sono pronti a mostrare la propria capacità interpretativa anche in questa fase della loro vita ed in questo genere di pellicole. Basti pensare ad una certa filmografia recente con Robert Redford, o alle numerosissime nomination agli Oscar ottenute da un’attrice come Meryl Streep, ormai a suo agio nel giocare con la vecchiaia.

Adorabile Nemica del regista Mark Pellington appartiene a questo filone di film.

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