Archivio tag: terrence malick

Venezia77. The Book of Vision, la recensione

The Book of Vision è un viaggio visionario attraverso il passato e il presente che si intrecciano senza soluzione di continuità, la vita e la morte, il dolore più profondo e l’amore incondizionato. Eva (Lotte Verbeek), una giovane e promettente dottoressa, abbandona la sua carriera per immergersi nello studio della Storia della medicina e mettere in discussione tutto: la propria natura, il proprio corpo, la propria malattia e un destino che sembra segnato. E proprio con Eva, assorta nell’osservazione di una sublime statua di cera anatomica (la Venerina di Palazzo Poggi, a Bologna), ha inizio il viaggio.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

The Book of Vision: il film prodotto da Terrence Malick aprirà la Settimana Internazionale della Critica a Venezia 77

The Book of Vision, visionaria opera diretta da Carlo S. Hintermann con la produzione esecutiva di Terrence Malick, aprirà ufficialmente le danze della 35° edizione della Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Song to Song, la recensione

Recensire un film di Terrence Malick, mantenendo una sana credibilità dall’inizio alla fine, non è una cosa semplice. Parlare di un suo film, ormai, è un po’ come camminare sulle uova: puoi muoverti a passetti, ma tanto prima o poi sbagli. E già, perché Malick è ormai diventato un po’ come Beppe Grillo per il Movimento 5 Stelle, una sorta di “santone irraggiungibile” che professa da lontano e capace di crearsi una schiera di fedelissimi, una nuova tipologia di groupie, persone disposte a vedere “arte” in ogni suo gesto, in ogni sua parola, in ogni sua inquadratura. Se si elogia un suo film, dunque, significa che fai parte della “setta”; se lo si critica, applicando i parametri che si utilizzerebbero per qualunque altro film, allora significa che stai facendo il bastian contrario. Una bella impresa. Impossibile uscirne illesi.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 3.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Knight of Cups, la recensione

Qual è il miglior modo che una pellicola ha per essere ricordata? Una trama interessante e raccontata in maniera non banale, certo. Effetti speciali rivoluzionari non avulsi dal resto del racconto, anche. Ma la cosa che, per sua stessa natura, riesce ad aver maggiore presa su noi ignari spettatori è l’immedesimazione. Nel momento esatto in cui sentiamo fisicamente di provare ciò che il protagonista sta passando nella sua più o meno lunga serie di peripezie cinematografiche, ecco che scatta verso di noi un’invisibile e infido uncino che agguanta la nostra ragione senza più mollare la presa. Peccato che il protagonista di questo film sia il male di vivere.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Venezia 73: Voyage of Time

In occasione di Venezia 73, Terrence Mallick abbandona i lungometraggi e firma il suo primo documentario, Voyage of Time. Disponibile in due versioni: l’una da un’ora e mezza, l’altra della durata di quarantacinque minuti.

Schermo nero. Una voce narrante che invoca la “Madre.” Così inizia il nuovo film documentario del regista texano, con un potente richiamo al Pianeta. Poi il buio scompare ed è tutto un’inondazione di colori. Dalle forme invertebrate ai gayser islandesi, la serie di immagini che scorrono senza sosta per novanta minuti riguardano le più disparate forme che vivono e hanno vissuto sulla Terra (inclusi dinosauri e uomini primitivi).

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)