Archivio tag: tucker film

Il grande passo: disponibile in DVD la commedia con Giuseppe Battiston e Stefano Fresi

Lo scorso agosto, tra i pochi film che hanno avuto la fortuna di approdare nelle sale cinematografiche prima del decreto che imponesse la nuova chiusura dei cinema, c’è stata l’opera seconda di Antonio Padovan, Il grande passo. Una commedia assolutamente fuori dagli schemi preimpostati del nostro cinema, un film molto minimale che riesce a parlare di “speranza” in modo decisamente originale e strizzando l’occhio a certo cinema sci-fi. Giuseppe Battiston e Stefano Fresi vengono chiamati da Padovan per interpretare due fratelli tanto simili nell’aspetto quanto diversi caratterialmente, due uomini che incarnano rispettivamente il “sogno” e il “razionale”. Distribuito da Tucker Film, Il grande passo è disponibile da poco in DVD grazie ai canali distributivi di CG Entertainment.

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Al via il crowdfunding Start Up per Made in Hong Kong in limited edition Blu-ray

Grazie a Tucker Film parte oggi la campagna di crowdfunding START UP! di CG Entertainment per pubblicare per la prima volta in assoluto in Blu-Ray il cult movie anarchico di Fruit ChanMade in Hong Kong, nella versione restaurata in 4K dal Far East Film Festival di Udine. L’edizione da collezione sarà numerata e accompagnata da un Booklet inedito oltre che da contenuti speciali esclusivi. Come per ogni START UP! all’interno della confezione sarà riportato il nome di tutti i partecipanti al progetto.

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Arriva in DVD la commedia cipriota Torna a casa, Jimi! e il dramma italiano Tutte le mie notti

Tra le più recenti uscite DVD a marchio CG Entertainment troviamo due piccolissimi film europei desiderosi di raccontare qualcosa di nuovo facendo ricorso al “genere” così come a stili narrativi differenti dal solito. Direttamente da Cipro, in co-produzione con la Grecia e la Germania, arriva la commedia d’autore Torna a casa, Jimi! mentre dall’Italia ci viene offerto Tutte le mie notti, un torbido dramma minimale prodotto dai Manetti Bros.

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La periferia si racconta: in home video La terra dell’abbastanza e Manuel

Quando Matteo Garrone, nel 2008, ha portato nelle sale l’adattamento cinematografico del best-seller di Roberto Saviano (Gomorra) il cinema italiano si preparava a non essere più lo stesso. Un nuovo filone stava per imporsi, con fare prepotente ed anche un po’ arrogante, un ritorno al neorealismo ma in una versione più spregiudicata ed estrema. A muovere l’interesse di questi nuovi narratori, a differenza di quelli di ieri, non è più la vita della povera gente messa in ginocchio dalla guerra bensì le gesta di quella povera gente costretta a vivere ai margini della società e che ha individuato nel crimine l’unica via d’uscita. Se Garrone ha lanciato l’idea è stato Caligari, prima di morire, a trasformare l’idea in moda con Non essere cattivo. Dall’uscita nelle sale di quest’ultimo, infatti, non si contano più le proposte italiane di film che raccontano la periferia romana nelle sue sfumature più sgradevoli e scorrette con la continua ricerca di un look cinematografico “sporco” pronto a creare un filo d’unione tra il cinema e il documentario.

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Zombie contro zombie – One Cut of the Dead, la recensione

Che lo stato in cui versa il cinema degli zombi sia stanco, ciondolante e putrescente come i suoi protagonisti non è di certo una novità! A testimoniarlo, in primis, il trascinarsi ormai esamine della serie The Walking Dead, giunta alla nona stagione tra clamorosi cali d’ascolto e giudizi negativi di critica e fan: proprio quella serie che aveva donato “nuova vita” ai morti viventi. Ma si sa, lo zombi è una delle creature che più rispecchia l’andamento del mercato cinematografico orrorifico e la sovraesposizione è praticamente sempre destinata a generare una fase successiva di declino. In quella fase siamo proprio ora e lo testimoniano anche il correre ai ripari del mercato mainstream con vecchie glorie come Michale Myers, Pennywise e Predator, che hanno tanto il retrogusto del giocare in territori sicuri.

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Il prigioniero coreano, la recensione

«Fai attenzione: oggi la corrente va verso Sud», lo avvisa una sentinella, ma a fare sempre molta attenzione, il pescatore Nam Chul-woo (Ryoo Seung – bum) ci è abituato. Non puoi permetterti distrazioni quando abiti in un villaggio della Corea del Nord e ti muovi ogni giorno sulla linea di confine, all’altezza del 38° parallelo. Confine d’acqua, nel caso di Nam, ed è proprio l’acqua a tradirlo: una delle reti si aggroviglia attorno all’elica della sua piccola barca, il motore si blocca e la corrente che «va verso Sud» trascina lentamente e inesorabilmente il pescatore in zona nemica: la Corea del Sud. Nam si ritroverà letteralmente imprigionato tra le due ideologie.

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Easy – Un viaggio facile facile, la recensione

Isidoro (Nicola Nocella) è conosciuto da tutti come Easy, ma la sua vita non è altrettanto facile: da quando il suo sogno di diventare un pilota di Formula 1 si è infranto, Easy è scivolato in una spirale di cibo spazzatura e antidepressivi. Ma un bel giorno il fratello gli offre l’opportunità di mettersi nuovamente alla guida… di un carro funebre. Easy si ritrova così a partire per l’Ucraina insieme alla bara di Taras, un operaio morto nel cantiere del fratello.

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Ritratto di famiglia con tempesta, la recensione

Campione di un cinema umanista asciutto nella forma e sottile nella struttura, infuso di grazia malinconica, Kore-eda Hirokazu è stato più volte accostato per la leggerezza del suo tocco e la profondità dei contenuti allo sguardo di Ozu Yasujiro, anche se per la verità bisognerebbe aggiungere come la legittimità di questo rapporto di filiazione sia stata messa in discussione dallo stesso regista. Oggi l’autore giapponese riscatta con Ritratto di famiglia con tempesta certi eccessi di sentimentalismo del suo precedente imperfetto ma interessante Little Sister, e prosegue nell’esplorazione di quell’universo familiare che tanto lo ha interessato nel corso degli anni, se pensiamo a titoli come Still Walking ( 2008) o, più recentemente, al decisamente riuscito Father and Son (2013).

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Libere, Disobbedienti, Innamorate, la recensione

Arriva dal 6 aprile nelle sale, distribuito da Tucker Film, Libere, Disobbedienti, Innamorate (in originale Bar Bahr, che in arabo sta per tra terra e mare, ed in ebraico né qui né altrove; anche in questo caso il titolo nostrano è fuorviante), film manifesto di straordinario interesse ed opera prima della regista Maysaloun Hamoud, nata a Budapest, ma cresciuta in un villaggio a nord di Israele.

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The Lobster e The Terror, Live: sguardi autoriali in alta definizione sul genere

CG Entertainment porta in home video due film “particolari” che sicuramente faranno la felicità dei cinefili: da una parte il bizzarro The Lobster, prima opera in lingua inglese del greco Yorgos Lanthimos, dall’altra The Terror, Live, incredibile thriller del coreano Kim Byung-Woo.

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