Archivio tag: Valentina Lodovini

10 giorni senza mamma, la recensione

Carlo e Giulia sono una coppia felice, o almeno in apparenza. Conducono una vita ordinaria ed hanno tre figli a cui badare: Camilla, adolescente ribelle alle prese con le prime cotte; Tito, furbetto di dieci anni dallo scherzo facile ed infine la piccola Bianca, che ha poco più di due anni e non ha ancora imparato a parlare bene. Pur amandosi, Carlo e Giulia stanno affrontando un periodo di crisi. Lui è costantemente distratto ed assorbito dai problemi lavorativi così che lei è confinata al ruolo di casalinga dovendo badare a tempo pieno alla casa e ai figli. Per sfuggire all’esaurimento nervoso, un giorno Giulia decide di prendersi una piccola pausa dalla quotidianità e farsi una vacanza a Cuba con sua sorella. Solo dieci giorni, che sarà mai? Per Carlo, che conosce poco i suoi figli e non ha la più pallida idea di come si possa portare avanti una casa, è subito il panico.

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Cosa fai a Capodanno?, La recensione

È la notte del 31 dicembre. Mentre le radio non fanno altro che parlare di una straordinaria tempesta solare che accompagnerà proprio la fine dell’anno, il furgoncino di una ditta di catering – che trasporta aragoste, ostriche e champagne – fa il possibile per raggiungere uno chalet di montagna rimasto isolato per via dell’abbondante nevicata. Allo chalet, tuttavia, sono diretti alcuni strambi individui che hanno deciso di salutare l’anno organizzando una piccante serata tra scambisti. Quando tutti gli invitati sono giunti a destinazione, in attesa della mezzanotte e della tanto attesa “ammucchiata”, iniziano a conoscersi così da far subito emergere contrasti, alleanze e gelosie. Il vero problema, tuttavia, è che gli scheletri nell’armadio sono molti e nessuno è realmente chi dice di essere.

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Si muore tutti democristiani, la recensione

Vivere nelle società contemporanea vuol dire sempre di più vedere.

Ogni narrazione significativa possiede una dimensione visiva per esistere nella cultura attuale, nel solco di un cambiamento diventato tangibile con l’avvento di YouTube nel 2005 e la formazione di un nuovo soggetto sociale, il prosumer. Dal caricamento di Me at the zoo sulla celebre piattaforma, il fiume dei contenuti visibili per e realizzati soprattutto dall’utente non ha mai smesso di essere in piena, considerato anche i molteplici affluenti apparsi nel corso degli anni, mantenendo un ritmo forsennato, indicando e istituendo nuovi regimi narrativi ormai entrati nell’immaginario collettivo.

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Coco, la recensione

Se oggi l’animazione è tra i grandi generi cinematografici e anche tra i più premiati, probabilmente è grazie alla Disney e al contributo qualitativo dato al settore. E con grande probabilità è grazie alla Pixar (oggi Disney•Pixar) se questo genere è cresciuto nel tempo, abbracciando un pubblico sempre più vasto e non solo identificabile nei bambini. Perché la Pixar realizza film per tutti, sempre rigorosamente con molteplice lettura: significati profondi adatti agli adulti e intrattenimento per i più piccoli. Coco è il quasar raggiunto dalla Pixar, il film perfetto, capace di soddisfare a pieno qualsiasi categoria di pubblico e allo stesso tempo un’opera dal valore artistico ed emozionale molto alto.

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Coco: le voci italiane in conferenza stampa [Video]

Il 28 dicembre uscirà nei cinema italiani Coco, il film prodotto da Disney–Pixar e diretto da Lee Unkrich, già regista degli apprezzatissimi Toy Story 2, Toy Story 3, Monster & Co. e Alla ricerca di Nemo. Per presentare il film alla stampa italiana, oltre al regista e alla produttrice Darla K. Anderson (di cui via abbiamo già parlato in questo articolo), hanno tenuto una conferenza stampa a Roma il cast di talent che hanno doppiato il film: Mara Maionchi (che interpreta Mamà Coco), Valentina Lodovini (Mamà), Matilda De Angelis (Tia Victoria) e Michele Bravi, che interpreta la canzone Ricordami che accompagna i titoli di coda del film.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro ed ecco cosa ci hanno raccontato.

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Milionari, la recensione

Presentato nel 2014 alla Festa del Cinema di Roma, Milionari di Alessandro Piva uscirà finalmente nelle nostre sale a partire dal prossimo 11 febbraio. Il film si ispira alle vicissitudini del boss camorrista Paolo Di Lauro – trasformato in Marcello Cavani nella finzione cinematografica ed interpretato da Francesco Scianna -, diviso tra i doveri del clan e l’amore per la propria famiglia.

L’ultima fatica di Piva presenta non poche affinità con quella lunga schiera di lungometraggi appartenenti al filone inaugurato da Romanzo criminale di Michele Placido: purtroppo non si configura come un’ideale continuazione o perlomeno una variazione sul genere, ma più come un fratellino minore con velleità – prontamente soffocate sul nascere – da adulto.

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Ma che bella sorpresa, la recensione

Direttamente dall’entourage milanese della Colorado Film e Medusa Film, arriva l’ultima commedia di Alessandro Genovesi, che solo qualche mese fa era uscito in sala con il buon Soap Opera. Come sempre più frequentemente accade nel panorama italiano, anche Ma che bella sorpresa è un remake e, dopo i francesi di Benvenuti a Sud e gli spagnoli di Fuga di cervelli, stavolta tocca ai brasiliani, per la precisione, ad essere finiti nelle mire dei produttori Maurizio Totti e Alessandro Usai con il film di Claudio Torres del 2009 A Mulher Invisivel.

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Roma 2014. Tre Tocchi, la recensione

Mai come oggi, la parola “crisi” è una tra le più usate nel linguaggio di tutti i giorni. La crisi della società, del lavoro e della famiglia sono argomenti che ci riguardano in prima persona, che smuovono le nostre coscienze e condizionano le nostre azioni. Allo stesso tempo, però, per alcuni, sembra che questa cosiddetta “crisi” non esista, e certe categorie di persone appaiono, agli occhi di altri, immuni da tale piaga sociale. Si pensi agli attori. Successo, soldi, donne. Sarebbe inconcepibile pensare che anche loro possano soffrire degli stessi problemi che affliggono noi persone comuni. Eppure, per il regista Marco Risi, non sembra essere così. Con il suo ultimo Tre tocchi, approdato al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Gala, viene esplorata la condizione precaria di sei attori, e amici, che hanno in comune due grandi passioni: il calcio e la recitazione. Sei personaggi in cerca di un ruolo, potremmo dire. Nel lavoro, così come nella vita.

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Roma 2014. Buoni a nulla, la recensione

Presentato nella sezione Gala al Festival Internazionale del Film di Roma, l’ultima fatica di Gianni Di Gregorio ci ricorda che in Italia è ancora possibile ridere al cinema con garbo ed eleganza, riuscendo anche, perché no, a strizzare l’occhio ad un certo manierismo di matrice europea. Dopo Pranzo di ferragosto e Gianni e le donne, il regista e sceneggiatore romano (curò, insieme ad altri, la scrittura di Gomorra) torna a parlare di quello che finora sembra essere il suo tema prediletto: la terza età. Questa volta, lo fa collocandolo all’interno del contesto lavorativo odierno, tossico e più che mai spietato, in cui migliaia di “buoni a nulla” cercano di tirare avanti attraverso miseri mezzucci e patetiche ruffianate.

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Una donna per amica, la recensione

Esiste l’amicizia tra uomo e donna?

Con questo interrogativo determinatamente perseguito, l’ultimo film di Giovanni Veronesi si va ad adagiare sui toni della nuova commedia all’italiana, pseudo-romantica e tendente al comico, visto che ha per protagonista un Fabio De Luigi a ruota libera ma meno cartoonesco del solito.

La storia di Una donna per amica si incentra sul bel rapporto d’amicizia che c’è tra Francesco (Fabio De Luigi), rampante e un po’ imbranato avvocato, e Claudia (Laetitia Casta), bella italo-francesina dall’innamoramento facile.

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