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Venezia78: tutti i vincitori

Anche quest’anno abbiamo seguito la Mostra del Cinema di Venezia e vi forniamo, come ogni anno, la lista completa di tutti i premi e i vincitori.

Un’annata sicuramente molto ricca che ha visto tornare il grande cinema hollywoodiano ma, soprattutto, ricca di bei film, di titoli emozionanti, di performance grandiose. Abbiamo già assistito all’assegnazione dei Leoni d’Oro alla carriera, che quest’anno sono andati a Roberto Benigni e Jamie Lee Curtis, presente anche per accompagnare l’anteprima mondiale fuori concorso di Halloween Kills, e del Cartier Glory to the Filmaker Award, assegnato a Sir Ridley Scott, presente in quanto regista del film The Last Duel, presentato fuori concorso la penultima sera.  

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Venezia78. Mona Lisa and the Blood Moon, la recensione

Una giovane ragazza, Mona Lisa Lee (Jeon Jong-seo), fugge da un manicomio dove è stata rinchiusa in isolamento per anni manifestando degli strani poteri con i quali sembra poter controllare gli altri. La ragazza vagherà in fuga dal luogo da cui è rinchiusa da anni, incontrando nel tragitto vari personaggi eccentrici e bizzarri. Tra coloro che incroceranno la sua strada abbiamo: il Dj/Spacciatore Fuzz (Ed Skrein), che inizialmente sembra interessato ad approfittare della spaesata ragazza ma che forse nasconde un lato più tenero; la stripper Bonnie Bell (Kate Hudson) che la vede come un modo per ottenere soldi facili sfruttando i suoi poteri; il figlio di Bonnie (Evan Witthen), inizialmente diffidente nei confronti della ragazza ma che pian piano arriverà a conoscerla meglio; un poliziotto, interpretato da Craig Robinson (Darryl di The Office) che la inseguirà cercando di riportarla nella struttura da cui è fuggita, nonostante l’invito a dimenticare ciò che sa del biscotto della fortuna preso durante una notte di luna piena.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia78. À plein temps (Full Time), la recensione

Immaginate un thriller frenetico che non si ferma un attimo, in cui i personaggi corrono fin dall’inizio del film da un punto all’altro, colonna sonora elettronica tesa e piena di ritmo che aggiunge concitazione a tutto ciò che succede. Ora immaginate alla storia raccontata con questa atmosfera: potrebbe essere quella di una spia in fuga o di un assassino in cerca della sua preda, di un intrigo internazionale o di una corsa contro il tempo per salvare il mondo.

À Plein Temps, film in concorso nella sezione Orizzonti alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia, racconta invece la vita di tutti i giorni di una madre single che abita in periferia e lavora a Parigi e la sua quotidiana corsa contro il tempo per riuscire a fare tutto. Accompagnare i figli dalla vicina, prendere il treno, andare a lavoro, lavorare, tornare a casa e tenere a bada i figli piccoli.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia78. Spencer, la recensione

Una favola tratta da una tragedia vera

Con questo incipit si apre Spencer, il nuovo ritratto di Pablo Larraìn, che dopo Neruda e Jackie torna a dirigere una biografia di un personaggio entrato nella cultura popolare e nella memoria collettiva. Dopo il poeta cileno e la First Lady americana è infatti il turno di Lady Diana, o meglio Diana Spencer, la principessa britannica moglie di Charles e madre di William e Harry, icona mondiale amatissima dalla gente e la cui drammatica morte è ben nota a tutti.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia78. Dune, la recensione

In principio Dune era un romanzo di Frank Herbert pubblicato a metà anni sessanta. Un racconto interplanetario complesso e articolato che fece da ispiratore e capostipite per molte sceneggiature di genere fantascientifico divenute film intramontabili, come l’intera saga di Star Wars.  Durante gli anni settanta Dune incantò Alejandro Jodorowsky che ne avviò un progetto per un film faraonico rimasto, però, sempre e solo sulla carta (a tal proposito segnaliamo l’interessantissimo documentario Jodorowsky’s Dune che è nelle sale in questi giorni). Il decennio successivo venne il turno di David Lynch che riuscì a realizzarne un vero film, accolto con favore dal pubblico ma non dalla critica, con effetti speciali costosissimi e cast importante. Oggi Dune è diventato finalmente un film adulto grazie alla computer grafica e al genio visionario del regista canadese Denis Villeneuve.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia78. E’ stata la mano di Dio, la recensione

L’adorazione di Paolo Sorrentino per Maradona ormai è ben nota a tutti, dalle continue citazioni nei suoi film fino ai ringraziamenti nella notte degli Oscar, quando vinse la statuetta per il miglior film straniero grazie a La grande Bellezza. Un legame, quello tra Maradona e la città di Napoli, che va oltre il semplice tifo, e che si intreccia in profondità con la vita del giovane Sorrentino. Citando il regista infatti: “A me Maradona ha salvato la vita“.

È stata la mano di Dio, il nuovo film di Paolo Sorrentino presentato in concorso alla 78ª Mostra del Cinema di Venezia, fin dal titolo non nasconde l’elogio del campione argentino, scomparso il 25 novembre del 2020, citando quello storico gol di mano che gli valse l’appellativo “la mano di Dio”. Il film però non è assolutamente una biografia di Maradona, ma un film che racconta la forza del legame tra la città di Napoli e lo stesso Sorrentino alla figura del più grande calciatore della storia.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia78. The Power of the Dog, la recensione

<<Se non puoi vederlo allora non c’è>>.

Una frase sibillina di poche parole per racchiudere un intero universo interiore fatto di drammi irrisolti e traumi mai superati. Questa è la chiave di lettura dell’imperdibile The Power of the Dog della regista neozelandese Jane Campion.

Le parole in questione vengono pronunciate dal protagonista Phil Burbank (un sempre straordinario Benedict Cumberbatch) ovvero un mandriano del Montana che gestisce con buon profitto un ranch insieme al fratello George (Jesse Plemons).

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia78. Madres paralelas, la recensione

Ritorna alla mostra del cinema di Venezia Pedro Almodóvar, forse il regista spagnolo più amato e famoso al mondo. Se l’anno scorso si era presentato con un corto fuori concorso (A Human Voice, con Tilda Swinton), quest’anno il regista spagnolo è presente con un film nel concorso principale, con un cast in cui tornano volti che abbiamo visto spesso nelle sue pellicole come la protagonista Penélope Cruz e la inconfondibile spalla Rossy de Palma.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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