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Assandira: tra noir e tragedia euripidea

Presentato fuori concorso alla 77ª Mostra del Cinema di Venezia, Assandira è il quinto lungometraggio del regista dorgalese Salvatore Mereu (Ballo a tre passi, Sonetàula, Tajabone, Bellas Mariposas) che ancora una volta ci trasporta in una Sardegna di fine millennio, tanto cruda quanto suggestiva.

Alla fine degli anni Novanta, il burbero Costantino Saru (Gavino Ledda) è un pastore di settant’anni che vive da solo in un non meglio specificato paesino della Sardegna; un giorno suo figlio Mario (Paolo Zucca), emigrato in Germania, torna con la moglie Grete (Anna König) e comunica al restio genitore di voler aprire un agriturismo tradizionale nel terreno dove loro hanno le stalle degli animali.  La coppia di giovani sostiene che i turisti del Nord Europa pagherebbero bene per poter conoscere le vecchie tradizioni pastorali sarde e a forza di insistere convincono il reticente vegliardo, inizialmente convinto del fatto che non ci fosse niente di bello nel mostrare a tutto il mondo la miseria in cui era cresciuto.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. Miss Marx, la recensione

Il 1800 non è mai stato così punk. 

Susanna Nichiarelli, regista italiana al suo quarto lungometraggio, presenta in concorso alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia Miss Marx, un biopic fresco e pieno di energia su un personaggio poco conosciuto ma in realtà decisamente interessante: Eleanor “Tussy” Marx, figlia del filosofo e sociologo tedesco Karl Marx. Il film inizia proprio dalla morte del padre, per poi farci conoscere l’indole indipendente e ribelle della protagonista raccontandoci della sua vita privata e al contempo del suo impegno pubblico, portando avanti il discorso socialista e le critiche al capitalismo del padre.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77: considerazioni finali e tutti i vincitori

La 77ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rimarrà nella Storia. È l’edizione dell’emergenza sanitaria, è l’edizione delle incertezze fino all’ultimo, è l’edizione del coraggio e della passione di chi vi ha lavorato, l’edizione dell’assenza di glamour, del ritorno a un cinema più piccolo, inclusivo, estremamente autoriale, sicuramente lontano dalle logiche dello star system che hanno decretato, negli ultimi anni, il successo e i numeri della Mostra del Cinema sdoganando definitivamente questo evento anche al di fuori della cerchia cinefila. È stata un’edizione che, prevedibilmente, ha visto ridimensionati i propri numeri con il 40% di presenze in meno in confronto al 2019 (che è stato l’anno dei record) e 5.500 accrediti venduti in confronto ai 12 mila dello scorso anno. Numeri comunque molto alti in confronto alle previsioni, che hanno dato una dimostrazione molto forte dell’amore di molti per il Cinema, della voglia di ripartire nel migliore dei modi, senza lasciarsi intimorire dalle ferree ma fondamentali misure restrittive che la Biennale ha adottato, impiegando ben 2 dei 14 milioni impiegati per organizzarla.

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Venezia77. Dashte Khamoush (The Wasteland), la recensione

Iran, una fabbrica di mattoni. Il proprietario annuncia tristemente ai suoi dipendenti che l’azienda per cui lavorano sta fallendo. In un bianco e nero perfetto in formato quadrato Ahmad Bahrami ci porta nella vita quotidiana dei vari personaggi che abitano il microcosmo della fornace, mostrandoci via via il loro punto di vista, i loro sogni, le loro aspirazioni e le loro richieste al titolare, che vengono puntualmente scansate, posticipate o ignorate.

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Venezia77. Nomadland, la recensione

In Inglese, a differenza che in italiano, ci sono due termini diversi per dire “casa”, a cui si accompagnano diverse accezioni: il primo è “House”, con cui si intende la casa come costruzione fisica, come edificio architettonico; il secondo è “Home”, il focolaio familiare, il posto in cui ci si sente a casa e dove si è sé stessi, il luogo che portiamo ovunque nel cuore. I protagonisti di Nomadland infatti non si definiscono “Homeless”, la parola inglese per identificare i senzatetto, ma “Houseless”.

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Venezia77. Spy no tsuma (La moglie della spia), la recensione

spy no tsuma

1940, Kobe. Satoko (Yū Aoi) e Yusaku Fukuhara (Issei Takahashi) sono una coppia felicemente sposata e molto legata per affari al modo di vivere occidentale. con il nipote Fumio i tre si divertono a produrre piccoli film da mostrare agli amici e vivono tranquilli in un Giappone che dopo la firma del patto tripartito con Italia e Germania sta diventando sempre più nazionalista e critico nei confronti dell’occidente, in particolare contro americani e inglesi.

Yusaku parte quindi per un viaggio di affari in Manciuria in cui vedrà e riprenderà i crimini di guerra di cui si è macchiato l’esercito giapponese.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. Mainstream, la recensione

Gia Coppola, nipote del celebre Francis regista de Il Padrino, presenta alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia uno dei film con il cast più “in” di questa edizione della mostra: l’ormai ex Spider-Man Andrew Garfield; Maya Hawke, figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke e già famosa grazie alla terza stagione di Stranger Things e a un ruolo minore in C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino; Jason Schwartzman, attore che siamo abituati a vedere nei film di Wes Anderson. Ma più degli attori forse fanno notizia le comparse: nel film infatti ci sono molte apparizioni di youtuber famosi e con un grande seguito internazionale, da Juanpa a Jake Paul, passando per molti altri.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. Le sorelle Macaluso, la recensione

In concorso per il Leone D’Oro Le sorelle Macaluso di Emma Dante finisce per sfigurare nella competizione più importante della Biennale.

Questo svantaggio si percepisce essenzialmente perché è un film di ispirazione teatrale, cui mancano alcuni elementi per trasmettere ciò che dal vivo, da un palco, sarebbe arrivato più facilmente. Molte riprese in soggettiva restituiscono il dramma di queste bambine senza madre né padre, ma sono perlopiù efficaci quando si tratta di litigi familiari. Quando è il momento di narrare il conflitto più profondo di queste bambine diventate donne, però, si avverte come la scelta di usare il linguaggio teatrale possa essere un’arma a doppio taglio. Viene a mancare il giusto pathos e l’assenza di un’adeguata fotografia in molte scene-chiave rimarca questo difetto.

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Venezia77. One Night in Miami, la recensione

Regina King inscena una conversazione mai storicamente avvenuta tra Cassius Clay, Malcolm X, Sam Cookie e Jim Brown.

Siamo a Miami, 1964, Clay ha appena vinto il titolo di Campione del Mondo dei Pesi Massimi a ventidue anni. Lui e i tre amici sopra menzionati decidono di festeggiare. Tutto bello se non che l’organizzatore è Malcom X. Astemio e poco dedito ai piaceri terreni, Malcolm invita tutti nella sua stanza d’hotel.

Da qui prenderà piede un confronto sul tema del razzismo.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. The Man Who Sold His Skin, la recensione

Nei festival internazionali oltre ai grandi nomi acclamati ci sono anche molte perle di registi emergenti. Uno di questi, visto alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia, è sicuramente The Man Who Sold His Skin, diretto da Kaouther Ben Hania, in concorso nella sezione Orizzonti. 

La storia inizia in Siria, Abeer (Dea Liane) e Sam Ali (Yhaya Mahay) sono una giovane coppia innamorata, ma Sam viene arrestato per futili motivi e deve quindi fuggire in Libano rinunciando al suo grande amore. Qui incontra Jeffrey Godefroi (Koen de Bouw), un artista internazionale in grado di trasformare in opera d’arte qualsiasi oggetto che tocchi, insieme alla sua collaboratrice Soraya, interpretata da una biondissima Monica Bellucci. E Jeffrey decide di toccare proprio la schiena di Sam, tatuandolo, trasformandolo in un simbolo e in una vera e propria opera d’arte vivente. La schiena di Sam viene esposta nei più grandi musei del mondo e diventa famoso e benestante, ma deve quel benessere e la possibilità di viaggiare ovunque nel mondo ad un contratto che lo considera non come un essere umano ma come una merce vendibile ed acquistabile.

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