Archivio tag: venezia79

Margini, la recensione

Grosseto, 2008. Un capoluogo di regione che sembra una provincia. Una piccolissima provincia addormentata in cui non succede mai nulla. Un luogo piccolo, in ogni senso, in cui tutti si conoscono e nessuno sembra avere reali ambizioni. Nessuno tranne Michele, Edoardo e Iacopo, tre ragazzi neanche trentenni che vivono intrappolati nel mito della musica punk. Hanno messo insieme una band, i Waiting for Nothing (che è tutto un programma!), e sognano tutti insieme di poter sfondare nel mondo della musica. Ma se si hanno questi sogni di gloria, Grosseto non può che essere un paesotto che sta stretto poiché le uniche occasioni che offre per esibirsi sono le deprimenti feste dell’Unità e qualche locale scalcagnato privo di pubblico. Persa quella che sembrava essere l’occasione della loro vita, aprire a Bologna il concerto di una band hardcore straniera, Michele, Edoardo e Iacopo vengono assaliti da un discutibile colpo di genio: portare la band straniera – i Defense – a Grosseto e organizzare a spese loro il concerto più ribelle che sia mai arrivato in città. Una buonissima idea, peccato che i tre amici non hanno né le possibilità economiche né le capacità per organizzare un concerto del genere.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia79. Dreamin’ Wild, la recensione del biopic sugli Emerson Bros

I fratelli Donnie e Joe Emerson erano poco più che ragazzini negli anni Settanta e abitavano in campagna dove il padre lavorava coltivando la terra. Donnie era il più talentuoso; prima di compiere diciotto anni era già in grado di comporre canzoni e capace di suonare molti strumenti mentre Joe – minorenne pure lui – era alla batteria. Il grande entusiasmo ed amore per la musica di Donnie trascinò anche il fratello nell’avventura del pop-rock-soul. Un mix di stili fusi insieme da un “sound” casalingo ma accattivante. Il padre Don assecondò la loro passione costruendo nel loro terreno uno studio di registrazione in piena regola. I fratelli riuscirono ad incidere un intero album e trovarono anche un’etichetta disposta a trasformare il loro nastro in un disco vero e proprio che venne poi distribuito.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia79. Il Signore delle formiche, la recensione del film di Gianni Amelio

Il Signore delle formiche verrà etichettato come il film del caso Braibanti ma è di più. È una grandissima storia d’amore tra un uomo e un ragazzo. Una storia autobiografica; molto autobiografica“. Queste sono le precise parole pronunciate, con emozione, dal regista Gianni Amelio durante la conferenza stampa di presentazione del suo ultimo film alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia. Ed è un film di cui, siamo sicuri, si parlerà a lungo per mille motivi.

Siamo a metà degli anni Sessanta. Nella civile Europa esistevano paesi, come l’Inghilterra, in cui l’omosessualità era ancora un reato penale mentre in Italia era considerata “solo” una malattia da curare con metodi brutali come l’elettroshock. La società evitava con cura di pronunciare anche la parola “omosessuale” perchè ritenuta talmente scandalosa da dover essere cancellata completamente dal parlato comune. 

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia79. Dead For a Dollar, la recensione del western di Walter Hill

Dead For a Dollar di Walter Hill non è il classico film western ma un film western classico.

È un gioco di parole sottile ma più significativo di quanto sembri.

È classico in tutti gli aspetti, dalla trama fino alle singole inquadrature.

Alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia è fuori concorso ma non ancora fuori moda nonostante il genere abbia ormai attraversato quasi tutte le epoche della ultracentenaria storia cinematografica.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia79. The Whale, la recensione del film con Brendan Fraser e Sadie Sink

The Whale, il nuovo film di Darren Aronofsky presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, è per il momento nettamente il miglior film di questa 79esima edizione.

Basato sulla sceneggiatura teatrale di Samuel D. Hunter, il film ha come protagonista Charlie, interpretato da Brendan Fraser, un uomo obeso e con serie difficoltà di movimento che si mantiene insegnando corsi online in cui nasconde la sua situazione fisica. La vicenda si svolge nel corso una settimana, per lo più in una stanza, dal momento in cui le condizioni fisiche di Charlie stanno ulteriormente peggiorando e lui è aiutato da Liz (Hong Chau), sua infermiera e amica. Temendo stia per arrivare la fine, l’uomo cercherà quindi di riallacciare i rapporti con la figlia Ellie (Sadie Sink, ovvero Max in Stranger Things), avuta da una relazione precedente.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia79. The Banshees of Inisherin – Gli spiriti dell’isola, la recensione

Se avete già visto, e probabilmente apprezzato, Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017) allora non farete fatica a riconoscere il caratteristico stile del regista/sceneggiatore irlandese Martin McDonagh anche nel suo nuovo film: The Banshees of Inisherin – Gli spiriti dell’isola. La straordinaria capacità di McDonagh di dirigere gli attori, peraltro spesso affermati ed esperti “mostri sacri”, guidandoli nel percorso di interiorizzazione dei rispettivi personaggi, aiuta ad aumentare l’intensità della recitazione e la possibilità di esprimere un complesso mondo interiore anche andando al di là delle semplici parole pronunciate.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia79. Love Life, la recensione

Presentato in concorso alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia, Love Life di Kōji Fukada, è un racconto familiare quotidiano e drammatico in cui il regista giapponese ci porta in una giovane famiglia sconvolta da un trauma.

Taeko (Fumino Kimura) e Jiro (Kento Nagayama) sono da poco sposati, ma la relazione non è vista di buon occhio dal padre di Jiro in quanto Taeko aveva avuto già un figlio da una precedente relazione. Il piccolo, Takei, è particolarmente intelligente, tanto da essere un campione di Othello a soli 6 anni.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia79. L’immensità, recensione del film con Penelope Cruz

Tanti applausi dalla critica per L’immensità, l’ultimo film di Emanuele Crialese, già autore degli apprezzati Nuovo Mondo e Respiro, proiettato in Sala Darsena alla Biennale di Cinema.

Un film che si basa molto sull’interpretazione della Coppa Volpi 2021 Penelope Cruz, e il suo rapporto con la figlia di undici anni (molto brava la giovane attrice Luana Giuliani), all’interno di un contesto familiare romano, dove però la città è quasi distopica.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia79. Argentina, 1985. La recensione del film sulla nascita della democrazia argentina

È il 1984 in Argentina, da soli 7 mesi è caduta la dittatura militare del generale Jorge Videla che dal 1976 deteneva con i suoi collaboratori il potere assoluto, lasciando al suo posto una nascente democrazia, con tutte le sue difficoltà e speranze.

Gli ex comandanti del regime, Jorge Rafael Videla, Emilio Eduardo Massera, Roberto Eduardo Viola, Armando Lambruschini, Orlando Ramón Agosti, Omar Graffigna, Leopoldo Galtieri, Jorge Anaya e Basilio Lami Dozo, vengono arrestati e messi sotto processo ordinario, e non alla corte marziale come previsto per i militari, organizzazione in cui molti ancora provano simpatie per l’ex regime.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia79. Master Gardener di Paul Schrader. Orticoltura e neonazismo

Paul Schrader, Leone d’Oro alla carriera e già sceneggiatore di alcuni noti film di Martin Scorsese, come Taxi Driver e Toro Scatenato, porta alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia un lungometraggio dai tratti oscuri ma mai sopra le righe, Master Gardener.

La storia si ambienta nella magione della regina di Scozia, vedova solitaria interpretata da Sigourney Weaver, che saltuariamente si accompagna al giardiniere, il meticoloso Narvel Roth interpretato da Joel Edgerton.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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