Archivio tag: vision distribution

Mektoub, My Love: Canto Uno, la recensione

Il cinema di Abdellatif Kechiche ha ormai segnato un nuovo stile di realismo, che avvolge i corpi dei propri protagonisti, si focalizza sui loro volti e li segue ovunque, nella quotidianità più banale e banalmente esasperante. Chiaramente legato a un’idea moderna di nouvelle vague, che si rifà tanto a Éric Rohemer quanto a Jacques Rivette, Kechiche torna a raccontare la gioventù francese dopo il grande successo internazionale di La vita di Adele. E se quel film, che si è aggiudicato la Palma d’oro a Cannes nel 2013, trasponeva la graphic novel di Julie Maroh, Mektoub, My Love è liberamente ispirato al romanzo di François Bégaudeau La ferita, quella vera.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, la recensione

Tra i più influenti artisti del XIX secolo, Oscar Wilde è ancora oggi una fonte d’ispirazione per molte persone, figura carismatica oltre che grande scrittore, contraddistintosi anche per alcune turbolente questioni private e pubbliche che ha pago a caro prezzo. Ovviamente il cinema non poteva rimanere indifferente dinnanzi a una personalità di tale caratura e in più occasioni lo scrittore irlandese è stato catturato sul grande schermo, sia in quanto le sue opere sono diventate ispirazione per lungometraggi, sia in quanto protagonista stesso di film che raccontano la sua vita. A quest’ultima categoria appartiene The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, film che sancisce l’esordio alla regia dell’attore Rupert Everett, che questo film lo ha anche scritto e interpretato nel ruolo di protagonista.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Come un gatto in tangenziale, la recensione

Giovanni lavora per la riqualificazione delle periferie italiane ed è padre divorziato con una figlia adolescente di nome Agnese. Lui e la sua ex moglie Luce, che vive in Provenza e crea essenze alla lavanda, hanno allevato la loro figlia educandola all’uguaglianza sociale e al rispetto del prossimo, finché Agnese rivela a suo padre che si è fidanzata con Alessio, un coetaneo che vive nella periferia di Roma, precisamente nella borgata Bastogi. Improvvisamente Giovanni si rende conto che quelle “uguaglianze” tanto predicate non valgono quando lo vedono coinvolto da vicino e, seguendo di nascosto Agnese, si rende conto del degrado in cui vivono gli abitanti di Bastogi e la famiglia di Alessio. Allo stesso tempo, anche la mamma del ragazzo, Monica, vede con sospetto la relazione tra i due giovani e, sua malgrado, si trova a frequentare una realtà sociale che ha sempre disprezzato, quella della borghesia romana.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La casa di famiglia, la recensione

Nonostante il successo ormai evidente agli occhi di tutti di altri generi come il thriller e i gangster movie, il cinema italiano continua imperterrito a puntare sulla commedia, come dimostrano i numeri relativi alla produzione e distribuzione di film di questo tipo e la tendenza a far esordire giovani registi ancora affascinati da questo genere. L’ultimo nome in ordine di tempo è quello di Augusto Fornari il quale, dopo una lunga attività di attore e autore teatrale, fa il suo esordio alla regia con  La casa di famiglia. Un battesimo bagnato in maniera sufficiente grazie ad una commedia che stenta a prendere quota e ritmo, ma che in fin dei conti si rivela riuscita, divertente e caratterizzata da un buon lavoro sui personaggi e su una storia che sa strappare più di qualche risata sana e divertita, nonostante difetti evidenti e fisiologici dati dall’inesperienza di Fornari.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Nove lune e mezza, la recensione

Da giovedì 12 ottobre sarà nelle sale italiane con Paco Cinematografica e la neo-nata Vision Distribution, Nove lune e mezza, la commedia che segna l’esordio alla regia di Michela Andreozzi.

Il soggetto della stessa regista, assieme a Alessia Crocini e Fabio Morici, porta sullo schermo le storie di Livia (Claudia Gerini) e Tina (Michela Andreozzi), due sorelle che non potrebbero essere più diverse: la prima è una violoncellista, certa del fatto che figli non ne vorrà mai, Tina, invece, è una vigilessa urbana che desidera tanto restare incinta, senza mai riuscirci. Con l’aiuto dell’amico ginecologo Nicola, interpretato da Stefano Fresi, Livia porterà in grembo il bambino di Tina e del suo compagno Gianni (Lillo Petrolo).

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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