Archivio tag: William Friedkin

Friedkin Uncut – Un diavolo di regista, la recensione

C’è un fascino e una coerenza particolare nell’universo che ruota attorno al grande William Friedkin, premio Oscar nel 1972 per Il braccio violento della legge e immenso regista a cavallo tra i generi. Se anche i sassi conoscono ormai la sua poetica votata al realismo (anche quando di reale c’è ben poco) e una profonda fede cristiana che l’ha portato ad analizzare il Male da un punto di vista sincretico, è la sua vocazione documentaristica a far quadrare perfettamente il cerchio della sua cinematografia. Ad un inizio di carriera incentrato proprio sul documentario, coincide un’attuale maturità che torna sull’approccio documentaristico. È dello scorso anno, infatti, The Devil and Farther Amorth (presentato a Venezia 74 e oggi reperibile su Netflix), rigorosa e inquietante cronistoria di un vero esorcismo in cui il regista pedina Padre Gabriele Amorth nelle fasi mirate a liberare una donna dal demonio. Ed è proprio un documentario, oggi, a raccontare la figura di William Friedkin a cavallo degli anni, anzi dei decenni, e della sua affascinante filmografia. A realizzare Friedkin Uncut – Un diavolo di regista (presentato anch’esso a Venezia, ma quest’anno) è Francesco Zippel, contatto italiano di Friedkin nella realizzazione di The Devil and Father Amorth, che ha utilizzato proprio il soggiorno italiano del grande regista americano per ultimare il suo imponente lavoro celebrativo.

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Il peggio di Venezia 74: The Devil and Father Amorth, The Private Life of a Modern Woman, Caniba

The Devil and Father Amorth

The Devil and Father Amorth è stato il primo film che ho visto a questa 74 Mostra del Cinema di Venezia. Le aspettative erano grandi: un documentario molto particolare girato da William Friedkin. Se il nome vi sembra familiare è perché Friedkin ha firmato uno dei classici dell’horror più amati, un film che ha fatto storia facendo passare notti insonni a diverse generazioni. Anche se l’horror non è il vostro genere avrete di sicuro sentito parlare de L’esorcista e avrete anche ben in mente alcune scene in particolare. Da questo si può facilmente immaginare l’attesa per un documentario che torna a sondare il male in una delle sue forme più pure, andando a interpellare niente meno che Padre Amorth, forse il più importante esorcista del Vaticano.

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L’Esorcista – Quarant’anni dopo, la recensione del libro

Se vi trovate su questo sito sicuramente siete fan anche dell’horror e se lo siete, allora, va da sé che amiate uno dei film più significativi di questo genere cinematografico: L’Esorcista di William Friedkin. Buongustai.

La pellicola del 1973, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo dello scrittore William Peter Blatty, è ancora oggi considerata come una delle “più terrificanti di tutti i tempi”, e a quarant’anni di distanza è capace di far parlare ancora di sé. Non a caso l’autore Nico Parente, con l’aiuto di Roberto Giacomelli e Gordiano Lupi, ha voluto analizzare passo dopo passo la leggendaria pellicola, i suoi sequel e prequel e tutto quello che è riuscita a donare al mondo del cinema creando addirittura un nuovo filone cinematografico.

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L’Esorcista – Quarant’anni dopo. Un saggio sul film più spaventoso di tutti i tempi!

Il 2013 ha segnato i 40 anni di vita di uno dei film più spaventosi mai apparsi sul grande schermo: L’Esorcista. Per continuare a celebrare un vero caposaldo della cinematografia (horror e non solo) ecco arrivare nelle librerie il libro L’Esorcista – Quarant’anni dopo.

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Dallas Buyers Club : la conferenza stampa a Roma

Partenza ingiustamente fiacca, al box office italiano, per il primo weekend di programmazione di Dallas Buyers Club, che guadagna il nono posto incassando 417 mila euro con una media di circa 2.800 euro in 147 sale. L’intenso film drammatico, diretto da Jean-Marc Vallée e interpretato da uno smunto ma formidabile Matthew McConaughey, è stato candidato a 6 Premi Oscar (tra cui Miglior Film e Miglior Attore Protagonista) e racconta la storia vera di Ron Woodroof, rude e omofobo texano che, nel 1985, contrae il virus dell’HIV. Allora, la malattia rappresentava un misterioso spauracchio, tanto che i medici gli danno non più di un mese di vita; lui, però, non si arrenderà e cercherà con ogni mezzo di procurare per sé e per chi, come lui, ne ha bisogno le doverose e appropriate cure mediche.
Dallas Buyers Club è stato presentato a Roma in conferenza stampa da Matthew McConaughey in carne e ossa. L’attore – spiritoso, loquace e carismatico – di nuovo in forma smagliante dopo lo stress a cui il suo fisico è stato sottoposto prima delle riprese del film; McConaughey, infatti, per entrare nei panni di Ron Woodroof , ha dovuto perdere ben 23 kili.
In coda all’articolo, potrete guardare in esclusiva il video integrale e una fotogallery dell’evento.

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