Archivio tag: woody harrelson

Midway, la recensione

Forse le cose non accadono mai per caso.

Prima della proiezione riservata alla stampa di Midway, l’ultima fatica di Roland Emmerich, c’è stato un intervento introduttivo della Marina Militare italiana – con tanto di ufficiali in divisa – per parlare di guerra e portaerei. Quale migliore occasione di un film su cui aleggia l’ombra di un passato italiano tutt’altro che memorabile in cui abbiamo indossato gli abiti dei mostri?

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Zombieland – Doppio colpo, la recensione

zombieland doppio colpo

Ci sono voluti ben dieci anni e una serie tv andata male sul nascere per avere finalmente un sequel a quel gioiellino della zombie-comedy che è Benvenuti a Zombieland! E, come è giusto che sia, in Zombieland – Doppio colpo ritroviamo la stessa squadra con Ruben Fleischer al timone di regia dopo il successo al botteghino di Venom, Rhett Reese e Paul Wernick di Deadpool alla sceneggiatura e un cast che riporta in scena Woody Harrelson, Emma Stone, Jesse Eisenberg e Abigail Breslin.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Benvenuti a Zombieland, la recensione

In un mondo distrutto da un’epidemia che ha trasformato in zombi gran parte della popolazione, lo studente universitario Columbus è in viaggio verso la sua città natale con la speranza che i suoi familiari siano sopravvissuti alla catastrofe. Columbus è tra i pochi ad essersi salvati perché segue in modo ferreo una serie di regole che si è autoimposto per sopravvivere agli zombi. Un giorno incontra sulla sua strada Tallahassee, uno yankee rozzo e sboccato che è il suo esatto contrario. Insieme continuano il viaggio alla ricerca di sopravvissuti finché si imbattono in Wichita e Little Rock, due sorelle in difficoltà che invece si rivelano delle subdole ladre dirette verso un luna park in California, che si dice tra i pochi sfuggiti alla catastrofe.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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True Detective: in blu-ray la terza stagione completa

Per quanto riguarda la serialità televisiva il 2019 si è aperto col “botto”, con la nuova stagione di una delle serie più amate, discusse, applaudite e premiate di questi ultimi anni: True Detective. Era il 2014 quando lo sceneggiatore Nic Pizzolatto, insieme all’emittente televisiva HBO, rivoluzionò il modo di fare serie televisive con la prima (e tutt’ora inarrivabile) stagione di True Detective, un’opera magistrale in grado più di ogni altra nel traslare il linguaggio cinematografico sul piccolo schermo. Un caso torbido e apparentemente impossibile da risolvere, location soffocanti, sceneggiatura e regia sempre attente al dettaglio (visivo e psicologico) e due interpreti magistrali in assoluto stato di grazie (Matthew McConaughhey e Woody Harrelson). Questi sono solo alcuni degli elementi che si sono perfettamente allineati facendo si che la prima stagione di True Detective potesse entrare di diritto, e a gamba tesa, nella Storia della serialità televisiva. Elementi che sono stati prontamente riproposti – più o meno – nella seconda stagione (arrivata sempre su HBO nel 2015) che però non ha convinto tutti, mostrando un linguaggio narrativo più “addomesticato” e ambientando il caso in un contesto troppo differente dal precedente (dalle campagne senza vita della Louisiana alla caotioca Vinci, città immaginaria della California). Quattro anni dopo Nic Pizzolatto ci riprova, corregge il tiro e cerca di accontentare tutti quei fan delusi della seconda stagione. Trasmessa sulla HBO tra gennaio e febbraio (in Italia su Sky Atlantic tra gennaio e marzo), la terza stagione di True Detective è da poco disponibile in blu-ray con Warner Bros Entertainment che distribuisce un cofanetto a 3 dischi contenente tutti e 8 gli episodi della stagione.

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Highwaymen – L’ultima imboscata: uno sguardo differente sulla vicenda di Bonnie & Clyde

Il 29 marzo è arrivato su Netflix un nuovo film originale, The Highwaymen – L’ultima imboscata, che negli USA è riuscito addirittura ad ottenere un spazio nelle sale cinematografiche, e non a torto.

Inizialmente il film era prodotto dalla Universal Pictures, ma dopo che la grande casa di produzione decise di abbandonare il progetto, venne salvato da Netflix.

Il film vede come attori protagonisti nomi del calibro di Kevin Costner e Woody Harrelson: i due interpretano i ranger che, dopo anni di tentativi a vuoto, vennero convocati per fermare i famigerati banditi Bonnie e Clyde.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il castello di vetro, la recensione

Il castello di vetro è il grande affresco di una famiglia eccentrica, resiliente e affiatata: una straordinaria storia di eccessi. Oggi si definirebbe “famiglia disfunzionale”, ma l’appellativo non renderebbe l’idea.

Tratto dal best-seller autobiografico della celebre giornalista americana Jeannette Walls, seconda di quattro figli, il film punta sulla presenza della straordinaria Brie Larson (Premio Oscar per Room), che incarna la Walls da giovane. Jeannette è una donna che, influenzata dalla natura piacevolmente selvaggia del suo problematico padre, e della non meno problematica madre, trova la determinazione per costruirsi una vita di successo, seguendo le proprie regole.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venom, la recensione

La Sony Pictures è stata tra le prime majors a credere nel potere cinematografico dei supereroi dei fumetti, inteso come modello produttivo più moderno e all’avanguardia, e lo ha fatto quando ancora era in ballo la Columbia Pictures, nel 2002, anno in cui arrivò nei cinema Spider-Man di Sam Raimi, ad oggi ancora inserito nelle top 10 dei migliori cinecomix di sempre. Antesignano di ogni odierno cinefumetto di successo, Spider-Man aveva provato a portare sul grande schermo Venom già nel 2007, nel terzo capitolo della saga raimiana, all’unanimità riconosciuto come unico punto debole della trilogia. Da allora la Columbia, divenuta Sony, ha dato diverse forme al cordiale ragno di quartiere, rebootandolo nel 2012 con The Amazing Spider-Man, restituendolo ai Marvel Studios – che l’ha inserito nell’MCU in Captain America: Civil War, prima di dedicargli una sua saga – e poi facendone una versione animata che dà vita allo Spider-verse che i fumettofili ben conoscono. Ma dicevamo di Venom, una delle maggiori nemesi di Spider-Man, che oggi diventa protagonista di un suo film inaugurando, nelle idee dei produttori, un universo di film (probabilmente legati tra loro) dedicati ai personaggi “collaterali” del mondo di Spider-Man, non collegato al celebre MCU di casa Disney.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Solo: A Star Wars Story, la recensione

Quella di Solo: A Star Wars Story, secondo spin-off del nuovo corso di Star Wars, non è stata una storia produttiva molto semplice. Chi segue i dietro le quinte sa che inizialmente a firmare l’opera non doveva esserci Ron Howard, ma Phil Lord e Christopher Miller, coppia rodatissima nella commedia hollywoodiana grazie al dittico di 21 Jump Street, il primo Piovono polpette e The LEGO Movie, ma, per divergenze creative, Lord e Miller sono stati licenziati a riprese abbondantemente iniziate. Le voci di corridoio ci hanno spiegato che i registi di The LEGO Movie si stessero affidando un po’ troppo all’improvvisazione, con un taglio da commedia demenziale che cozzava con le idee di Kathleen Kennedy e la Lucasfilm, motivo per cui è stata immediatamente cercata una sostituzione capace di rimanere nei tempi prestabiliti pur dovendo rigirare parte del già fatto. Ron Howard è stato il “ripiego” ideale, legato amichevolmente alla Lucasfilm dai tempi di American Graffiti e persona assai affidabile e seria, in pratica lo “yes man” perfetto per salvare la “baracca” dall’affondamento.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Tre manifesti a Ebbing Missouri, la recensione

Presentato in concorso alla 74esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri è il terzo film del regista Martin McDonagh (In Bruge, 7 psicopatici).

Un successo eccezionale sia di critica (si è guadagnato un lunghissimo applauso in sala stampa) che di pubblico, che alla prima in Sala Grande ha fatto tremare le pareti tra applausi e standing ovation.

La vita della relativamente tranquilla cittadina di Ebbing in Missouri viene sconvolta quando Mildred Hayes (Frances McDormand) affitta tre immensi cartelloni pubblicitari rimasti a lungo inutilizzati lungo una delle strade secondarie di collegamento alla città. “Stuprata mentre moriva”, “Ancora nessun arresto”, “Perché sceriffo Willoughby?”, sono le parole che la donna, dopo mesi di silenzio sulle indagini per la morte della figlia, stuprata, uccisa e data allae fiamme nove mesi prima, ha deciso di imprimere nella memoria di tutti i cittadini e soprattutto delle forze dell’ordine.

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Valutazione: 10.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The War – Il Pianeta delle Scimmie, la recensione

Ora che è compiuta, possiamo tranquillamente affermarlo: la trilogia prequel de Il Pianeta delle Scimmie è una delle cose più belle, armoniose e genuinamente complesse apparse nel panorama del cinema di fantascienza di questo terzo millennio.

Iniziata nel 2011 da Rupert Wyatt con il bellissimo L’alba del Pianeta delle Scimmie, la saga prequel è proseguita nel 2014 con l’altrettanto ottimo Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie, diretto dal talentuoso Matt Reeves. Ed è proprio guardando alla direzione intrapresa in questo capitolo due che Reeves prosegue il discorso di The War – Il Pianeta delle Scimmie, eccezionale episodio conclusivo di una trilogia perfetta.

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