TFF35. Don’t Forget Me, la recensione

L’inaspettata sorpresa di questo 35° Torino Film Festival arriva dall’Israele.

Don’t Forget Me è una rom-com in stile David e Lisa. Anche qui ci troviamo di fronte a due giovani disadattati incapaci di integrarsi. Non per niente l’incontro tra i due protagonisti avviene nel giardino di un ospedale psichiatrico. Lei è Tom (sì, è una lei), anoressica e cinica e con il sogno di un vivere sregolato (vorrebbe mantenersi prostituendosi pur non avendo un ottimo rapporto con il sesso); lui è Neil, di origini olandesi, un romantico e sognatore suonatore di tuba.

Pur così diversi tra loro, Tom e Neil hanno in comune le stesse fragilità e gli stessi squilibri. Il feeling tra i due è immediato ed è lei ad avvicinarlo e a tentare un primo maldestro approccio sessuale. Insieme i due iniziano ad aprirsi, a scoprire le proprie ferite finendo per condividere il sogno di espatriare in Germania. Ma i loro piccoli mondi di illusioni dovranno ben presto scontrarsi con la dura realtà.

Pur incentrato sull’incontro tra due anime gemelle, Don’t Forget Me è un romance cinico e impegnato. Inoltre trasforma due travolgenti personaggi in pazzi eroi malvisti dalla società che li ha rinchiusi. Sul fatto che Tom e Neil siano i veri “fuori di testa” il regista sembra nutrire qualche dubbio incolpando prima i genitori di lei, poi gli amici di lui.

Don’t Forget Me mette in scena le contraddizioni e la salute di un paese ancora profondamente ferito dalla Shoah. Tom è la prima a voler uscire da questa prigione, più ideologica che fisica, a volersi liberare di questo peso (di cui la sua anoressia diventa una metonimia), a voler andare oltre i vecchi rancori. Ma l’Israele non sembra essere pronto per questo grande passo e il sogno dei due giovani viene quindi scambiato per “lucida follia”.

Diverse tematiche si incrociano in un crescendo di situazioni sospese tra il tragico e l’assurdo, Tom e Neil scoprono infine la disillusione, ma inseguendo i loro sogni con la stessa genuinità di Sebastian e Mia, i due indimenticabili protagonisti di La La Land.

Claudio Rugiero

PRO CONTRO
  • Film-ritratto di una nazione pieno di spunti di riflessione che utilizza la forma della rom-com.
  • Uno sguardo cinico intriso di “lucida follia”.
  • Due personaggi trascinanti e originali.
  • Forse il finale amaro meritava qualcosa di più.
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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TFF35. Don't Forget Me, la recensione, 8.0 out of 10 based on 1 rating
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