The Circle, la recensione

Il problema che ha il cinema con le storie che parlano di tecnologia è paradossale.

Malgrado sia un medium che utilizza a suo favore il progresso tecnologico per migliorare di continuo l’apporto visivo, sonoro e di coinvolgimento spettatoriale, è sempre pronto a demonizzare la tecnologia con visioni negative che ci immergono in scenari futuri o presenti decisamente inquietanti. È quello che accade anche in The Circle, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Dave Eggers.

Per portare sullo schermo The Circle, è stato coinvolto lo stesso Eggers ed è qui, probabilmente, che dobbiamo cercare la causa della mancata riuscita del film.

Mettiamo in chiaro le cose, Eggers è un bravo scrittore e ha dimostrato di essere uno sceneggiatore capace con American Life e soprattutto il complicatissimo Nel paese delle creature selvagge, ma trarre uno script da un suo stesso romanzo deve averlo messo in crisi perché si nota troppo la sua aderenza al testo, la mancanza di “coraggio” nell’adattare una storia così teorica ai tempi e al linguaggio della settima arte. E infatti The Circle fa semplicemente venire voglia di leggere il libro da cui è tratto, per capire quanto Eggers sia stato in difficoltà nel trasformare la sua opera in un film hollywoodiano che fosse al servizio di grandi star come Tom Hanks ed Emma Watson.

In un presente neanche troppo distopico o un futuro non tropo lontano, la giovane e ambiziosa Mae Holland (la Watson) viene assunta dalla potente azienda di telecomunicazioni, The Circle, che ha lanciato sul mercato un intricato sistema di social media che permette di condividere le proprie esperienze in diretta con tutte le persone connesse. Incoraggiata dal co-fondatore dell’azienda, Eamon Bailey (Hanks), Mae decide di diventare l’immagine dell’azienda quando aderisce a un sistema in fase di sperimentazione che le consente di essere “trasparente” al 100% con tutte le persone connesse a The Circle che la seguono. Diventata celebre in brevissimo tempo, con miliardi di persone nel mondo che ne osservano la quotidianità, Mae non perde solo la sua privacy ma progressivamente anche le amicizie, finché la situazione comincia a farsi pericolosa per la sua incolumità e quella di chi le sta vicino.

Il film diretto da James Ponsoldt (The End of the Tour) in pochi minuti mostra la sua natura indecisa di ibrido inter-genere che vuole svincolarsi dalle dinamiche del cinema più commerciale per assumere un’autorialità che invece lo debilita. The Circle è un thriller fantascientifico, ma anche un teen-drama, è un horror paranoico e ha qualche accenno da spy movie: è tutto ciò e niente di ciò, andando a somigliare, piuttosto, a un lungo episodio della serie britannica Black Mirror. Ma a differenza di quest’ultima, sembra soffrire di mancanza di economia narrativa, come se fosse una lunga corsa verso il nulla, senza la possibilità di sviluppare a dovere le interessantissime argomentazioni della storia.

Infatti, giunti al termine dei 110 minuti di durata di The Circle, si ha sensazione di aver appena visto il lungo pilot di una serie tv e ancora molta carne manca di essere aggiunta al fuoco, con storyline ancora da sviluppare e personaggi secondari piuttosto inespressi… su tutti la collega di lavoro di Mae, interpretata dalla Nebula di Guardiani della Galassia Karen Gillan, e Kalden, il misterioso sviluppatore di The Circle, che ha il volto spaesato di John Boyega, il Finn di Star Wars, una scelta di miscasting abbastanza clamorosa.

A proposito di cast, Emma Watson ce la mette tutta per disintossicarsi dal recente plasticoso ruolo di Belle in La bella e la bestia e qui, infatti, riesce a dimostrare di saper supportare anche ruoli più impegnativi, anche se a rubare la scena a tutti è Tom Hanks, carismatico leader dell’azienda… però c’è da dire che ricalcare questa tipologia di ruolo sul defunto Steve Jobs ha anche un po’ stancato.

Tra complotti aziendali, invidie adolescenziali, ridicoli tentativi da thriller e momenti in stile EDTv (lo ricordate il film di Ron Howard con Matthew McConaughey?), The Circle prova ad imporsi nel vasto panorama del cyber thriller senza riuscirci. La prospettiva molto realistica del social network invasivo e onnisciente è inquietantissima e il film fornisce una visione della mancanza della privacy applicata alle moderne tecnologie molto efficace; peccato, appunto, che sia il film nella sua complessità a non esserne all’altezza.

Stroncato dalla critica praticamente ovunque, The Circle non sta riscontrando neanche troppo il favore del pubblico e, anche se non è costato poco per gli standard hollywoodiani (18 milioni di dollari), può essere già considerato un semi-flop.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Restituisce una visione realistica e inquietante dell’era “social media”.
  • Un ibrido indeciso e poco coinvolgente.
  • Non riesce a sviluppare la tematica e i personaggi tanto da sembrare il pilot di una serie tv.
  • Alcuni attori sono fuori parte.
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