The Northman, la recensione

La fulgida e coriacea filmografia che racconta le gesta dei vichinghi, esponenzialmente ampliatasi in seguito al successo televisivo di serie come Vikings, ha sempre rappresentato un filone numericamente compatto ma decisamente sfizioso per gli amanti dell’action in costume. Un filone che si è spesso e volentieri contaminato con il fantasy attingendo alla ricca mitologia norrena e che solo raramente ha condotto un’analisi antropologica e storicamente attendibile degli usi e costumi delle civiltà del Nord Europa tra l’VIII e l’XI secolo. Ad affinare questa visione rigorosa del popolo vichingo ci pensa Robert Eggers con The Northman, un cineasta che quantomeno possiamo definire “particolare”, con una precisa e personale visione del cinema, che la sua prima incursione nel blockbuster, dopo gli ottimi ma semi-indie The VVitch e Lighthouse, ci conferma in pieno.

Al suo ritorno da un lungo viaggio, Re Aurvandil finisce vittima di un complotto ordito da suo fratello Fjölnir, che lo uccide sottraendogli moglie e regno; suo figlio Amleth, invece, riesce a fuggire ma viene dato per morto. Anni dopo, il cresciuto Amleth ha intrapreso una strada da guerriero conquistatore facendo suoi i poteri dei berserkir e degli úlfheðnar e fa ritorno nel suo regno dove lo zio è stato spodestato ma ha comunque mantenuto il controllo degli schiavi. Qui, facendosi passare per uno prigioniero, Amleth medita una cruenta vendetta.

Possiamo tranquillamente annoverare The Northman tra i migliori film sull’argomento “vichinghi”, anzi, si potrebbe anche azzardare che Robert Eggers abbia realizzato, ad oggi, IL MIGLIOR film sui vichinghi grazie a un perfetto equilibrio tra la spettacolarità tipica di certo cinema hollywoodiano e la sua personale idea di cinema. Chi ha amato The VVitch e Lighthouse saprà come sia autoriale la visione del cinema attuata da Eggers, ma parliamo di un’autorialità fuori dagli schemi precostruiti, dove il fantastico si immette nel reale con una naturalità straniante, in cui soprannaturale e umano si fondono come se fossero parte di uno stesso piano d’azione.

The Northman rientra in questa visione ma lo fa esternando il più possibile il soprannaturale e concentrandosi su una vicenda terrena dalle quale sono esclusi gli interventi divini diretti. Eppure, l’intera opera è intrisa di misticismo, ci racconta la furia dei guerrieri orso e dei guerrieri lupo, che si caricano della forza sovrumana degli animali totem, ci racconta i viaggi onirici resi possibili dagli sciamani, le visioni del futuro spiegate dalle veggenti e battaglie contro spirti guerrieri e al fianco di furiose valchirie. Ma è tutto perfettamente plasmato nella visione generale della vita vichinga, come se il piano fisico e metafisico si fondessero perfettamente senza logica di differenziazione.

Ma non aspettatevi un’opera onirica e dai ritmi dilatati come il pur bellissimo Valhalla Rising di Nicolas Winding Refn, con The Northman siamo in tutt’altra direzione, quella di un revenge-movie crudo, furioso e violentissimo, in cui la fisicità degli scontri ha una primaria importanza. Anzi, ci troviamo nei territori della revenge story per eccellenza ed è lo stesso nome del protagonista a suggerircelo, Amleto. Robert Eggers e il co-sceneggiatore Sjón, scrittore, paroliere e poeta islandese a cui si devono i testi di molte canzoni di Björk ma anche lo script del recente folk-horror Lamb, si sono ispirati direttamente alla fonte nord-europea medievale di Saxo Grammaticus dalla quale William Shakespeare attinse per il suo Hamlet. Per questo motivo ci sono molte affinità tra The Northman e il celebre poema shakespeariano, che si fondono con una certosina ricerca che l’autore di The VVitch ha effettuato sugli usi e i costumi dei popoli vichinghi.

Scandito in capitoli, The Northman ci immerge in uno scenario ruvido e sanguigno in cui la furia di un uomo si adagia in un contesto violento e crudele. Il clangore delle lame è un tutt’uno con le urla furiose dei guerrieri in scene di combattimento complicatissime e altamente spettacolari, come il lungo piano sequenza che descrive il saccheggio dei guerrieri ai danni del villaggio slavo: niente viene risparmiato allo spettatore in un racconto cruento e crudele come l’epoca in cui si ambienta.

Alexander Skarsgård è un protagonista perfetto, un guerriero credibile, di poche parole e dal forte impeto vendicativo, nulla può fermare la sua missione, neanche l’amore per la futura madre dei suoi figli e della sua stessa genitrice. Ma è l’intero cast a funzionare in The Northman, dalla diafana e bellissima Anya Taylor-Joy nel ruolo della schiava Olga, al temibile e infido zio Fjölnir interpretato dal Claes Bang, che abbiamo già visto nei panni di Dracula nella miniserie di Mark Gatiss e Steven Moffat. Senza dimenticare Nicole Kidman, nell’emblematico ruolo della madre “da salvare”, e i cammei di Willem Dafoe, Ethan Hawke e Björk.

Immerso negli splendidi scenari naturali irlandesi e con l’importante budget di 90 milioni di dollari, The Northman non è stato un film semplice ne per gli attori che per il regista che è dovuto tornare in sala di montaggio per tre volte per venire incontro alle esigenze della produzione e alle difficoltà della pandemia; ma il risultato è incredibile, un compromesso tra spettacolo e cinema d’autore come non se ne vedeva da tempo.

Sicuramente The Northman non è un film per tutti i palati e potrebbe respingere più di uno spettatore, ma se si è amanti del genere a cui appartiene e si ha voglia di intraprendere un viaggio lungo quasi 2 ore e 20 minuti nella brutale società vichinga, allora quello di Robert Eggers è un film davvero imprescindibile.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Un revenge-movie in salsa vichinga come non si era mai visto prima.
  • In The Northman convivono perfettamente l’autorialità di Robert Eggers e la spettacolarità del cinema hollywoodiano.
  • Si tratta di un film dall’approccio decisamente estremo e potrebbe infastidire qualche spettatore se non addirittura (e inspiegabilmente) annoiarne qualcun altro.
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Northman, la recensione, 8.0 out of 10 based on 1 rating

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