The War – Il Pianeta delle Scimmie, la recensione

Ora che è compiuta, possiamo tranquillamente affermarlo: la trilogia prequel de Il Pianeta delle Scimmie è una delle cose più belle, armoniose e genuinamente complesse apparse nel panorama del cinema di fantascienza di questo terzo millennio.

Iniziata nel 2011 da Rupert Wyatt con il bellissimo L’alba del Pianeta delle Scimmie, la saga prequel è proseguita nel 2014 con l’altrettanto ottimo Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie, diretto dal talentuoso Matt Reeves. Ed è proprio guardando alla direzione intrapresa in questo capitolo due che Reeves prosegue il discorso di The War – Il Pianeta delle Scimmie, eccezionale episodio conclusivo di una trilogia perfetta.

Abbiamo lasciato il mondo in subbuglio dopo che la scimmia ribelle Koba aveva dichiarato guerra all’umanità. La situazione ora è molto delicata: i Governi rimasti in piedi stanno cercando con le armi di sterminare le scimmie e auto-confinarsi in avamposti militari. Cesare, nel frattempo, guida la sua comunità e bada alla sua famiglia cercando il più possibile di rimanere lontano dallo scontro diretto con gli umani, finché una squadra comandata dal “Colonnello” irrompe nel nascondiglio delle scimmie e uccide la moglie e il figlio maggiore di Cesare. Assetato dalla voglia di vendetta, il leader delle scimmie si mette in cammino verso l’avamposto del Colonnello e incontra sulla sua strada una bambina che ha perso la parola a causa dell’evoluzione del virus delle scimmie, che sta portando gli esseri umani sopravvissuti alla regressione.

Con Apes Revolution Matt Reeves aveva radicalmente cambiato tono alla saga, gettando un’aura opprimente e pessimista sulla vicenda, naturale evoluzione del finale amarissimo del film di Wyatt. The War continua su quella linea creando un tutt’uno col film precedente: ma non si tratta di una semplice prosecuzione della storia e piuttosto questo terzo capitolo ci appare come un’opera matura e ricca di sfaccettature. Da una parte c’è il doveroso omaggio al grande film di Shaffner che ha dato origine a tutto, con una serie di elementi, nomi e svolte narrative che servono a dare un senso di continuità al discorso iniziato nel 1968, ma dall’altra c’è la voglia di fare un film d’autore, una stupenda opera che trova un equilibrio ottimale in tutte le sue parti.

The War è un film crepuscolare, fortemente pessimista nella buona parte della sua durata, che riflette su come gli individui siano temprati dagli eventi che ne costruiscono la vita, fino a cambiare radicalmente ed essere perfino incoerenti con se stessi. Cesare, che è un protagonista eccezionale e incredibilmente sfaccettato (grazie anche all’espressività di Andy Serkis che gli da movenze ed espressioni), ha sempre condotto il suo popolo con un senso della civiltà ben maggiore di quello dimostrato dagli esseri umani. Un leader pacifista, che vede con sdegno la spesso inevitabile soluzione bellica, via prediletta dal suo collaboratore Koba. Cesare vive con l’incubo che un giorno Koba possa tornare e manifestarsi nel suo animo: teme di diventare lui stesso Koba. E la situazione sta decisamente degenerando ora che il comandamento “Scimmia non uccide scimmia” si è infranto, dal momento che alcune scimmie sono passate dalla parte del nemico, aiutando gli umani nella guerra.

Quello che accade in The War è esattamente la materializzazione dell’incubo iniziale di Cesare, la caduta di tutte le sue certezze e la trasformazione del leader pacifico nella sua peggiore nemesi.

La sceneggiatura dello stesso Reeves e di Mark Bomback (Wolverine – L’immortale, Apes Revolution) riesce a dare una descrizione magnifica dei vari caratteri che popolano questo film, dall’incredibile umanità delle scimmie (oltre Cesare, anche Maurice ha un ruolo chiave e perfino le scimmie che passano al nemico, anche quelle che hanno un ruolo più piccolo), alla crudeltà di certi umani, come il Colonnello interpretato da Woody Harrelson, sosia del Kurtz di Apocalypse Now e portatore di un neanche troppo celato riferimento al fascismo. Ogni personaggio ha uno sviluppo ottimale e un carattere sfaccettato che ne mostra torto e ragione, così da costruire un film in cui realisticamente nessuno è senza peccato e i confini tra bene e male non sono così netti come si potrebbe immaginare.

In The War c’è perfino spazio per alcuni momenti utili a stemperare la tensione, affidati quasi sempre a “Scimmia cattiva”, un simpaticissimo scimpanzé (a cui le movenze e la voce sono state date da Steve Zahn) che Cesare incontra sul suo cammino e fornisce un intelligente aggancio ad alcune – fino ad ora – apparenti incoerenze con la vecchia saga.

Quello che poi colpisce in The War è la costruzione narrativa che gioca con i generi cinematografici. La prima parte del film è chiaramente un western: un manipolo di scimmie a cavallo e con fucile a tracolla verso una missione che potrebbe essere suicida, attraversano lande desolate bruciate dal sole e bagnate dalla neve. La seconda parte diventa un dramma carcerario con tanto di piano d’evasione, richiami evidentissimi allo schiavismo e perfino un pizzico di Auschwitz.

Reeves e Bomback, insomma, si sono divertiti a frullare insieme suggestioni, generi e riferimenti cinematografici, sociali e politici facendone un mix unico e riuscitissimo.

The War dura 143 minuti, si prende i suoi tempi (giustamente) per raccontare l’epilogo di una storia complessa e, a conti fatti, completa. La colonna sonora è bellissima e suggestiva, ricca di sound che richiamano direttamente il grande cinema degli anni ’60 e ’70 che vuole omaggiare (un secondo Oscar a Michael Giacchino – vero erede dei grandi compositori del passato – qui ci starebbe tutto). Gli effetti speciali semplicemente perfetti e il fotorealismo delle scimmie è stupefacente a tal punto che diventa impossibile distinguere la CGI dagli effetti dal vivo.

Insomma, The War – Il Pianeta delle Scimmie non è solo la degna conclusione di una trilogia di grande valore, ma anche un film di qualità indiscussa, un’opera completa che deve essere ricordata nel tempo come esempio di cinema di genere capace di andare oltre il cinema di genere. Capolavoro.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Un film completo, capace di andare oltre il cinema di genere e creare suggestioni ed emozioni.
  • Colonna sonora magnifica.
  • Effetti speciali perfetti.
  • Ottima (e coerente) mescolanza tra generi.
  • Grande conclusione per una trilogia fondamentale.
  • Non ce ne sono.
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The War - Il Pianeta delle Scimmie, la recensione, 10.0 out of 10 based on 1 rating
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