This is Us: non ci sono solo i Pearson!

La quarta stagione di This is Us si è conclusa di recente lasciando il pubblico, come di consueto, stravolto da un fuoco incrociato di emozioni e interrogativi. Sappiamo che ci sarà una quinta stagione – probabilmente l’ultima – sebbene non sia stata ancora comunicata la data di uscita.  I fans dello show creato da Dan Fogelman, questo è certo, sono ansiosissimi di immergersi nuovamente nella movimentata quotidianità della famiglia Pearson, perno pulsante attorno al quale ruota la narrazione. Tuttavia, sebbene i protagonisti di This is Us siano Jack (Milo Ventimiglia), Rebecca (Mandy Moore) e i Big Three, è innegabile il valore aggiunto apportato alle loro dinamiche da personaggi esterni al nucleo familiare ma, non per questo, meno significativi.

Una riflessione preliminare è d’obbligo. La forza della pluripremiata serie, forse la chiave del suo grande successo, è l’aver ridefinito il dramma, conferendo nuova linfa al genere. Lo ha reso possibile mirando al cuore del pubblico con la precisione di un cecchino e colpendolo con impetuosa lucidità. Se ci è riuscita è perché – come da titolo – quelli sul piccolo schermo siamo, a tutti gli effetti, noi. I Pearson, fragili, imperfetti e coraggiosi, ne passano davvero tante… ma quale famiglia non affronta la sua dose di guai e incomprensioni per poi rialzarsi più forte di prima? Ok, ogni episodio ci costa un pacchetto di kleenex e potrà non essere il prodotto più indicato per un binge watching da quarantena. Al tempo stesso, è garantito che raramente la serialità televisiva ci ha regalato qualcosa di così toccante e autentico. Con la complicità di uno stile registico agilmente acrobatico, che si destreggia tra complessi espedienti narrativi quali la sovrapposizione di piani temporali (parlare di flashback sarebbe davvero riduttivo), This is Us risveglia nello spettatore sentimenti con cui spesso non è facile entrare in contatto. Stupisce inoltre nel rappresentare, con appassionata precisione, giravolte emotive intimamente connesse col nostro vissuto.

This is Us Pearson Family

I Pearson, si diceva, sono prevalentemente il veicolo catartico di questo straordinario processo d’immedesimazione. Non dimentichiamo, però, che This is Us è un dramma corale che racconta la schietta semplicità della vita. Come accade a tutti noi, anche i protagonisti della serie incontrano persone che faranno davvero la differenza, mescolando le carte del loro destino. L’impressione, tuttavia, è che a questi ‘personaggi secondari’ non sempre siano riconosciuti i giusti meriti né nell’economia del racconto né da parte della fanbase dello show. Quello che proveremo a dimostrare è che puntare i riflettori ostentatamente sui personaggi principali rischia di far passare i comprimari per caratteri bidimensionali, che hanno ragione d’esistere solo in funzione degli obiettivi e dei desideri dei protagonisti. A una serie come This is Us, che non lascia alcun dettaglio al caso, non potremmo perdonarlo!

Prendiamo Madison (Caitlin Thompson). Se non fosse stato per il colpo di scena che ha chiuso la quarta stagione, molti di voi si starebbero domandando: “Chi?”. La dolce biondina è il primo dei nostri esempi di come una sceneggiatura – anche ottima – possa bistrattare un personaggio dotato di evidente potenziale. Kate Pearson (Chrissy Metz) conosce Madison agli incontri dei Weight Watchers ed è odio a prima vista. La ragazza non solo non ha motivo di trovarsi lì (ha un fisico più che asciutto) ma, quando prende la parola, condivide solo testimonianze superficiali. Le due avranno inaspettatamente la chance di conoscersi meglio e rivalutarsi, fino a diventare migliori amiche. Da quel momento, Madison si fa costantemente in quattro per Kate senza che quest’ultima debba mai neanche chiedere. Le sta vicino nei momenti difficili, le organizza feste strepitose, porta persino il suo cane a spasso. E’ spiritosa, altruista e sognatrice; in breve, è l’amica che tutte vorremmo. Eppure nessuno dei Pearson sembra riconoscerlo… nemmeno la stessa Kate. C’è chi la tratta con sufficienza, chi le risponde male senza ragione e chi reagisce alla sua vista con malcelata insofferenza. Una episodio esemplare,  in proposito, è The Waiting Room (3×15).

Madison è un’incompresa che avrebbe meritato più spazio. Il suo background di disturbi alimentari non è mai stato davvero approfondito e non sappiamo granché sulla sua vita al di fuori di Kate. Confidiamo che, con il suo ruolo di futura mamma dei gemelli di Kevin (Justin Hartley), le spetterà di diritto, nella quinta stagione, una dimensione meno abbozzata.

E’ collegato a Kate anche un altro personaggio spesso trascurato: Toby Damon (Chris Sullivan), aka Jack Pearson 2.0. Un uomo brillante, divertente e che ama i completi sgargianti, ma con un passato ingombrante che riemerge per tormentarlo ciclicamente. Toby regala a Kate la favola romantica che ha sempre desiderato ma credeva di non meritare. La supporta nella sua battaglia per perdere peso, non la fa mai sentire sbagliata e la difende a spada tratta. Toby è sottovalutato non tanto alla luce dei suoi rapporti con gli altri protagonisti (nonostante in più di un’occasione ‘subisca’ le dinamiche familiari a scapito delle proprie esigenze). Lo è perché la sua vicenda personale, sulla quale ci si sofferma brevemente, potrebbe essere chiarificatrice e di conforto per tantissimi.

Cosa sappiamo, oggi, della depressione? Quello che a grandi linee si legge su Google: che ne soffre un numero enorme di persone, che si può tenere sotto controllo con farmaci e psicoterapia. Quanti sanno cosa è davvero, però? Toby, a causa di un’infanzia non spensierata e di un brutto divorzio, ha trascorso interi periodi della sua vita bloccato a letto e incapace di reagire. Ha sperimentato gli aspetti più bui e spaventosi della patologia e forse non ne uscirà mai completamente. Trasporre sullo schermo il tema dei disturbi mentali è un’impresa delicata ma, in questo caso, andata a segno (pensate all’episodio 3×05, Toby). Ci ricorda che chi appare più energico e solare, spesso cela un animo tormentato. Soffermarsi un po’ di più su una condizione certamente dolorosa da vedere, ma ancor più da vivere, avrebbe fatto sentire meno solo chi conosce bene quella oscura realtà fatta di silenzi, abbandono e isolamento. Non meno importante, avrebbe anche accresciuto la consapevolezza di chi prova come può a star vicino a chi soffre di depressione.

Parliamo ora del vincitore indiscusso di questo breve excursus; la cintura nera del mainagioia di This is Us: Miguel Riva (Jon Huertas). Non si discute: tutti abbiamo trasalito di orrore quando, nella prima stagione, abbiamo visto Rebecca al suo fianco e capito che i due erano convolati a nozze (…e non conoscevamo ancora la parte peggiore). Miguel ha sposato la moglie del suo migliore amico! Chi non ha pensato che fosse proprio come quel tale di cui parlava Confucio, che si siede sulla riva del fiume e aspetta che passi il cadavere del suo nemico? Non possiamo negare nemmeno che, col procedere della storia, più dettagli apprendiamo sul suo conto, più lo rivalutiamo. Il difficile divorzio, i figli che lo frequentano a malapena e le difficoltà nel farsi accettare da quel circolo elitario che è la famiglia Pearson sono solo alcuni dei motivi della nostra empatia.

Miguel si fa onore in tante occasioni, sia mentre Jack è ancora in vita che dopo la sua tragica scomparsa. I secondi fini che gli abbiamo ingiustamente attribuito sono ufficialmente frutto della nostra malafede. Lui ha sempre agito spinto dalla lealtà verso Jack e dall’affetto per Rebecca e i suoi tre figli. Così abbiamo iniziato a provare dispiacere, persino disappunto, quando Randall (Sterling K. Brown) finge di non far caso alla sua presenza o Kevin ha con lui un comportamento passivo-aggressivo. E quando, finalmente, la piccola Annie lo abbraccia e lo chiama ‘nonno’ con gioiosa spontaneità – non mentite – sapevate esattamente cosa Miguel stava provando!

Dobbiamo ancora scoprire molto sulla sua storyline. Come è iniziata la relazione sentimentale con Rebecca? Perché, apparentemente, non c’è traccia di lui al capezzale di quest’ultima, dove invece vediamo Nicky (Griffin Dunne)? Una cosa è certa: Miguel ha ancora tanto da dire e se inizialmente, ingannati dalla scrittura, lo abbiamo liquidato frettolosamente come scialbo antagonista, è stato semplicemente essendo se stesso che ci ha conquistati.

Chiara Carnà

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