Una donna promettente – Promising Young Woman, la recensione

Cassie è una donna sulla trentina, molto introversa, quasi sempre sulla difensiva. Cassie lavora in una caffetteria e ha mollato ormai da tempo la facoltà di medicina, motivo per il quale i suoi genitori, con i quali abita, la rimproverano costantemente considerandola una fallita. Però Cassie ha una, diciamo, seconda vita notturna: si aggira nei locali tutta agghindata e, fingendosi ubriaca, adesca uomini con l’intento di umiliarli nel momento in cui cercano di approfittare di lei. Ma Cassie ha un piano ben preciso, una tagliente vendetta che cova dentro da troppo tempo.

Se un tempo c’era il sotto-filone del rape & revenge a dar corpo alle truci vendette cinematografiche femminili, oggi, nel post #MeToo, gli stessi argomenti che muovevano capolavori del genere come L’ultima casa a sinistra, Non violentate Jennifer e L’angelo della vendetta si tingono di un alone pop e mainstream che parla, fondamentalmente, della società odierna. È quello che fa Emerald Fennell con Una donna promettente (Promising Young Woman), thriller rivelazione del Sundance Film Festival 2020 che ora concorre per ben 4 Golden Globes.

una donna promettente

Attrice britannica (The Danish Girl e la serie The Crown) e sceneggiatrice (la serie Killing Eve), Emerald Fennell ha esordito alla regia con un film che è diventato immediatamente cult e che probabilmente ricorderemo nel tempo. Fondamentalmente, Una donna promettente non racconta nulla di nuovo e si adagia sulla costruzione narrativa tipica del revenge movie per procura, con un evento traumatico del passato che affiora un poco alla volta e una vendetta da portare a termine che interessa più individui, puniti uno alla volta attraverso una scansione in capitoli, un po’ come in Kill Bill. Ma quello che fa la differenza in Una donna promettente è la protagonista stessa, una splendida Carey Mulligan – sicuramente alla sua migliore performance che le darà diverse soddisfazioni – che interpreta un personaggio molto ben costruito, ricco di sfaccettature con cui è facile empatizzare nonostante il muro che volutamente erge con lo spettatore.

Cassie è una ragazza strana, lo notiamo fin dal prologo in cui si fa rimorchiare in discoteca da un poco convinto Adam Brody … anzi, il primo impatto che abbiamo con Cassie ci spinge quasi a pensare che ci sia un vena di follia nelle sue azioni, una sensazione che accresce di minuto in minuto finché non capiamo che dietro questa spessa coltre di cinismo, spietatezza, al limite della psicopatia, c’è una ragazza fragile e traumatizzata che agisce per un senso di giustizia che nessuno sembra mai aver voluto perseguire. C’è un evento terribile nel passato di Cassie, una di quelle cose che segnano una persona per sempre e il suo modo di reagire, di trovare una ragione per andare avanti, è mettere in atto una lenta vendetta che colpisce su più livelli, dove nulla è lasciato al caso.

Una donna promettente

L’interpretazione di Carey Mulligan, così misurata, giocata sulla sottrazione e capace di un graduale svelamento del carattere, è la chiave di volta per dar volto e personalità a un personaggio davvero ben strutturato che, di fatto, è la vera ossatura del film. Apatica e allo stesso tempo energica, acqua e sapone ma anche incredibilmente sexy, Cassie è un ossimoro vivente!

Altro merito di Una donna promettente è il tono costantemente in bilico tra suspense ed ironia. La Fennell ci racconta una storia tremenda, disturbante, drammaticissima ma ogni crudeltà portata in scena è bilanciata da una veste generale brillante, con battute piazzate nel punto giusto e un uso mirato di fotografia, costumi e colonna sonora.

La fotografia luminosa, con frequente uso di neon e rilevanza a colori vividi (il rosa e il fucsia in particolare) tendono a sottolineare la femminilità della vicenda e un alone pop accentuato da una colonna sonora che comprende Britney Spears, Spice Girls e Paris Hilton e che urla anni ’90 (non a caso le ispirazioni dichiarate per il film sono Da morire di Gus Van Sant e La ragazza della porta accanto con Alicia Silverstone).

Una donna promettente

Quando ti trovi a dover gestire del materiale così difficile, parlando di violenza e traumi, devi essere molto attento a non usare toni compassionevoli o manipolatori” ammette la stessa Fennell. “Per me si tratta di un dogma: quando le cose stanno andando per il peggio, arrivano le condizioni per tirar fuori l’aspetto più ironico delle persone!”.

Non privo di momenti di una certa crudezza psicologica, Una donna promettente evita però di mettere in scena una violenza grafica che comunque non sarebbe guastata nell’ottica dell’opera pop. Emerald Fennell dimostra comunque di avere un’idea di cinema molto chiara e il suo è uno degli esordi più interessanti degli ultimi mesi perché è riuscita a dare voce all’environment femminile con intelligenza, riflettendo sull’attualità con cinismo e ironia e mostrando una personalità autoriale che è sinonimo di talento.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Carey Mulligan alla sua migliore interpretazione.
  • L’aspetto visivo e le scelte musicali pop costruiscono una personalità autoriale.
  • La storia sa molto di déjà-vu.
  • Non sarebbe guastato un po’ di coraggio nella messa in scena della violenza.
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