La Favorita, la recensione

75esima Mostra del Cinema di Venezia. Finisce la proiezione di The Favourite – La Favorita e parte un applauso unanime, che prende per mano il vecchio Casinò e, come nella migliore delle favole natalizie, la trasporta a godere dei fasti del Passato in cui i lampadari dorati erano privi di polvere e i suoi ascensori non puzzavano di chissà che cosa.

Merito della scenografia, molto curata ma che mai diventa troppo carica di elementi, come spesso accaduto nel cinema più e meno recente? Merito del trio Olivia Colman, Emma Stone, e Rachel Weisz? O forse per la sceneggiatura, curata da Deborah Davis e Tony McNamara, che finalmente ha deciso di farci vedere di che cosa è veramente capace invece di continuare con serie tv e film poco impegnati per, diciamo così, un pubblico molto vasto?  C’entrerà il più frequente uso di inquadrature contemporanee, come Fish Eye o Panoramica, o ancora movimento a 360 gradi su cavalletto fisso? O sarà per tutte questi aspetti messi assieme?

Di sicuro Yorgos Lanthimos grazie a The Favourite – La Favorita ha centrato il punto, con una storia se vogliamo anche statica dal punto di vista dell’azione, ma comprensibile da tutti, carica di significati per chi ama il cinema più impegnato e dove i personaggi si vedono crescere, tornare bambini, assumere la posizione di soldati e (alcuni) cittadini comuni.

La storia è quella della Regina Anna (Olivia Colman, già nel 2011 alle prese con un ruolo simile in The Iron Lady), senza marito né figli, donna alle prese con la decisione di cercare un trattato di pace o continuare la Guerra che l’Inghilterra ha in corso sulla Francia. Per fare ciò, è solita confidarsi con la sua migliore amica e amante Lady Sarah (Rahcel Weisz), che intrattiene con lei una relazione a tratti passionale, a tratti compulsiva. L’equilibrio interno alla Corte, in particolare tra le due donne, verrà poi messo in crisi dal personaggio di Emma Stone, che interpreta Abigail, sguattera che in poco tempo riesce a diventare dama di compagnia della Regina. Ed è da qui poi che il genio di Lanthimos prenderà forma concreta, con piccoli cambiamenti impercettibili fino a quando sarà lui a decidere che cosa dovrà essere svelato e cosa rimanere un mistero.

Da segnalare che Emma Stone ha sì interpretato – e molto bene anche – il personaggio principale ma, a parere di chi scrive, la star di questo historic movie è indiscutibilmente la Colman. Per la rapidità con cui trasforma il proprio atteggiamento da fortemente difensivo, a fortemente aggressivo, dal modo in cui cammina al modo in cui parla, le gestualità bucano lo schermo tanto che in alcuni momenti sembra di essere a teatro, non al cinema. E lo spettacolo non rimane mai immobile, inchinato a sé stesso, ma vivo, in movimento al di fuori di come è stata scritta la storia e di come affiorino le personalità dei personaggi. Mai un movimento di camera viene ripetuto durante le due ore di spettacolo (sotto alcuni punti di vista sembra di rivedere l’Arca Russa) che scorrono lisce, senza mai dare il tempo di guardare l’orologio per capire quanto tempo è passato. Un altro punto a favore sono le scelte musicali, sempre semplici (domina il pianoforte), ma equamente esogene come endogene.

In sostanza, The Favourite – La Favorita è un film fortemente consigliato: quando termina sembra invece continuare e riecheggia una domanda a cui tutti tenteranno di dare risposta googlando: “è veramente successo tutto questo?”.

“Yorgos Lanthimos non lascia nulla al caso”, potremmo rispondere.

La Favorita, candidato a ben 10 premi Oscar, sarà nei cinema italiani dal 24 gennaio distribuito da 20th Century Fox.

Roberto Zagarese

PRO CONTRO
  • Sceneggiatura.
  • Scenografia.
  • Musiche.
  • Fotografia standard.
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La Favorita, la recensione, 8.0 out of 10 based on 1 rating
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