I fratelli Sisters, la recensione

È notte. Sullo schermo si intravedono i tenui lineamenti di una casa in mezzo alla prateria avvolta nell’oscurità. Poi alcune voci rompono il silenzio, invitano un uomo, presumibilmente nascosto all’interno della casa a uscire senza opporre resistenza. Pochi secondi dopo il fuoco scaturito dalle canne delle pistole illumina l’esterno della casa, come rossi fuochi d’artificio.

I fratelli Sisters sono entrati in scena.

Inizia così il bel film di Jacques Audiard, in concorso alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia, un western che segue le gesta dei due fratelli del titolo, Eli e Charlie Sisters (ovvero “Sorelle”).

Particolarmente bravi negli scontri a fuoco, i due fratelli lavorano per il Commodoro, uomo potente invischiato in loschi traffici. Sarà proprio lui a metterli sulle tracce di Hermann Kermit Warm (Riz Ahmed), colpevole di aver rubato qualcosa di grande valore al Commodoro. Il piano prevede che i due si ricongiungano con John Morris (Jake Gyllenhaal), il cui compito è quello di rintracciare Warm per consegnarlo poi ai Sisters. Iniziano così due viaggi paralleli attraverso lo sconfinato west, Eli e Charlie da una parte e Morris e Warm dall’altra.

Il viaggio dei Sisters è costellato di sbronze e risse nei saloon, occasioni che coinvolgono principalmente Charlie (Joaquin Phoenix), alcolizzato, violento e testa calda che Eli (John C. Reilly), più riflessivo e calmo, deve costantemente tirare fuori dai guai. Le differenze fra i due fratelli sono palesi da subito e diventeranno ancora più marcate nel corso del viaggio, mettendo a dura prova il legame che lega i due.

Dall’altra parte si forma una strana coppia, quella di Morris e Warm. Morris riesce a guadagnare la fiducia di Warm, che scopriamo essere un chimico con una formula speciale per facilitare la ricerca dell’oro. Pian piano fra i due cresce una sincera amicizia che porta Morris a cambiare fazione, aiutando Warm a sfuggire al doloroso destino.

Anche se depistati, i fratelli Sisters hanno una famigerata reputazione da difendere e un lavoro da portare a termine. Charlie soprattutto preme per proseguire il viaggio, forzando un reticente Eli.

Lo scontro fra le due coppie sembra inevitabile ma questo film riserva non poche sorprese ai suoi spettatori e la sorte dei quattro personaggi potrebbe essere tutt’altro che già scritta.

The Sisters Brothers è uno di quei bei film che aggancia il pubblico per non lasciarlo più, per tutte e due le ore della sua durata. Presenta in se stesso tutti i topoi narrativi del cinema western classico, due eroi tutt’altro che eroici che cercano di sopravvivere in un mondo selvaggio e senza regole, lunghi viaggi a cavallo attraverso canyon e praterie verso un ovest ricco di promesse, risse, wiskey ed epici scontri a fuoco. Ma è anche molto più di questo.

Sotto la superficie si muovono storie molto più profonde che partono da innumerevoli dicotomie, opposti che si incontrano e si scontrano. Ne è indizio il titolo stesso, letteralmente “I Fratelli Sorelle”, che esplicita un paradosso che si ripete poi per tutta la storia. Charlie ed Eli sono il simbolo di un mondo in estinzione, scacciato dal progresso (numerose le scene in cui vengono a contatto con sorprendenti innovazioni, come lo spazzolino da denti o il wc) e che fatica a trovare un posto in questa nuova società. A loro opposti sono Morris e Warm, coppia acculturata puntata al futuro, per cui ha idee rivoluzionarie.

Non c’e niente di scontato in questo film, a partire dai dialoghi stessi, insolitamente “verbosi” per il genere in cui si muove, con personaggi che si ritrovano a discutere e riflettere sul significato delle parole da loro usate.

Un cast straordinario è stato chiamato a portare in scena questi personaggi complessi ed estremamente ben costruiti, personaggi che, di fatto, sono perno e motore di tutta la narrazione. Joaquin Phoenix e John C. Reilly vestono i panni dei protagonisti in modo eccellente donando loro sfumature che li caratterizzano con profondità e intensità, dando a questi due antieroi dignità e consistenza. A loro si contrappongono i bravissimi Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed, che portano sullo schermo due comprimari che riescono a rubare la scena ai protagonisti, costruendoli a 360 gradi.

Michela Marocco

PRO CONTRO
  • Un grandissimo cast.
  • Una bella storia che rivisita il genere western con occhio moderno e indagatore.
  • Due ore potrebbero risultare troppo lunghe.
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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I fratelli Sisters, la recensione, 8.0 out of 10 based on 1 rating
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