Venezia 75. Toto-Leone!

Siamo ormai vicini alla chiusura di un concorso che ha regalato almeno diverse opere interessanti (di cui forse pochissime sorprendenti) e sabato 8 settembre la giuria presieduta da Guillermo del Toro assegnerà i consueti premi della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Come ogni anno, proviamo ad azzardare qualche pronostico da testimoni del festival.

Cominciamo naturalmente dal premio più importante, il Leone d’oro al miglior film (l’anno scorso andato al bellissimo The Shape of Water dello stesso del Toro) che quest’anno sembrerebbe molto incerto. Più titoli in concorso avrebbero le carte in regola per aspirare al premio massimo del festival.

Fin dai primi giorni si è parlato di una forte competizione tra Roma di Alfonso Cuarón e The Favourite di Yorgos Lanthimos, due film che sembrerebbero aver messo d’accordo tutti i presenti a Lido. Ma il regista premio Oscar avrebbe il vantaggio di una lunga amicizia con del Toro. Tuttavia, proprio questa potrebbe invece costituire un ostacolo: il presidente della Giuria potrebbe infatti desistere dall’assegnargli un premio così alto per evitare possibili critiche successive (e in tal caso Cuarón vola diritto al Leone d’argento). Di conseguenza, La favorita non dovrebbe incontrare ostacoli. Ma se dovesse risultare difficile mettere d’accordo una giuria così ampia, si potrebbe infine optare per la scelta più facile. Ovvero Peterloo di Mike Leigh.

Invece io scommetterei su un outsider che ha cambiato le carte in tavola proprio negli ultimi giorni delle proiezioni. Parlo di Vox Lux, il notevole secondo lungometraggio del giovane Brady Corbet, un’opera che difficilmente verrà lasciata a bocca asciutta. In ogni caso, se non dovesse vincere il Leone d’oro, a Corbet andrebbe il Gran Premio della Giuria.

Per il Leone d’argento si era già ipotizzato Roma in caso di mancato Leone d’oro, ma un’ottima alternativa potrebbe essere l’ungherese Sunset del premio Oscar Laszlo Nemes (mio personalissimo Leone d’oro e già vincitore del premio FIPRESCI). Possibile outsider invece: At Eternity’s Gate di Julian Schnabel.

Il Gran Premio della Giuria sarà invece probabilmente conteso tra Roma, Vox Lux e Non-Fiction di Olivier Assayas. Non è da escludere inoltre Opera senza autore di Florian Henckel von Donnersmarck, un film che potrebbe aver incontrato il gusto dei giurati. Mentre il Premio Speciale della Giuria andrà quasi sicuramente a Killing di Shinya Tsukamoto o a The Nightingale di Jennifer Kent, specie dopo lo spiacevole episodio di sessismo nei confronti dell’unica regista in gara che ha sollevato un polverone. Da non escludere è ovviamente il Suspiria di Guadagnino, un titolo molto sulle corde del regista di The Shape of Water.

Arriviamo quindi alle Coppa Volpi, riservata al miglior attore e alla migliore attrice. Per quanto riguarda le prove maschili, c’è da dire che il superfavorito Willem Dafoe (il Van Gogh di At Eternity’s Gate) sembra sia stato negli ultimi giorni oscurato dalla prova di Anders Danielsen Lie, che ha prestato il volto al terrorista Anders Behring Breivik in 22 July di Paul Greengrass. Per questo ultimo film è da prendere in considerazione anche Jon Øigarden, che interpreta l’avvocato difensore Lippestad. Un possibile outsider qui potrebbe essere forse Guillaume Canet, l’elegante editore di Non-Fiction.

Più complesso è il discorso per la migliore attrice, trattandosi di un concorso che ha offerto diverse notevoli prove femminili (alcune delle quali candidabili sia per la Coppa Volpi che per il Premio Mastroianni). La vera sfida però sembrerebbe essere tra Olivia Colman (The Favourite) e Juli Jakab (Sunset), sicuramente le più indimenticabili.

Per la migliore sceneggiatura, contando che Assayas questo premio lo ha già vinto, non ci sono molti dubbi che vada a La favorita. Il film di Lanthimos ha indubbiamente una scrittura vincente, ma è anche un premio che ha già ricevuto a Cannes con Il sacrificio del cervo sacro. Una valida alternativa potrebbe essere Vox Lux.

Infine il Premio Marcello Mastroianni per attori emergenti dovrebbe andare senza troppi problemi a Jonas Strand Gravli, il ragazzino norvegese che ha fatto piangere gli spettatori in sala grazie alla sua emozionante performance in 22 July. Appena un gradino sotto ma comunque papabilissima è la prova di Raffey Cassidy in Vox Lux. Da tenere d’occhio anche Aisling Franciosi (The Ninghtingale) e Marianna Fontana (Capri-Revolution).

Tra poche ore scopriremo tutti i premi ufficiali della Mostra.

Claudio Rugiero

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