Venezia 76. Babyteeth

Milla sta morendo. È malata di cancro e trascorre l’adolescenza tra una madre stordita dai tranquillanti, un padre psichiatra frustrato, lezioni di violino e chemioterapia. Fino a quando non si innamora di Moses, spacciatore ribelle che se ne frega di tutto, che, nonostante il parere contrario dei genitori, comincia a frequentare ritrovando l’entusiasmo per la vita.

Babyteeth è l’opera prima dell’attrice e regista Shannon Murphy presentata in Concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia.

Disarmante e irriverente, il lungometraggio racconta una delicata storia di quotidianità spezzata non tanto dalla malattia, oramai ombra compagna dell’intera famiglia, quanto dall’arrivo di un ragazzo sbandato, ben lontano dalla vita borghese che i Finlay avevano trascorso sino a quel momento. Questa frattura, all’inizio apparente disgrazia, scatenerà nei protagonisti una trasformazione, destandoli da un’esistenza smarrita nella nebbia dei farmaci.

Basato sull’omonima opera teatrale del 2012 dell’australiana Rita Kalnejas, la regista è in grado di mantenere l’equilibrio fra ironia e sofferenza, descrivendo in modo autentico una quindicenne che prima della fine ha bisogno di vivere il ritmo frenetico e impulsivo della giovinezza. E lo fa con stile insolito: montaggio a tratti drastico, musiche interrotte all’improvviso, rotture della quarta parete.

Mi auguro che il pubblico capisca a pieno tutto” è la speranza della Murphy “Viva un’esperienza viscerale, soffra e gioisca delle proprie relazioni grazie a Milla, al suo amore per la vita e al suo modo di relazionarsi con gli altri”.

Così è stato! Lo spettatore s’intrufola nelle dinamiche della famiglia con naturalezza. Gode del tono tragicomico, prova tensione per una sorte che pare sempre più vicina.

Tutto questo grazie all’impeccabile recitazione di Eliza Scanlen e Toby Wallace, giovani attori che instaurano sin da subito una chimica perfetta.

Plauso, infine, alla fotografia di Andrew Commis, amara e reale, e alle musiche di Amanda Brown, azzeccatissime.

In conclusione, Babyteeth è un dramma buffo e bruciante, la storia della crescita scatenata di Milla che deve ancora perdere il suo ultimo dente da latte, e per riuscire a farlo sconvolgerà la vita di tutti coloro che ama.

Michele Cappetta

PRO CONTRO
  • Messinscena originale.
  • Recitazione efficace.
  • Musiche azzeccate.
  • Un paio di lacune nella storia.
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +5 (da 5 voti)
Venezia 76. Babyteeth, 8.0 out of 10 based on 1 rating

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