Venezia79. L’origine du mal, la recensione del film con Laure Calamy

L’origine du mal è una di quelle perle poco pubblicizzate che si trovano nei festival del cinema e che riescono a guadagnarsi il proprio posto tra i film che vale la pena recuperare.

Semplice e intrigante, il film del regista francese Sebastian Marnier ha come protagonista l’attrice Laure Calamy, che lo scorso anno aveva vinto il premio come migliore attrice nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia con il film Full Time – Al cento per cento.

Laure Calamy interpreta una donna sulla quarantina che lavora in un’azienda che produce pesce surgelato, chiama per la prima volta il padre, mai visto e odiato dalla madre, per cercare di rimettersi in contatto con lui per la prima volta. Laure incontra quindi il ricchissimo genitore e pian piano entra nella sua famiglia che sembra vederla di cattivo occhio.

Il film però in realtà riesce pian piano a sgretolare ogni certezza, in un puzzle in cui passo dopo passo il confine tra “buoni” e “cattivi” è sempre più sfumato. La famiglia in cui la protagonista cerca di inserirsi sembra infatti non essere così perfetta e l’enorme villa sull’isola in cui abitano assomiglia sempre di più ad una gabbia dorata in cui si delineano presto  degli schieramenti opposti: da un lato Serge (Jacques Weber), il padre di famiglia anziano e con diversi acciacchi dovuti ad un infarto, e la nuova arrivata Stephane; dall’altro la moglie (Dominique Blanc), la figlia (Doria Tiller) che ha sostituito il padre nella gestione dei suoi affari, e la domestica, che ha stretto un forte rapporto in particolare con la moglie di Serge.

Presentato nella sezione Orizzonti Extra (in cui potrà votare il proprio film preferito anche il pubblico), L’origine du mal è un film di cui può essere ingenuo fidarsi e che porta lo spettatore in un continuo flusso di piccole scoperte che cambiano volta per volta le carte in tavola, alternando momenti brillanti e inquietanti, riuscendo a intrattenere e incuriosire lo spettatore verso il destino dei personaggi protagonisti.

L’origine du mal è un film semplice, senza troppe pretese, ma che riesce nel suo intento, seppure negli ultimi minuti si avverte un po’ un eccesso di eventi che forse potevano essere lasciati più vaghi facendo finire il film leggermente prima, non tanto per una questione di durata ma per una questione prettamente narrativa e dello sviluppo del climax, che in questo modo va un po’ a perdersi.

Nonostante questo, il film è comunque ben scritto e ben recitato, soprattutto dalla camaleontica protagonista interpretata da Laure Calamy. L’origine du mal non è forse l’opera imperdibile del festival ma è un buon film che vale decisamente la pena vedere.

Mario Monopoli

PRO CONTRO
  • Ottime interpretazioni, in particolare della protagonista Laure Calamy.
  • Storia semplice e intrigante che con un buon ritmo e intreccio.
  • Finale anticlimatico in cui si mettono un po’ troppe cose in poco tempo, forse poteva essere organizzato meglio, ma comunque nulla di imperdonabile.
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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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