Vulnerabili, la recensione

Sulla Costa Azzurra, Josephine (Alice Isaaz) è radiosa e al settimo cielo nel giorno delle sue nozze con Tomas (Vincent Rottiers). Eppure, già durante la prima notte, intuisce di aver commesso un grosso errore.

Vincent (Eric Elmosnino) riceve con piacere una telefonata dalla figlia studentessa, che annuncia il suo imminente matrimonio. Peccato che l’identità del futuro genero sia agghiacciante.

Anthony (Damien Chapelle) è perseguitato dalla sfortuna ma crede nello studio e sogna il vero amore. Una pessima notizia da parte della madre, in pieno esaurimento, sta per mandare i suoi piani all’aria.

Queste tre storie, che sono destinate a prendere di lì a poco pieghe drammatiche, slittano una sull’altra tra i fotogrammi di Vulnerabili (Espèces menacées), produzione franco-belga diretta da Gilles Bourdos e tratta da un lavoro di Richard Bausch.

Il filo conduttore delle delicate e complesse vicende è il conflitto tra genitori e figli.

In questo disilluso microcosmo, mamme e papà sono ben lontani dall’essere infallibili supereroi o dei ex machina. Anzi, spesso si rivelano più disfunzionali ed emotivamente caotici della propria progenie.

Sebbene, infatti, sappiano cosa sia meglio per i loro ragazzi, non riescono a guidarli né a farsi ascoltare e, malgrado l’amore incondizionato che li anima, si ritrovano a non essere altro che impotenti e addolorati spettatori del futuro tutt’altro che roseo che sta per inghiottirli.

I giovani, dal canto loro, cercano la rivalsa attraverso un accorato contraddittorio.

Vedono chi li ha messi al mondo alla stregua di cinici strateghi, ansiosi di assistere al loro fallimento solo per il gusto di poter esclamare ‘te l’avevamo detto’.

Il nucleo familiare, così disgregato, non è più un tempio sicuro in cui trovare affetto e conforto. Si fa invece teatro di vivaci scontri e incomprensioni impenetrabili come muri, in cui sguardi e silenzi sono molto più eloquenti di qualsiasi sfuriata.

La parabola familiare discendente di Bourdos turba e suscita reazioni eterogenee. Difficilmente lo spettatore non si sentirà coinvolto dall’empatia nei confronti di una giovane donna prigioniera di una relazione tossica, di un papà pronto a tutto per salvare quella che sarà sempre la sua bambina o di un ragazzo un po’ tra le nuvole a cui proprio non ne va bene una.

Vulnerabili

Storyline differenti sono affidate ad altrettanti generi narrativi. Con i neo-sposini siamo nel territorio del dramma più autentico – predominante nell’economia complessiva del racconto – con persino virate sul thriller. Per Vincent, uomo di mezza età in procinto di perdere in un sol colpo entrambe le donne della sua vita, il registro prescelto è quello della commedia agrodolce.

Infine, una grottesca tragicommedia è la cifra che più si adatta alle peripezie di Anthony.

Per quanto riguarda il cast, la splendida Alice Isaaz si conferma una promettente interprete da tenere d’occhio. Si distinguono, inoltre, un intenso e disperato Grégory Gadebois (il papà di Josephine) e la travolgente Brigitte Catillon, che presta il volto all’imprevedibile mamma di Anthony.

Vulnerabili

Vulnerabili, a onor del vero, non aggiunge granché a quanto abbiamo già visto sul tema e, in più, culmina in un epilogo brutale che lascerà più di qualche perplessità, accanto a una sensazione di indefinibile disagio.

Tuttavia, la visione scorre in maniera piuttosto fluida grazie a una combinazione equilibrata tra narrazione asciutta, preziosa attenzione per la composizione delle immagini tra luci e ombre e, non di meno, colonna sonora (firmata da Alexandre Desplat) sempre appropriata e complice decisiva della valorizzazione della messa in scena.

Suona paradossale scrivere che una pellicola dal retrogusto tanto amaro si lascia guardare con piacere. Eppure, nel complesso, Vulnerabili è un’operazione audace; sicuramente imperfetta e a tratti estrema, come le relazioni che racconta, ma in grado di analizzare con cruda sincerità la natura stratificata dei legami familiari, sollecitando tanto l’immedesimazione che la riflessione.

Che sia su che tipo di esempio rappresentiamo per i nostri figli o su quanto talvolta siamo ingiusti nei confronti dei nostri genitori.

Chiara Carnà

PRO CONTRO
  • Narrazione scorrevole, che rende la visione piacevolmente dinamica.
  • Un cast corale in gran forma.
  • Il tema della famiglia sviscerato nei suoi aspetti più scomodi.
  • L’epilogo, estremo e deludente.
  • In fin dei conti, non ci dice nulla di nuovo.
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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Vulnerabili, la recensione, 7.0 out of 10 based on 1 rating

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