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Sempre più bello, la recensione
Marta è una giovane ragazza un po’ bruttina ma consapevole di esserlo. Dal buon umore contagioso e sempre pronta a vedere il bicchiere mezzo pieno, Marta lotta per la sua vita sin da quando è nata poiché affetta da fibrosi cistica (che lei preferisce chiamare mucoviscidosi, poiché è un termine tanto più arcaico quanto più buffo). Orfana di entrambi i genitori, la ragazza può fare sempre affidamento sull’aiuto dei suoi due coinquilini nonché migliori amici – Federica e Jacopo – e, come tutti i suoi coetanei, sogna l’arrivo del Principe Azzurro. Dopo una primissima fiamma – l’irraggiungibile Arturo – rivelatasi nientemeno che un fuoco di paglia, adesso Marta sembra aver trovato la propria isola ideale in Gabriele, un sognatore e ritrattista.
Una vita dedicata ai B-movie, dove la “b” sta per bello! Intervista allo sceneggiatore Lorenzo De Luca
Lo scorso 25 marzo è stato presentato in anteprima nazionale presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma il film horror Antropophagus II, sequel del cult di Joe D’Amato datato 1980, che porta la firma di Dario Germani. Dopo la pubblicazione della nostra recensione del film – che potete leggere cliccando qui – siamo casualmente venuti in contatto con Lorenzo De Luca, sceneggiatore di Antropophagus II oltre che di molti altri lungometraggi e cortometraggi, e gli abbiamo chiesto la possibilità di un’intervista, richiesta a cui ha gentilmente acconsentito. Ecco come è andata la chiacchierata.
Belle & Sebastien – Amici per sempre, la recensione
Il piccolo Sebastien sta crescendo. Ormai ha 12 anni, frequenta regolarmente la scuola pur non amandola, e la sua migliore amica continua ad essere Belle, il Pastore dei Pirenei dal quale il ragazzo non riesce proprio a separarsi. Grandi cambiamenti, però, hanno stravolto la vita in famiglia. Oltre l’arrivo di tre meravigliosi cuccioli, figli di Belle, che Sebastien accudisce con dedizione e volontà, Pierre, il padre del ragazzo, si è sposato con Angélina ed è in procinto di trasferirsi in Canada per iniziare una nuova vita. Sebastien, però, che è cresciuto su quelle montagne insieme al nonno César non ha nessuna intenzione di trasferirsi e abbandonare quei luoghi. A complicare questo delicato momento di scelte e cambiamenti ci pensa Joseph, un sinistro e burbero becchino che rapisce Belle e i suoi cuccioli dopo averne rivendicato la proprietà.
Caracas e Eravamo bambini: due noir italiani disponibili in Home Video
Ormai lo abbiamo capito: il cinema italiano ama le storie di criminali. Se poi queste sono calate in un contesto popolare del sud Italia, che potremmo definire antropologico, ecco che il tutto diventa ancora più appetibile. Fino a qualche anno fa il nostro cinema abbondava, per la maggiore, di commedie scacciapensieri o di drammoni sulla borghesia nostrana, ma da un po’ di tempo a questa parte sembra che il dramma a tinte noir sia diventato uno dei maggiori cavalli da battaglia del nostro cinema. Ed ecco che tra le più recenti uscite home video a marchio Vision Distribution e CG Entertainment, infatti, troviamo due film che rientrano a pieno titolo proprio in questa categoria: storie drammatiche ambientate nel sud Italia e pronte a tingersi di noir a mano a mano che la storia avanza verso l’epilogo. Quindi vi parliamo di Caracas, terza regia cinematografica per l’attore di Gomorra Marco D’Amore e interpretata dallo stesso e da Toni Servillo, e di Eravamo bambini, una storia di vendetta ambientata in Calabria e che vede coinvolti nel cast Massimo Popolizio e Lorenzo Richelmy.
Anteprima speciale a Roma per Phobia, il thriller con Jenny De Nucci
Marco Gaudenzi e Pierpaolo Marcelli presentano Phobia, primo lungometraggio diretto da Antonio Abbate. Su soggetto e sceneggiatura di Giacomo Ferraiuolo e Michele Stefanile, Phobia vede protagonista la popolarissima Jenny De Nucci, la cui già corposa filmografia include Ancora più bello e Sempre più bello di Claudio Norza, Ragazzaccio di Paolo Ruffini, Prima di andare via di Massimo Cappelli e Lo sposo indeciso di Giorgio Amato, oltre alle serie televisive Un passo dal cielo e Don Matteo.
Scream 7, la recensione
Sono passati 30 anni da quando la studentessa Casey Becker rispose al telefono innescando la follia omicida dei Ghostface. Era il 1996, infatti, e Scream usciva al cinema rivoluzionando il modo di intendere il cinema horror-slasher, anche se in Italia avremmo dovuto aspettare metà 1997, quando il day-to-date delle uscite cinematografiche era per noi ancora un lontano traguardo da raggiungere.
Quella di Wes Craven è un’opera che ridefiniva radicalmente l’approccio al cinema horror, con presa di consapevolezza e una buona componente di (auto)ironia. Quasi un saggio critico su pellicola che lavorava su più livelli, lasciando comunque alla base una storia coinvolgente, personaggi ben caratterizzati e alcuni momenti da brivido che sono rimasti scolpiti nell’immaginario collettivo.
Scream è oggi, giustamente, considerato un capolavoro, una di quelle opere sparti-acque che prevedono un prima e un dopo, e come spesso accade in questi casi, quando anche la risposta del pubblico è positiva, la serializzazione aspetta dietro l’angolo. Ma con la saga di Scream, soprattutto per il suo valore metacinematografico, la stessa esistenza di uno stuolo di sequel ha alimentato il suo lavoro metafilmico, continuando l’analisi del genere, carpendone le sfaccettature e i trend che il mercato stesso cavalca. Questo ha fatto sì che il livello qualitativo generale della saga rimanesse sempre piuttosto alto, con capitoli coerentemente legati tra loro, seguendo la crescita – non solo d’età anagrafica – dei personaggi, degli spettatori e del mercato cinematografico horror.
Rob Zombie Collection: la trilogia della famiglia Firefly disponibile in un prestigioso cofanetto Midnight Classic… che delude le aspettative!
Nelle scorse settimane Midnight Factory ha fatto parlare molto di sé, generando fermento tra le chiacchiere da web e creando anche un po’ di sano malcontento, più o meno comprensibile. Nel giro di pochi giorni, sfruttando la sua prestigiosa collana Midnight Classics, ha messo sul mercato due attesissimi cofanetti che promettevano di coprire alcuni gap importanti del circuito home video italiano. Il primo cofanetto ad essere stato rilasciato è stato Kill Bill Boxset, un’occasione ghiotta per poter rivedere (e possedere) il capolavoro di Quentin Tarantino per la prima volta in edizione 4K UHD. Purtroppo, il cofanetto in questione non ha mancato di sollevare polemiche, sia per un prezzo di mercato ritenuto da molti eccessivo e sia per un Master 4K non proprio all’altezza. Il secondo cofanetto invece, disponibile solo da pochissimi giorni, è Rob Zombie Collection, splendido pezzo Limited Edition 4 Blu-ray disc che raccoglie in un unico box la celebre trilogia cult del regista – La casa dei 1000 corpi, La casa del diavolo, 3 From Hell – facendo arrivare il terzo capitolo per la prima volta su supporto fisico italiano (prima d’ora era stato reso disponibile solo per la visione on demand su Prime Video).
Le cose non dette, la recensione
Carlo ed Elisa sono stati una coppia felice, complice e affiatata. Ma il tempo non risparmia nessuno e così adesso, in entrambi, sembra essersi spenta quella scintilla che ha animato la loro relazione. Anche il non essere riusciti a diventare genitori ha contribuito a stritolare l’amore che c’era tra i due.
Lui, professore universitario e autore di un libro di successo, trova ogni giorno rifugio nel fitness prendendosi cura del suo corpo più che di ogni altra cosa; lei, giornalista di Vanity Fair, sta attraversando un blocco creativo che non le permette più di rendere come vorrebbe nel suo lavoro. Per cercare di dare una scossa a questa condizione di impasse e magari ritrovare quell’amore apparentemente perduto, Carlo ed Elisa si concedono qualche giorno di vacanza a Tangeri. Con loro vanno anche Paolo e Anna, amici di una vita, che ne approfittano di questa vacanza in Marocco per far fare un’esperienza di viaggio alla loro figlia preadolescente Vittoria.










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