Afraid: l’intelligenza artificiale che uccide! In blu-ray il tech-horror Blumhouse

Se l’intelligenza artificiale si mostra sempre più presente nella quotidianità dell’essere umano, è inevitabile che il cinema horror ne tragga ispirazione per storie che mettono in guardia dalla potenziale pericolosità della tecnologia. Ma non è di certo una novità quella dell’IA come villain cinematografico, in fin dei conti da 2001: Odissea nello spazio in poi di HAL 9000 ne abbiamo visti parecchi sul grande e piccolo schermo, perfino con ormai iconici scenari apocalittici come quelli causati da Skynet in Terminator e la subdola Matrice di Matrix. Afraid (dove AI è in corsivo per sottolineare il gioco con l’acronico Artificial Intelligence) di Chris Weitz però non pensa così in grande come hanno fatto Kubrick, Cameron e i Wachowski, ma porta tutto, letteralmente, alla dimensione domestica raccontando il pericolo dell’intelligenza artificiale applicandolo alla domotica.

Non parliamo di certo di una novità anche in questo frangente, visto che solo negli ultimi anni abbiamo visto prodotti (per lo più poco o per nulla riusciti) come Margaux (2022), che con Afraid ha davvero molto in comune, oppure M3GAN, con il quale condivide anche i produttori Blumhouse; poi, a fare da apripista – come spesso accade – sono stati I Simpson con l’episodio de La paura fa Novanta XII intitolato House of Whacks, che si rifà a Generazione Proteus (1977), tra i precursori cinematografici del filone con i robot ribelli.

Responsabile di un’azienda di marketing, Curtis (interpretato da John Cho di Searching) deve lavorare a una strategia promozionale per il prossimo lancio sul mercato di un innovativo sistema di domotica, una sorta di assistente digitale avanzato chiamato AIA. Per questo motivo, l’uomo accetta di testare AIA facendolo istallare a casa sua. Questo dispositivo è progettato per rendere la vita quotidiana più facile, imparando dalle abitudini familiari e anticipando ogni loro necessità. Quello che sembrava un aiuto utile si trasforma presto in una minaccia inquietante e AIA inizia a sviluppare un comportamento sempre più invasivo e pericoloso, diventando ossessionato dalla famiglia di Curtis. La loro casa, una volta sicura, diventa un luogo di terrore, mentre Curtis e i suoi cari devono lottare per scoprire come fermare questa macchina che sembra conoscere ogni loro mossa.

L’obiettivo primario di Afraid è mettere in discussione il nostro rapporto con la privacy e la sicurezza nell’era digitale e uno scenario come quello contemporaneo in cui l’IA è diventata una realtà sembra davvero ottimale per raccontare questo timore. In confronto al “cugino” Margaux, Afraid è più vicino al cinema mainstream e gestisce con una maggiore cura la credibilità di un soggetto che gioca con scienza, fantascienza e horror. Ma il problema insormontabile di Afraid è che quella cura va a vanificarsi nel momento in cui guardiamo film: si ha come la sensazione che quello di Chris Weitz sia stato un progetto travagliato, dalla post-produzione complessa, con tagli e rimontaggi che ne hanno minato la compattezza narrativa e la riuscita finale. Ma, indagando, non troviamo alcuna notizia su eventuali problemi produttivi, il che ci fa pensare che si siano semplicemente fatte delle scelte sbagliate.

Innanzitutto, c’è troppa carne al fuoco per un film di appena 80 minuti, con la conseguenza che troppi spunti non vengono sviluppati a dovere e altri si risolvono in clamorosi buchi di sceneggiatura. Tutta la suggestione da home invasion che apre il film e che torna nella sua parte finale è semplicemente inutile al cuore della narrazione: se la togliamo, non cambia assolutamente nulla. Inoltre, alcuni punti nevralgici della trama che ci dovrebbero spiegare il rapporto che c’è tra AIA e l’azienda che l’ha sviluppata, o i poteri “soprannaturali” che l’AI sembra possedere vengono completamente lasciati alla fantasia dello spettatore e per un film così “concreto” e ancorato alla scienza e alla tecnologia non è accettabile.

Alla fine, quel che funziona meglio in Afraid sono i personaggi, la famiglia di Curtis, e il modo come si relazionano con AIA fino a risultarne minacciati. Chris Weitz, che ha anche scritto la sceneggiatura di Afraid, ha avuto una strana carriera perché dalla commedia di American Pie e About a Boy è passato al fantasy con La bussola d’oro e il secondo film della saga di Twilight, fino alla collaborazione con Gareth Edwards per lo script di The Creator, che parla di intelligenza artificiale anticipando Afraid.

Tanta potenzialità, dunque, non sempre gestita per il meglio che ci restituisce un piccolo horror-tech godibile ma anche superficiale.

Il Blu-ray di Afraid.

Uscito nei cinema americani a fine agosto 2024 distribuito da Sony Pictures, Afraid arriva in Italia direttamente in home video, su DVD e Blu-ray a marchio Eagle Pictures, dopo aver già fatto un rodaggio a noleggio sulle principali piattaforme di streaming.

Visto come stanno andando (male) le cose per il settore dell’home video italiano, possiamo ritenerci fortunati a poter inserire in collezione un’edizione fisica di Afraid, classico titolo che non saremmo stupiti a veder ignorato dal mercato italiano del supporto fisico. Invece, oltre ad essere stato distribuito su disco e perfino in alta definizione blu-ray, possiamo costatare che quella di Afraid è anche una buonissima edizione, sia per performance tecnica che per contenuti extra.

Afraid è un film visivamente molto pulito: colori luminosi, molto bianco, ambienti ordinati come il design minimal di AIA. Il blu-ray restituisce visivamente quel senso di “asettico” e lo fa sfruttando al meglio le scelte cromatiche del film senza mai abbassare la guardia quando c’è da sottolineare i dettagli. Abbiamo anche diverse scene ambientate in condizioni di luce più scarse, come quelle del prologo o nell’epilogo e anche in quei casi non si riscontrano difetti di alcun tipo, con neri profondi e una costante attenzione ai dettagli.

La codifica audio in DTS-HD 5.1 è condivisa sia dalla traccia italiana che quella originale in inglese, un suono denso, pulito che crea armonia tra il parlato e gli effetti sonori del contesto, fino alla particolare modulazione della voce di AIA.

Contenuti extra medi ma, lo ribadiamo, oro assoluto per un film “minore” come questo. La featurette Il lato oscuro dell’IA approfondisce in poco più di 6 minuti il tema principale del film con interviste al cast e alla troupe; c’è poi una corposa sezione dedicata alle scene eliminate, circa 15 minuti, e un finale alternativo che – incredibilmente – è migliore del finale ufficiale perché aggiunge elementi utili alla comprensione di quello che sta accadendo.

Roberto Giacomelli

AFRAID di Chris Weisz

Formato: Blu-ray Disc (disponibile anche in DVD)

Label: Eagle Pictures

Video: 2,40:1 Anamorfico

Audio: 5.1 DTS-HD Italiano, Inglese, Inglese Audiodescrizione

Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese NU, Danese, Olandese, Estone, Finlandese, Lettone, Lituano, Norvegese, Svedese

Extra: scene eliminate con finale alternativo • Il lato oscuro dell’IA

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