Avatar: Fuoco e Cenere: la conferenza stampa milanese con il cast
Martedì 9 dicembre, a Milano, si è svolta la conferenza stampa di Avatar: Fuoco e Cenere, terzo capitolo della saga fantascientifica di James Cameron. A incontrare la stampa italiana c’erano Sam Worthington, Stephen Lang, Bailey Bass, Trinity Jo-Li Bliss e Jack Champion, protagonisti di un film che promette di espandere ulteriormente l’universo dei Na’vi, esplorando nuovi clan, tensioni interne, e soprattutto le crepe emotive che minacciano la famiglia Sully.
Il film – girato in larga parte in parallelo con La Via dell’Acqua – arriva come il capitolo più oscuro e spettacolare della saga, un viaggio che mescola conflitto e identità senza dimenticare di raggiungere nuove frontiere tecniche.
“Avatar ci ha cambiato la vita” – Il cast racconta la crescita dentro la saga
I più giovani del cast hanno aperto l’incontro con parole piene di gratitudine.
«Io non saprei chi sono senza Avatar» ha raccontato Trinity Jo-Li Bliss, che nel film interpreta Tuk, ricordando il casting fatto a soli dodici anni. Bailey Bass, che nel film è Tsireya, ha parlato invece del valore umano della storia:
«Avatar parla della famiglia scelta, del riconoscersi negli altri, della solidarietà. Abbiamo più cose in comune che differenze»
Jack Champion, ovvero Spider, ha ricordato la propria esperienza sul set come unico interprete umano:
«Con il performance capture si vive nel presente, non devi pensare alle luci o alle camere: è energia pura».
Sam Worthington: “Al centro c’è la famiglia, in un mondo che cambia”
Sam Worthington ha spiegato la direzione emotiva di questo terzo capitolo: «Jim (Cameron) ha valutato molti aspetti quando abbiamo iniziato, poi è entrata la dinamica familiare ed è diventata il fulcro. Si parla dell’amore, del mondo che cambia, della guerra. Viviamo tempi difficili e ciò che abbiamo è il legame tra noi».
Sul tono del film, l’attore è stato chiaro:
«È più grande, con emozioni più profonde. Abbiamo girato insieme al 2, quindi sapevamo dove saremmo andati».
Tecnologia e verità emotiva: “Il digitale non è un ostacolo”
Una domanda inevitabile riguarda la tecnica di performance capture, sempre più sofisticata. Worthington ha però sottolineato come a guidare tutto sia l’interpretazione:
«La tecnologia viene dopo. È un processo intimo: tutto quello che vedete sullo schermo accade davvero, solo che siamo più liberi di esplorare».
Champion ha aggiunto un dettaglio curioso:
«Avevo un facepad su cui vedevo l’aspetto dei miei partner. Ero già Spider mentre giravo».
- Jack Champion
- Stephen Lang
Stephen Lang: “Un cattivo deve essere odiato, ma anche umano”
Stephen Lang, interprete del Colonnello Quaritch, ha parlato della complessità del ruolo:
«Una volta non volevo fare il cattivo, poi ho capito lo scopo del personaggio. Per essere convincente un cattivo deve essere odiato. Ma nei tre film abbiamo lavorato sulle sue fragilità e anche sul suo coraggio».
Il messaggio ecologista di Avatar: “Sì, c’è speranza”
La conversazione ha toccato anche i temi ambientali, centrali nella saga.
«C’è speranza, sì» afferma Bailey Bass. «Mi occupo di oceani, sono impegnata sul piano sociale, e noi combattiamo e sogniamo perché la nostra terra possa tornare a fiorire».
Lang ha allargato lo sguardo alla Storia, quella con “S” maiuscola:
«Nel 1942 c’era poca speranza, eppure è stato possibile superare tutto. Quello che domina sempre, soprattutto tra i giovani, è un senso di speranza, quindi, sono ottimista che si possa superare questo momento così buio. In questo paese conoscete il fascismo, no? Ecco, nel mio paese stanno iniziando ora a capire il senso del fascismo».
Trinity ha aggiunto un aneddoto sul set:
«Jim ha imposto un ambiente plastic-free. Ognuno aveva la sua borraccia, anche questo fa parte del messaggio!».
- Trinity Jo-Li Bliss
- Bailey Bass
Cinema vs streaming: “Avatar è un’esperienza da sala”
Stephen Lang è stato eloquente:
«Ci sono film che VANNO visti al cinema. Sono 60 anni che vado in sala e non c’è nulla di paragonabile. Gli Studios devono trovare una soluzione al problema di quei film che hanno distribuzione limitata».
Bailey Bass ha parlato del rapporto della Gen Z con lo schermo:
«I social sono importanti ma danneggiano la salute mentale. E spero che anche in un’epoca in cui i giovani sono attaccati allo smartphone siano stimolati ad andare al cinema per un film così immersivo come Avatar che crea un’esperienza unica davanti al grande schermo».
Trinity Jo-Li Bliss ha aggiunto:
«È bello guardare Avatar con gli altri, condividere i temi. Il cinema di Jim è esperienza assoluta»
Crescendo insieme ai personaggi
Bailey Bass ha raccontato quanto Cameron lavori sulla verità interiore degli attori:
«Jim ci fa stare insieme, vuole conoscerci. Vuole scoprire la verità dentro di noi, e questo crea il legame che vedete nel film. Crescere insieme al personaggio è stato un grande privilegio, è entrato a far parte di me e sarà con me per sempre».
Worthington ha chiuso con una dichiarazione che suona quasi come una promessa:
«Ogni giorno è stata una nuova sfida, se non fosse stato per Jim non saremmo arrivati a un risultato come questo. Non ci sarà mai una saga come questa».
Dopo l’incontro milanese, il conto alla rovescia è ufficialmente cominciato. Avatar: Fuoco e Cenere uscirà al cinema il 17 dicembre distribuito da Disney e promette nuovi territori, nuove emozioni e una visione sempre più profonda dell’universo di Pandora.
Potrete leggere la recensione in anteprima su DarksideCinema il 16 dicembre.
A cura di Roberto Giacomelli







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