Archivio categorie: Speciali / Dossier
Fantaghirò: la confort saga tutta italiana, tra kitsch e creatività
Come ogni anno, in casa Mediaset non si addobba l’albero se prima non si è programmata l’ennesima maratona di Fantaghirò, quest’anno fissata per il 31 dicembre sul canale 27 a partire dalle 19. Anche se sappiamo già che i veri aficionados hanno già fatto il binge watching stagionale su Disney+, dove la serie è disponibile dal 5 novembre.
Per chi fosse nato esattamente ieri, la saga di Fantaghirò consiste in una miniserie in cinque film da tre ore ciascuno, divisi in due parti che per decenni sono stati riproposti come repliche sulle reti Mediaset. L’inizio di questo vero e proprio rituale mediatico avvenne nelle serate del 22 e del 23 dicembre 1991 su Canale 5; il boom di ascolti della mini-fiction fu tale che il regista Lamberto Bava diresse non solo i quattro seguiti (usciti rispettivamente nei periodi natalizi del ’92,’93,’94 e ‘96) ma realizzò altri prodotti della medesima stoffa, seppur di diverso pregio, quali Desideria e l’anello del drago, La principessa e il povero, Sorellina e il principe del sogno (quest’ultimo è divenuto leggendario solo per il fatto che Christopher Lee è il cattivo e Valeria Marini la fata buona).
Alchemised: dal fenomeno fanfiction al grande schermo
Ma che cos’è questo Alchemised che da mesi sta intasando le bacheche dei social di mezzo mondo e che ha dato vita a un dibattito etico così feroce che ci ha fatto rimpiangere le polemichette millenial sui vari adattamenti Disney?
Tutto è cominciato questo 10 settembre 2025 con la Legendary Pictures che annuncia di aver acquisito i diritti di adattamento del romanzo Alchemised di SenLinYu per la modica cifra di tre milioni di dollari. Ed ecco che esplode la bomba: per cominciare, una cifra del genere non è mai stata sborsata per nessuna opera letteraria, tanto più per una che non è ancora uscita sul mercato! Alchemised infatti è stato pubblicato negli Stati Uniti il seguente 23 settembre grazie alla lungimirante Del Rey Books e in Italia è arrivato il 30 settembre per la Rizzoli. Nessun azzardo, tutto è andato secondo i piani, perché il libro si è subito piazzato al primo posto della classifica del New York Times, dando così inizio a battaglie ideologiche che hanno ulteriormente accresciuto le vendite.
I dodici Frankenstein più bizzarri del cinema: folli mostri (ri)cuciti sul grande schermo
Il Frankenstein di Guillermo del Toro, appena approdato su Netflix, ha conquistato pubblico e critica per la sua fedeltà all’opera di Mary Shelley e per la sensibilità gotica e malinconica del regista messicano (qui la nostra recensione). Ma non tutti i Frankenstein della storia del cinema hanno seguito la via del rigore e della poesia: anzi, molti si sono persi tra parodie, deliri pop, mutazioni fantascientifiche e follie di celluloide.
Per rendere omaggio a questa genealogia di mostri deviati, ecco una classifica dei dodici Frankenstein più bizzarri, quelli che hanno osato tutto, a volte con risultati davvero incredibili e irresistibili, riscrivendo il mito con un colpo di bisturi, una risata e molta follia.
Uomini in fuga: un viaggio tra Stephen King e il The Running Man con Schwarzenegger
Con il nuovo The Running Man di Edgar Wright all’orizzonte, in arrivo al cinema il 13 novembre 2025 con Glen Powell nei panni del protagonista, il cerchio sembra chiudersi. Dopo quasi quarant’anni, la storia dell’uomo costretto a correre per la propria vita davanti a un pubblico assetato di spettacolo torna sul grande schermo. Wright, insieme allo sceneggiatore Michael Bacall, ha dichiarato di voler restituire alla vicenda la sua dimensione originaria, più fedele al romanzo di Stephen King (pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman), lasciando intendere che il nuovo film non sarà un rifacimento del classico con Schwarzenegger, bensì una sorta di ritorno alle radici. Ed è proprio da lì che conviene ripartire: dal libro e da quel film del 1987 che, pur tradendo lo spirito del romanzo, è rimasto nella memoria collettiva come un’icona pop del cinema d’azione distopico anni Ottanta.
La casa delle anime perdute: prima di The Conjuring – Il rito finale, il film dimenticato sui Warren che spaventò la TV negli anni ’90
L’uscita al cinema di The Conjuring – Il rito finale (qui la nostra recensione) ci ricorda una cosa curiosa: la storia su cui si basa il film di Michael Chaves era già stata portata sullo schermo più di trent’anni fa, molto prima che James Wan trasformasse i Warren in superstar dell’horror contemporaneo. Si tratta de La casa delle anime perdute (The Haunted), film televisivo del 1991 diretto da Robert Mandel, che racconta il famigerato caso Smurl.
Quella che oggi conosciamo come una delle tante “indagini” dei Warren, allora era una vicenda discussa tra cronaca nera e talk show, finita persino sulle colonne del People Magazine. E il film TV cerca di raccontarla con un tono più vicino al reportage che al blockbuster: niente jump scare millimetrati o effetti digitali, ma l’ansia sottile di una famiglia che perde fiducia nella propria quotidianità.
Teen horror e uncini assassini: Tutto quello che c’è da sapere sulla saga di So cosa hai fatto
A distanza di quasi trent’anni dal primo film cult, il misterioso Pescatore con l’uncino è pronto a tornare sul grande schermo. Il 16 luglio 2025 farà infatti il suo debutto nei cinema italiani il nuovo film della saga di So cosa hai fatto, riportando in auge uno dei franchise horror più iconici degli anni ’90. Diretto da Jennifer Kaytin Robinson, già autrice della dark comedy Do Revenge, il nuovo So cosa hai fatto promette di rilanciare la saga con un mix di nostalgia e modernità, richiamando i fan della prima ora ma strizzando l’occhio anche ai nuovi spettatori. Nell’attesa, ripercorriamo la storia di questa saga, tra film, serie TV, curiosità e colpi di scena che hanno contribuito a farne un cult transgenerazionale.
Sei film sul poker da vedere assolutamente
L’estasi per una mano vincente, il sogno di svoltare nella vita, la tensione o il dramma per un’amara sconfitta. Le tante emozioni che si possono vivere a un tavolo da poker sono state spesso facile fonte di ispirazione per il mondo del cinema e non di rado sono nati capolavori. Ecco dunque quali sono i 6 film sul poker che un vero cinefilo ed appassionato di uno dei giochi più popolari non deve assolutamente perdere.
The Last of Us – Stagione 2: Il prezzo della vendetta, la fine dell’innocenza
La seconda stagione di The Last of Us si è conclusa con un finale che ha lasciato il pubblico con il fiato sospeso, lasciando Ellie in un momento cruciale e introducendo nuove prospettive attraverso gli occhi di Abby. In questo approfondimento, esploreremo l’adattamento del secondo amatissimo videogioco, l’accoglienza di critica e pubblico dopo le aspettative altissime lasciate dalla prima stagione, le polemiche emerse e le prospettive per la terza stagione.
Le Impossible Girls di Ethan Hunt: chi sono le donne di Mission: Impossible
Nel mondo adrenalinico di Mission: Impossible, dove Tom Cruise corre più veloce della luce e si lancia da aerei in fiamme con la stessa disinvoltura con cui noi apriamo una bottiglia di birra, c’è un elemento che spesso viene sottovalutato: le donne. Sì, perché se è vero che la saga ha sempre girato attorno all’impenetrabile Ethan Hunt, è anche vero che, film dopo film, le sue partner – alleate, amanti, nemiche – hanno contribuito a definire lo stile, il tono e l’evoluzione del franchise.
Proprio come le Bond Girls, anche le Impossible Girls sono una galleria di figure affascinanti, capaci di tenere testa al protagonista, spesso salvandogli la pelle o… complicandogli la vita.
In attesa di poter vedere al cinema l’ottavo e ultimo capitolo della saga, Mission: Impossible – The Final Reckoning, in sala dal 22 maggio, facciamo un viaggio nella memoria – e nei dossier dell’IMF – tra le donne più iconiche della saga.
Oscar 2025: il trionfo del cinema indipendente. Tutti i vincitori e un’analisi ragionata dei premi assegnati
Cinque Oscar su sei nomination. È stata la commedia indie Anora di Sean Baker a trionfare durante la 97ª cerimonia di premiazione degli Academy Awards. A seguire The Brutalist di Brady Corbet, con tre vittorie, mentre solo due statuette all’inizialmente favoritissimo Emila Pérez e due premi anche a Wicked e Dune: Parte 2. Grande sconfitto della serata A Complete Unknown che su otto candidature è rimasto completamente a bocca asciutta.
L’edizione degli Oscar 2025 verrà ricordata come quella che ha premiato il cinema indipendente, che sta continuando ad alimentare imperterrito il circuito delle sale in un’epoca in cui lo strapotere delle piattaforme streaming va a penalizzare l’esperienza cinematografica. È stato Sean Baker, regista di Anora, a sottolineare durante il suo discorso di ringraziamento per il conferimento del premio alla regia, che è il cinema come luogo fisico a dover essere preservato e devono essere prodotti più film pensati per il grande schermo.









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